Giornalismo partecipativo

Con l’avvento di Internet, la sempre più ampia diffusione e circolazione delle notizie e il conseguente incremento della partecipazione di massa alla cronaca, è venuto a costituirsi un nuovo modo di diffondere la notizia: pensiamo al fenomeno dei blogs, mezzo con il quale esprimere le proprie idee efficace e relativamente semplice da utilizzare, come testimonia l’enorme numero di pagine che sono già presenti nella rete e che ogni giorno vi continuano a nascere. Questo maggiore accesso alle possibilità di pubblicazione ha fatto sì che numerose persone, non professioniste, potessero pubblicare, in svariate lingue, reportages, inchieste ma anche semplici opinioni o analisi di fatti di cronaca senza per forza dover passare tramite la carta stampata. Si son dunque creati siti appositi, dove dopo una registrazione vi è la possibilità di pubblicare articoli, o collaborare nella redazione di quotidiani o periodici online. Questo fenomeno prende il nome di giornalismo partecipativo, ossia un giornalismo non professionista, appunto, ma che prevede la partecipazione attiva del lettore alla notizia.

Il fenomeno si è talmente ingrandito che l’Università di Bologna ha dedicato laboratori e corsi al giornalismo sociale e partecipativo. Proprio dalla collaborazione tra Università, Regione Emilia Romagna, tramite gli sportelli informativi ufficiali dell’Unione Europea e la preside dell’istituto Serpieri, è nata l’idea di portare questo modo di comunicare nelle scuole superiori, dopo aver attuato una simile iniziativa nella facoltà di Scienze della Comunicazione. È stato quindi elaborato il progetto EJJ, “Giovani Giornalisti Europei”, che verte su tematiche relative all’Unione Europea. Nel corso del 2008 Serpieri, Fermi, Copernico e Galvani hanno aderito all’iniziativa. I ragazzi coinvolti, dai cinque ai sette per istituto, hanno quindi partecipato a una serie di incontri formativi, dove sono state illustrate le tematiche inerenti al progetto, dalla storia dell’Unione Europea a vere e proprie lezioni di giornalismo, tenute da esperti del settore, come professori universitari o giornalisti televisivi, per far in modo che i partecipanti avessero degli strumenti per poter creare e gestire un magazine online nel quale mettere in pratica ciò che hanno imparato. Successivamente gli studenti si sono suddivisi in redazioni, all’interno di ogni istituto, le quali hanno deciso autonomamente gli argomenti da trattare tramite inchieste o interviste agli studenti, che tuttavia devono essere inerenti all’Unione Europea. Per tenersi aggiornati sull’andamento del progetto, è possibile consultare il sito http://assemblealegislativa.regione.emilia-romagna.it, nella sezione “attività-progetti speciali-EJJ”, dove c’è il calendario con i contenuti approfonditi delle lezioni e l’elenco dei partecipanti.

Nico Ricci

(Copyright 2009 - Articolo tratto da BLOGmag n. 22)

VN:F [1.0.9_379]
Valutazione: 4.7/5 (6 voti)
  1. brasa
    Marzo 11th, 2009 at 15:20
    Cita | #1

    sono dell itis e porca puttana dovevano fare mille lavagne elettroniche per facilitare l apprendimento e bla bla bla
    ne è arrivata una e penso che nn sia mai stata utilizzata
    non ho letto tutta sta tomella di progetti che tanto vanno a finire solo in articoli come questo e mai messi in atto

    VA:F [1.0.9_379]
    Valutazione: 2.5/5 (2 voti)