2012

SPOILER ALERT (ma non è che ci voglia un genio per capire dove va a parare).

Visto che ormai alieni, asteroidi e riscaldamento globale sono passati di moda come catastrofi globali, ecco che il box office si fionda sulla nuova psicosi del calendario Maya per spennare gli amanti degli effetti speciali. La spiegazione dell’imminente tragedia è da asilo nido: una tempesta solare scaricherà sulla terra quantità immense di neutrini, che se fino al giorno prima erano del tutto innocui, improvvisamente acquisiscono la capacità di far bollire il pianeta dall’interno. La trama è così scarsa che la citazione migliore del film è: “Dai baby, alza il culone per Sasha!“, riferita ad un aereo militare russo, pilotato da un russo, adibito al trasporto di macchinoni da miliardari. Perché Doomsday insegna che non c’è mezzo migliore di una Bentley full-optional per le fughe in scenari post-apocalittici. O in questo caso pre.

I personaggi sono comici: il tipico padre divorziato che salva figli, ex-moglie e nuovo compagno di lei (a bordo di una Limo, tanto per restare in tema), che però ad un certo punto muore, e quindi sono tutti di nuovo una famigliola felice. Come se un cataclisma a livello planetario fosse la migliore terapia di coppia. Il folle con la fissa per le cospirazioni ma che ovviamente è quello che la sa più lunga di tutti. Il Presidente degli Stati Uniti integerrimo ma circondato da un entourage di sciacalli approfittatori, con figlia supergnocca che ovviamente se la intende con lo scienziato geniale ed onesto che cerca di salvare baracca e burattini. E per attualizzare il tutto, intorno al tavolo del G8 troviamo un Presidente degli Usa nero (con una bella gufata alla povera Michelle, visto che nel film è vedovo), una Cancelliera tedesca e, udite udite un Primo Ministro italiano stempiato. Sorvolando sul fatto che in Italia non si chiama Primo Ministro, e che almeno nel doppiaggio italiano potevano correggersi, il virtuale premier invece di imbarcarsi verso la salvezza se ne resta in Vaticano a pregare insieme al suo popolo, in attesa che il cupolone di San Pietro gli crolli addosso. Sì, come no.

Le sfumature non esistono: da una parte ci sono i buoni, che cercano di aiutarsi e collaborare per il bene comune, dall’altra i cattivi, che speculano sulla tragedia imminente vendendo a prezzi esorbitanti i biglietti per l’unica via di salvezza: 4 barconi stile arca di Noè. Ancorati del cuore dell’Himalaya, location notoriamente ideale per proteggere qualsiasi cosa da terremoti sui 9/10 gradi della scala Richter. Un po’ come avere la brillante idea che il luogo migliore per fare rifornimento di carburante mentre si sorvola il Pacifico siano le Hawaii.

E dopo che la terra è stata devastata in ogni modo possibile, dallo spostamento dei campi magnetici allo stravolgimento della tettonica delle placche, da ogni tipo di attività sismica a tsunami alti quanto l’Everest, che hanno portato “il polo sud dove c’era il Wisconsin”, ovviamente le comunicazioni satellitari e tutti gli strumenti elettronici funzionano alla perfezione, mandando dati in tempo reale. Abbastanza in fretta da comunicare che l’unico continente a non essere stato sommerso è l’Africa. E a noi piace immaginare i barconi che si avvicinano e gli africani che fanno gestacci.

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Articolo scritto da PrincipessaNubiana. 30 Novembre 2009
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