Al cuore si comanda: come vincere le battaglie d’amore

L’amore è un campo dove è facile gioire ma è altrettanto facile perire. Pensate ad esempio alla persona più jellata e sentimentalmente frustrata della vostra crew: non per forza al secchione della classe (che continua a gonfiare d’aria i preservativi scambiandoli per palloncini) o alla capitana della squadra dei Piccoli Chimici (che crede ancora che il Silk Epil sia il nome di un condottiero germanico); pensate piuttosto ai vostri amici… oppure a voi. Quante volte ad un aperitivo o ad una cena avete sentito pronunciare la fatidica frase: “In amore bisogna agire solo d’istinto, solo col cuore”? E quante volte avete riportato quella frase su di voi, sul vostro vissuto e vi siete detti che a furia di affidarvi all’istinto avete pestato più mine voi di un irakeno? Non preoccupatevi, non siete l’eccezione che conferma la regola e nemmeno un caso più unico che raro; anzi, la compagnia di coloro che si affidano ai voleri del destino è più fitta delle file degli immigrati in attesa di permesso di soggiorno. Già, perché l’amore non è solo una questione di cuore, ma anche (e soprattutto) di cervello; e in una vita che sempre più somiglia ad un’eterna conquista, quella del cuore è una battaglia che non risparmia colpi bassi a nessuno; una battaglia dove ogni mossa deve essere studiata e calcolata fino all’ultimo dettaglio.

Leggi fondamentali parte prima:
Purezza, prima di tutto
Esatto, cari cuori solitari! Per la disperazione di Susanna Tamaro confuteremo la teoria del Va dove di porta il cuore, perché al cuore si comanda… eccome se si comanda. Anzi, spesso proprio coloro che ci fanno soffrire sono gli strateghi più cinici e spietati. Avete mai sentito parlare della legge del “La prometto a tutti ma non la do a nessuno“? Questo tipo di strategia non solo ha il vantaggio di aumentare il desiderio dei vostri famelici spasimanti, ma vi conferisce un’aurea di purezza irresistibile, perché si sa, nulla è più appetitoso di ciò che possiamo assaggiare ma mai mangiare! Sin dall’antichità le vergini penitenti hanno sempre suscitato un certo fascino sugli ormoni maschili. Come? Vi siete concesse già al capitano di basket che lo scorso semestre al ballo di fine anno diceva di amarvi? Niente paura care pecorelle smarrite. Il fatto che vi proclamiate sante non implica per forza che ciò debba essere vero. Non vi dice nulla Britney Spears? Anche lei sbandierava la sua verginità sulle copertine dei tabloid salvo essere poi smentita da numerosi tester, ma nel mentre Justin Timberlake c’ha creduto e c’è cascato… e questo è l’importante. Ricordatevi infatti che nelle strategie sentimentali non è importante ciò che è vero e ciò che è falso, quello che importa è ciò che si fa credere. La strategia del promettere e far aspettare ha vari vantaggi: la vittima smette di calcolare le altre sciacquette che gli si gettano davanti e voi diventate improvvisamente incarnazione del peccato e allo stesso tempo simbolo di purezza da profanare. Però tutto ciò ha una controindicazione: l’attesa non deve durare troppo a lungo, perché anche quella, care amiche, così come i latticini, ha una data di scadenza e se viene servita sul vassoio senza mai essere mangiata comincia a puzzare di vecchio.

Leggi fondamentali parte seconda:
No alle ansie da cellulare
Altra importante legge è quella del “Non aprire quella rubrica telefonica“. È abitudine di molti di noi, una volta ottenuto il numero telefonico della nostra vittima, lanciarsi in una sorta di moderno epistolario leopardiano fatto di sms sdolcinati e messaggini al miele. Vi hanno mai detto che in amore vince chi fugge e che farsi desiderare non costituisce reato? Imponetevi quindi di resistere. Sono in troppi a contare i minuti di attesa e quanto tempo trascorre tra l’invio e il ricevi di un sms; sono sempre in tanti a passare pomeriggi a decifrare banali messaggini nella speranza di trovare anche la più piccola traccia di un significato sottinteso tra le brevi righe di testo. Se poi ad inviarvi per primo l’sms è stato proprio la vostra dolce metà, la regola fondamentale è non rispondere subito. L’amore epistolare è fatto di lunghe attese non di microsecondi. È vero, è difficile reprimere la foga di rispondere immediatamente a quell’sms con un disperato “Sì, sono qua per te”; ma fermatevi a pensare per un momento. Immaginate che dall’altra parte, il destinatario dei vostri sentimenti, sta aspettando proprio questo: una vostra veloce risposta. Ergo: se risponderete subito, costui gongolerà e proseguirà incurante i propri allentamenti e voi altro non sarete state che un misero minuto d’attesa nelle 24 ore della sua giornata; se invece la vostra risposta tarderà un intero pomeriggio, per tutto l’allenamento e per tutta la giornata i pensieri del vostro destinatario saranno rivolti solo a voi. La vittima in questione comincerà a chiedersi perché non avete risposto e inizierà a pensare di non interessarvi abbastanza o di non essere alla vostra altezza… ed è proprio in quel preciso istante che lo sorprenderete con un sms di risposta. Ecco come un banale scambio di messaggini infruttuosi può trasformarsi in una proficua battaglia tra i sessi vinta da chi resiste un po’ di più.

Leggi fondamentali parte terza:
Pessima reputazione? Menefregatevene!
Altra importante strategia sentimentale è alimentare il chiacchiericcio. Se la vostra reputazione non è proprio quella della senatrice Binetti non dovete preoccuparvi di cancellare le prove del vostro passato boccaccesco, anzi, fingete menefreghismo e noncuranza. A volte dare poca importanza alle voci di corridoio dona un’allure più intellettuale e sopra le righe. Le strategie di guerra (o d’amore) sarebbero tantissime e impossibili da elencare in queste poche righe, ma se ancora siete convinte che in amore a vincere siano i buoni sentimenti e il destino clemente: rassegnatevi. Un po’ di strategia non guasta mai: quello della seduzione è un gioco più fine di una partita a scacchi, non vince chi crede che i sogni sian desideri, vince chi fa la mossa migliore. That’s hot.

 

La Bocca della Verità

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  1. Dārayawuš
    Febbraio 11th, 2009 at 18:22
    Cita | #1

    Mah… più facile a dirsi che a farsi! :)

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