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Febbraio uguale Carnevale. No, Febbraio uguale Sanremo ! Che vi piaccia o no, il Festival è l’evento musicale italiano dell’anno - a cosa siamo ridotti - e quindi è giusto che venga analizzato e commentato, anche solo per evitare che certe cose si ripetino.
E visto che in redazione di BLOGmag ci vogliamo male, abbiamo svolto questo lavoro al vosto postro, per cui ecco il pagellone consueto:
Irene Grandi - La cometa di Halley (scritta con Bianconi dei Baustelle) > 5,5 ma solo perchè è una canzone dei Baustelle cantata da Simona Ventura che fa le pose.
Valerio Scanu - Per tutte le volte che… > 0,5 “scontata come i saldi dopo la befana”, “perchè devo star qui ad ascoltare uno che mugugna”.
Toto Cutugno - Aereoplani > 1 “brutta la vita quando non……..” amore mio dimmi che mi ami , l’originalissima frase clou del pezzo, ed abbiamo detto tutto.
Arisa - Malamorenò > 2 solo perchè ha risvegliato il pubblico dopo il pezzo deprimente di Cotugno / canzone da massaia. Paura di tormentone.
Nino D’Angelo con Maria Nazionale - Jammo Jà > 0 spiace per la tipa (Maria Nazionale ) che si è sbattuta, ma la sfrontatezza con cui Nino d’Angelo ha letto tutta la canzone sul gobbo elettronico è vergognosa. Necessità di sottotitoli per chi chiama da fuori Napoli.
Marco Mengoni - Credimi ancora > 5 il pezzo non sarà bello ma voce ed il look spaccano, quindi Mengoni portaci in Europa.
Simone Cristicchi - Meno male (scritta con Frankie Hi-Nrg)> 5 scopiazzatura pesante in salsa Sanremo dell’indie italiano - anche in quanto a costumi (cfr. Ministri ). Questa può vincere, è proprio Sanremo puro.
Malika Ayane - Ricomincio da qui > 3 per la sua voce, il resto è roba insipida.
Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici - Italia amore mio > 0 inno politico. Brutto peraltro.
Enrico Ruggeri - La notte delle fate > 3,5 perchè raddoppia le consonanti? Perchè? Perchè? Perchè si ostina a cantare? Perchè? Perchè ogni donna ha un paio d’aLLi? Magari cantata da altri può guadagnare mezzo punto.
Sonohra - Baby > 0 ma un’identità? Una presenza scenica? Muoversi? Pezzi che sembravano già vecchi a inizio 2000.
Povia - La verità > 2 scenicamente perfetto “ma stiamo a un festival di sanremo non a un cortometraggi”. Ed abbiamo detto tutto.
Irene Fornaciari e Nomadi - Il mondo piange > 1,5 ospizio.
Noemi - Per tutta la vita > 5 brava, voce aggressiva, se non fosse una canzone di merda.
Fabrizio Moro - Non è una canzone > 1 perchè è una bella macchietta.
Vi lasciamo con questi giudizi, facendovi notare come non abbiamo giudicato la conduzione della serata, per non essere eccessivamente schifati durante la valutazione..
C’è ancora qualcosa di stupendo nella musica italiana; e per parlarne bene utilizzeremmo tutti gli aggettivi più belli del mondo e in tutte le lingue. Sono gli Ex-Otago, da Genova, e stanno lavorando a qualcosa di veramente speciale, come vi abbiamo accennato qualche mese fa: un disco che, oltre ad essere realizzato con la collaborazione di Davide Bertolini (produttore e musicista aggiunto dei Kings of Convenience), può essere prodotto veramente da tutti (www.ex-otago.it). Un album che uscirà entro l’estate e che si preannuncia quindi molto interessante. Li abbiamo rincorsi tra i loro mille impegni, personali e non, e alla fine, in procinto di chiusura numero, Alberto, tastierista-rapper del gruppo (oltre che protagonista di Chiambretti Night su Italia Uno), ci ha raccontato tutto quello che volevamo sapere.
Cosa vi ha portato a decidere di produrre il nuovo disco con l’azionariato popolare?
La precedente etichetta, la Riotmaker, nonostante lavorino veramente molto bene, sta attraversando un brutto periodo, come in realtà tutta la musica in Italia, e doveva spingere con tutte le sue forze il loro primo prodotto, gli Amari. Quindi, visto che la situazione era abbastanza stagnante, abbiamo deciso, dopo tanti briefing otaghi e diverse notti insonni, di fare un disco totalmente a modo nostro, come lo volevamo noi. Senza arrenderci a nessun sistema, senza dover lasciare delle decisioni a delle etichette, che, comunque, piccole o grandi che siano, possono imporsi. Abbiamo fatto entrare in gioco così l’azionariato popolare.
L’ora dell’aperitivo, il locale dove pensi di andare a fare l’intervista che ovviamente ti chiude in faccia (“da qualche settimana il lunedì facciamo festa…” - mannaggia) e uno dei due intervistati, Alessandro Scaglia Scagliarini (voce aggiunta e tromba della band) che, senza in realtà troppa verve, non si capacita di come non si riesca a trovare parcheggio in centro a Bologna. L’intervista ai My Awesome Mixtape, probabilmente la più bella rivelazione pop del made in Italy (sicuramente tra i più apprezzati in Europa), inizia con il solito precisissimo Maolo Torreggiani (voce e leader) che, tra un indicazione e l’altra (“Ma hai provato lì dal supermercato?”) ci spiega cos’è per i MAM il nuovo How could a village turn into a town.
Come e quando è nata l’idea di quest’ultimo disco?
Maolo L’ultimo disco, in realtà, è nato tempo fa. La creazione dei testi e dei primi abbozzi musicali è datata tempo addietro: con la chiusura di My Lonely And Sad Waterloo, c’erano già tutti i pezzi di questo nuovo album. In realtà dalle prime idee, c’è stato un apporto di tutti gli altri ragazzi, soprattutto per quanto riguarda la composizione, anche perché sono un vero minchia per quanto riguarda gli arrangiamenti, non sapendo suonare niente. Quindi ci siamo chiusi in studio assieme a Bruno dei Settlefish per un tempo lunghissimo, dal settembre 2008 fino a fine dicembre, e abbiamo registrato tutte le riprese del disco. A differenza di quello vecchio che è stata una cosa un po’ frettolosa, abbiamo preferito fare una cosa un po’ più riflessiva e seria.
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Sono i pionieri italiani del pop sbagliato: un miriade di ispirazioni prese inogniddove per creare brani (più o meno!) perfetti. Sono gli Amari e, se ancora non li conoscete, beh, sappiate che hanno dominato la scena della musica indipendente degli ultimi cinque anni nel nostro Paese. Abbiamo intervistato i leader del gruppo, Dariella e Pasta, per saperne di più sul loro nuovo Poweri e su come hanno intenzione di fare per conquistare il mondo.
Perchè avete fatto uscire in anticipo rispetto al disco e in free download Dovresti Dormire e Your Kisses? Li riproporrete comunque anche alle radio?
Pasta Ora in rotazione radiofonica c’è Cronaca Vera (su Radio Deejay, ndr) e stiamo lavorando anche al video. Your Kisses l’abbiamo distribuito subito on-line perchè ci sembrava quello più remixabile, nel senso che ha diversi elementi al suo interno che uno può “giostrarsi” come meglio crede. Non ne faremo un video però perchè è un brano molto lungo con una struttura parecchio estesa, e quindi ci basta farne il singolo con i remix e che magari questi ultimi funzionino anche nei club! Dovresti Dormire invece è il frutto della collaborazione (dovuta a stima e amore reciproco) tra noi e Dargen D’Amico. Eravamo entrambi all’interno del mixtape dei Crookers e ci siamo scoperti, gli abbiamo fatto il remix di Sms alla Madonna ed è nato il featuring. Poi abbiamo comunque lanciato questo come primo pezzo un po’ per depistare.
Dariella E infatti: “Sono tornati alle sonorità hip-hop!” detto da gente che l’hip-hop non l’ha mai ascoltato nella vita… ma è sempre così, la gente parla ma non sa un cazzo!
Pasta Ci piace essere un attimo sfuggevoli.
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Udine è il centro del mondo. Non ci credete? Per la musica italiana è proprio così: c’è l’etichetta Riotmaker che ti produce gli Amari, gli Ex-Otago, i Carnifull Trio, i Fare Soldi e, qui volevamo arrivare, gli Scuola Furano. Li abbiamo beccati entrambi a Milano e abbiamo scambiato un dieci minuti di chiacchiere divertenti con Borut, il dj autore di tutto il progetto. Il “secondo incomodo” è Marco, voce del primo disco omonimo e attuale “paccaro” del gruppo (sta laureandosi in Architettura).
Borut, spiega cos’è Scuola Furano a chi non vi conosce.
Come musica è un suono che accomuna amici e amicizie: il mio interesse è quello di raccogliere attorno a me passioni, conoscenze e amicizie e fare un prodotto che parla della storia di persone che si conoscono. Il featuring con uno “grosso” mi interessa il giusto: lavorare con gente brava che conosco bene è meglio.
Quindi il secondo disco che stai preparando è qualcosa di più sentito e personale.
Sì! Poi se penso a Scuola Furano penso a musica colorata, diverse sfumature, anche di uno stesso colore oppure un’accozzaglia arlecchinesca! Riguardo al disco, ero partito senza idee, poi me le sono schiarite e ho deciso di fare quello che sono sempre riuscito a fare meglio, cioè lavorare con i campioni, pulire meglio il suono rispetto al disco precedente e di scegliere solo cantanti madrelingua, in italiano o inglese.
Ci sarà più cantato nel prossimo disco?
Sarà un disco pop come Scuola Furano: metà canzoni cantate e metà strumentali. I pezzi pop che abbiamo fatto finora spaccano, devo solo trovare bravi cantanti per completarli. Gli strumentali, invece, sono forse troppo “da pista” per un album.
Il tuo “socio” Marco parteciperà?
Finchè non si laurea dice di non voler cantare, di non esser motivato. In ogni caso, è ovviamente la prima persona che coinvolgo nel mio lavoro. È probabile che faccia collaborazioni con degli artisti italiani: ho un progetto di scambio di canzoni con gli Ex Otago. Hanno tagliato una canzone dal loro prossimo album e me la vogliono passare per migliorarne l’arrangiamento. Vorrei anche lavorare con Ghemon Scienz.
Cosa ascolti in questo periodo?
Ultimamente mi piace Discovery, un progetto che racchiude il leader dei Vampire Weekend (uno dei dischi che ho ascoltato di più l’ultimo anno). All’inizio dell’anno ho ascoltato molto i Junior Boys, mentre di italiano sento Celentano, Bruno Martino… Non prendo ispirazione da ciò che ascolto, però, perchè preferisco fare le cose istintivamente. Meglio non farsi influenzare dalle mode del momento e fare un prodotto tuo.
Ogni giorno sfoggia un look nuovo: parliamo della nuova regina trash del pop, Lady Gaga, che con una grossa dose di cattivissimo gusto ha deciso di fare un bel photoshoot dedicato alla gattina più famosa del Giappone, Hello Kitty. Inutile dire che le foto lasciano senza parole. Non perchè miss Germanotta sia bellissima o abbia un look da sogno, quanto per quegli occhi photoshoppati da toy che rischiano di non farvi digerire neanche il passato di verdura. Glom.
Chi è quella ragazza che sculetta vestita da zebra (che immagine trash) nel video di una canzone r’n'b in rotazione in questi giorni su tutte le principali reti musicali? Trattasi nientemeno di Ciara, e chi è appassionato del genere dovrebbe sicuramente ricordarsela. Texana, è divenuta famosa a 18 anni, nel 2004, grazie a un successo gigantesco, quanto inaspettato, dell’album Goodies. Il singolo omonimo, prodotto nientemeno che da Lil Jon e risposta femminile a Freek A Leek (brano truzzissimo del rapper reggae Petey Pablo, uno che sta al femminismo come la nutella sul filetto di merluzzo), è stata la punta di diamante di un album che ha venduto 3 milioni di copie negli Stati Uniti e oltre 5 in tutto il mondo.





