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Siamo già all’11 agosto, tra poche settimane riprenderà la stagione calcistica e tutte le squadre partecipanti al campionato hanno intenzione di rafforzarsi al meglio entro la fine del calciomercato, fissata al 31 agosto. Pochi i grandi acquisti fino ad ora, specialmente da parte delle “big”, ma tanti piccoli colpi. Facciamo il punto sulla situazione di ciascuna squadra.
Andrea Basso
Il web è uno dei mezzi più semplici per mettersi “in mostra”. Bastano una digitale, qualche amico o parente compiacente (ma anche l’autoscatto va bene) e un blog su cui caricare i migliori outfit.
Visto il diffondersi del fenomeno qualcuno ha pensato di cavalcare l’onda e creare dei siti per raggruppare questo genere di foto, siti che ovviamente non hanno tardato a riscuotere successo e a riunire hipster di mezzo mondo.
Prima di tutto: cos’è una bici fissa? È una bici che, come si intuisce dal nome, ha la ruota posteriore fissata ai pedali, quindi se pedalate in avanti lei va avanti, se pedalate all’indietro lei va indietro e se non pedalate lei si ferma. Non è un’invenzione recente ma, più che altro, una riscoperta, visto che la bicicletta è nata fissa e solo dal 1902 è stata introdotta la ruota libera, che concede un notevole risparmio di energia (per esempio permettendo di non pedalare in discesa). Da allora sono rimaste fisse solo le bici da pista e, per svariati anni, anche quelle da corsa, tanto che nel 1937 era ancora vietato partecipare al tour de France con il cambio.
Evoluzione
Le bici fisse se ne stanno buone nei velodromi finché qualche giapponese (solo loro potevano) decide che le normali gare in pista sono troppo noiose e, per movimentare un po’ il giro delle scommesse, nel 1948 si inventa il Keirin: una gara di Keirin copre la lunghezza di due km e coinvolge un numero di ciclisti variabile da 6 a 9. I ciclisti partono da fermi allineati per sorteggio sulla linea rossa di centro pista e si mettono dietro a una motocicletta chiamata derny che funge da battistrada, con il corridore designato per sorteggio con il numero 1 obbligato a mettersi in scia. La velocità del derny aumenta gradualmente fino ad arrivare a 50 chilometri all’ora e, a 600-700 metri dalla linea d’arrivo, viene lanciata la volata durante la quale i corridori sono liberi di contendersi tutte le posizioni fino al traguardo. Il Keirin è entrato nel programma mondiale del ciclismo su pista nel 1980 e dal 2000 nel programma olimpico, anche se voci di corridoio insinuano che sarebbe entrato fra le specialità olimpiche solo grazie al denaro dei giapponesi, alla faccia dello spirito olimpico.
A Le Piastre, in provincia di Pistoia, ogni anno si svolge il Campionato Italiano della Bugia, organizzato dalla Pro Loco locale. Abbiamo intervistato uno dei responsabili, Emanuele Begliomini, per saperne di più.
Come vi è venuto in mente di organizzare il festival delle bugie?
Prima di tutto il nome: Campionato italiano della Bugia, da non confondere con sagra e/o festival. È una manifestazione di livello nazionale, a cui, soprattutto nella sezione grafica e informatica, arrivano partecipazioni da ogni dove. Il campioanto è nato nel 1966, per ricordare il Monti vissuto nell’epoca pre guerra e esponente di una scuola di racconta storie cresciuta nel paese. A Le Piastre si era soliti raccontare storie fantasiose miste tra serio e faceto, magari tutti insieme davanti al fuoco di un metato. Non solo, l’aver voglia di scherzare era un comportamento generale, della vita quotidiana.
Come avete convinto i concorrenti che il festival era serio e non invece una gran menzogna?
Semplicemente lo ha fatto il tempo. Sono molti i riconoscimenti avuti da radio, stampa, tv e ospiti nazionali e non. La gente viene per dire bugie, non per mentire.
Fin dalla nascita del punk negli anni ‘70, Londra è stata un’incubatrice di nuove tendenze musicali e artistiche. Negli ultimi tempi poi, vista la stagnante aria che tira in Italia, è diventata una delle mete preferite dei neo-maturati per proseguire gli studi, soprattutto in ambito artistico.
Occhio alla spesa
Innanzitutto bisogna sfatare un mito: Londra non è così cara come viene descritta. Può darsi che lo sia stata in passato, ma ora che la sterlina è crollata i prezzi sono quasi equivalenti a quelli in euro (occhio al quasi: 1 sterlina equivale a 1,15 €, quindi quando si inizia a parlare di cifre consistenti la differenza c’è e pure di parecchi euro). I trasporti possono sembrare costosi, ma se si pensa allo sviluppo della rete metropolitana e a al fatto che anche alle 5 di mattina non ti lasciano a piedi, il prezzo sembra già più ragionevole.
Ovviamente, trattandosi di una capitale, è facile incappare in trappole per turisti, come le trattorie italiane gestite da cubani dove una pizza margherita guarnita di mozzarella di plastica te la fanno pagare 10 sterline e l’acqua altrettanto. Per sopravvivere, se volete evitare i fast food, buttatevi sulle tante catene che offrono panini freschi a prezzi umani (EAT, Pret a Manger), bento sushi (sushi che vi componete da soli, anche vegetariano) o cibo etnico in generale: per esempio a Brick Lane dovrete fare lo slalom tra i camerieri dei mille ristoranti indiani che vi invitano ad entrare millantando prezzi ridicolmente bassi e offrendovi alcolici. Se invece vi trovate a Camden evitate i chioschi cinesi dove per l’allettante prezzo di 3 sterline ti riempono una vaschetta con cibarie assortite: fatelo per il vostro stomaco.
Sappiamo che la scuola non è neanche finita ed è un po’ presto per pensare al diario dell’anno prossimo, ma non potevamo resistere oltre perché stiamo per presentarvi la nuova BE-U! La prima edizione ha riscosso un successone, sia nelle librerie e negozi dove era distribuita che sui social network (sulla pagina di Facebook sono stati pubblicati periodicamente commenti positivi con foto delle agende customizzate dai fan, mentre su Yahoo! Answers abbondano le discussioni riguardo al dove trovarla), ma noi non ci accontentiamo e vi garantiamo che la nuova edizione sarà ancora meglio.
C’era una volta: una vita da Erasmus, con festini sul Pont des Arts, libertinaggio da vero francese del XVII secolo, e una vita mondana da far invidia alla peggiore delle Party Girls. C’è ora: una vita da lavoratore, con oneri ed onori completamente agli antipodi della vita precedente. Cristina ha vissuto la prima fase l’anno scorso, e si ritrova ora nella stessa città, il taglio di capelli un po’ cambiato e un coraggio da vera leonessa metropolitana. Si chiama Cristina Di Tommaso e ci racconta tutto così, a ruota libera. Perchè non è facile partire e ricominciare da zero, di nuovo.







