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Laura Scarpa è un’autrice di fumetti che ha iniziato a indagare la quotidianità nel fumetto già negli anni ottanta, disegnando per “Linus“, “Alter“, “Orient Express“, “Corriere dei Piccoli“, “Snoopy“, “Ragazza in“, “Lupo Alberto Magazine“. E’ anche direttrice della rivista “Scuola di fumetto” e della neonata “Animals“. L’insegnamento e la didattica del fumetto hanno costituito una parte importante della sua attività. È autrice dei saggi “Praticamente fumetti” e “L’arte della sceneggiatura“.
Le abbiamo fatto qualche domanda riguardo al mondo dei fumetti e a come affaciarvisi. Continua a leggere…

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. 16 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

Tra qualche giorno inaugura a Bologna la IV edizione di BilBOlbul, festival internazionale di fumetto a cura di Hamelin. Dal 4 al 7 marzo la città emiliana sarà piena di artisti, mostre, conferenze e workshop a tema, il tutto a ingresso gratuito. Una grande retrospettiva viene dedicata per la prima volta a un autore straniero, David B., francese e nome di punta della scena fumettistica internazionale. Le aree tematiche del festival sono:
REPORTAGE & COMICS, in cui si cerca di indagare le diverse modalità con cui il fumetto può “raccontare” la realtà e trasformare il disegno in “un segno dei tempi”. Protagonisti della sezione autori internazionali come: Emmanuel Guibert e David B. (Francia), Chapatte (Svizzera) e autori italiani come Igort e Marina Girardi.
RACCONTARE L’ITALIA, con in esposizione le opere di David B., Paolo Bacilieri, Giacomo Monti e incontri con Gipi, Andrea Bruno e Alessio Spataro.
STORIA E BIOGRAFIE, che vede protagonisti: Marco Ficarra, Giovanni Masi,Yoshiko Watanabe, Hannes Pasqualini e Vanna Vinci.
Proprio a Vanna Vinci, autrice di origine sarda ma residente a Bologna con all’attivo parecchie pubblicazioni(l’ultima, “Gatti neri, gatti bianchi” è uscita da pochi mesi per Kappa edizioni), abbiamo fatto qualche domanda riguardo il suo lavoro e il mondo dei fumetti in generale.

Innanzitutto come ti sei avvicinata al mondo del fumetto? Perché lo hai scelto come mezzo espressivo? Continua a leggere…

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. 16 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

Gli italiani sono razzisti?“. Si, no, forse. Mi chiedo come si possa fare una domanda del genere. Una domanda che pretende di riunire più di sessanta milioni di persone all’interno di un’unica categoria. Una domanda stupida se riferita ad un’intera nazione, ma altrettanto stupida se riferità ad una sola città. “Rosarno è razzista?” A quanto pare purtroppo, se i giornali e i tg continuano da giorni a porsi questo interrogativo, la risposta non è così banale come appare ai miei occhi. E certo, dopo la pulizia etnica che è stata fatta, non può che generare confusione sentire i cittadini rispondere che “Rosarno non è un paese razzista”. Domanda sbagliata, risposta pure.
Penso che a Rosarno le persone “razziste” (nel significato più stetto del termine, quindi persone che nutrono un vero e proprio odio nei confronti del “diverso”) siano veramente poche. E non mi sento neanche di affermare che sia stata una di loro a sparare agli immigrati (credo che il fatto che l’arma fosse caricata a piombini e non a proiettili sia di supporto a questa tesi, senza per questo voler sminuire la gravità del gesto).
C’è sicuramente un’altra categoria di persone che ha avuto un ruolo rilevante nei fatti, sia nella sparatoria, che nelle ronde armate formatesi in seguito alla protesta degli africani. Continua a leggere…

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. 16 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

Trasferirsi da Roma a Londra e diventare un’artista della t-shirt: si può, se ne hai voglia. L’esempio è Mr. Ro (http://mrro.yokaboo.com), che abbiamo conosciuto a settembre un po’ per caso e che ora presentiamo anche a voi.

Quando hai deciso di trasferirti a Londra e perché?
Il primo biglietto per Londra l’ho comprato quando avevo 17 anni, ovviamente andata e ritorno… sapevo che solamente lì avrei potuto trovare gli skinny jeans, e visto che non potevo andare ogni mese a Londra per comprarmi nuovi skinny ho deciso di trasferirmi… scherzo, ovviamente! Ho deciso di vivere qui perché non potrei mai vivere in una città dove la gente non ha la mia stessa mentalità creativa e aperta a nuove forme di arte, sento il bisogno di vivere in un luogo dove le persone non hanno paura delle novità e dove ognuno è libero di esprimere la sua creatività. La moda inglese mi ha affascinato perché non si pone limiti o troppe domande: ed è proprio per questo che, per me, ha successo.

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. 16 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

Se essere musicista in Italia non ti soddisfa, basta fare come gli After Crash, gruppo bolognese che si è trasferito nella capitale inglese. Abbiamo intervistato Francesco Cassino, un componente della band (myspace.com/aftercrashsession).

Come siete arrivati alla decisione di andare a studiare a Londra? In che università studiate?
L’idea in realtà non ci è venuta in un momento preciso, ma è stata frutto di un processo durato diversi mesi… all’inizio dell’ultimo anno di superiori assieme all’ansia per la maturità, c’è la pressione della scelta riguardo la strada da intraprendere dopo il diploma. Eravamo nel caos più totale, senza la più pallida idea riguardo cosa fare. Certo, avevamo materie che preferivamo rispetto ad altre, ma era difficile affermare con convinzione che volessimo fare di quelle discipline il nostro lavoro e basare su un certo tipo di studi il nostro intero futuro. Così abbiamo pensato che forse sarebbe stato utile prendersi del tempo per pensarci su, piuttosto che iscriversi ad una facoltà e cambiare decisione in un secondo momento perdendo un anno intero. L’anno sabbatico a nostro personale avviso è estremamente utile, e non è una “perdita di tempo” come molti la definiscono, inoltre è un’”usanza” molto diffusa nel resto d’Europa. Così ci siamo trasferiti a Londra e dopo un anno e dopo aver passato in rassegna tutte le possibilità, abbiamo deciso di rimanere a studiare in Inghilterra, nella Hertfordshire University, dove frequentiamo il corso di composizione commerciale e produzioni musicali. In ogni pubblicità, programma televisivo, sigla di serie TV o cartoni animati è sempre presente un sottofondo musicale. Ecco, c’è gente come noi che studia per vivere di questo.

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. 16 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

17 Febbraio 2010: ecco a voi il primo numero dell’anno di BLOGmag, con in cover un lavoro inedito dell’artista tedesco Martin Krusche!

In quest’uscita:
- Bamboccioni are back/Qualcuno provoca e dice: “A 18 anni fuori di casa!” Ma si può, in Italia? Ovvio che no!
- 20 words generation/Ci esprimiamo come dei disadattati o gli occhi degli adulti ci vedono sempre con fare sprezzante?
- Rosarno/L’integrazione ed il razzismo, anno 2010, in Italia. Le storie di chi tutti i giorni vive in posti di cui si parla con troppa superficialità
- SpecialeDecennio 00-09/Un resoconto di fatti più o meno ricordati e la chart delle cose cult della scorsa decade
- Mondo/Haiti, le news dall’Europa e le abitudini alimentari cinesi
- Londra/Vivere ed avere successo nella capitale inglese già da dopo le superiori è possibile
- Musica/Intervista esclusiva agli Ex-Otago e l’esordio dei Delphic: le nostre scommesse pop per il 2010
Test, Giochi, Cinema e Rubriche

Sui vostri banchi a partire da mercoledì 17 febbraio! ;)

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. 11 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

Bodies in Urban Spaces

Se camminando per le strade di Londra vi siete imbattuti in colorati personaggi arrampicati su pali, stipati nell’intercapedine di un edificio o incastrati nel cornicione di una finestra, tranquilli, non si tratta di un’allucinazione, bensì di un nuovo modello di arte pubblica, divertente, gratis e sempre in movimento. Grazie a Dance Umbrella, che ormai da due più di due anni organizza eventi di grande successo nella società londinese, si è svolto dal 16 al 18 ottobre Bodies in Urban Spaces, un dinamico percorso attraverso alcuni dei più suggestivi spazi pubblici della città. A partire da London Bridge, per circa un’ora, venti acrobati hanno compiuto in tempo reale più di trenta installazioni fugaci e altamente impressionanti. Lo scopo di queste momentanee sculture viventi è quello di far riflettere il pubblico sulla struttura urbana della propria città, analizzarne le sue funzionaità, possibilità e limiti. Siete arrivati troppo tardi? Non resta che scoprire in quale città sarà la prossima performance.

Elena Biagi
(Londra)

tratto dalla rubrica Europe (a cura di Roberto Pisano) del numero 26 di BLOGmag - Copyright 2009

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. 11 Gennaio 2010
Articolo scritto da robertopisano