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Prosegue l’emergenza influenza A e continuano le trovate, più o meno intelligenti, per provare a contenerla (o, in alcuni casi, di terrorizzare le masse). Sembra proprio l’argomento clou di inizio scuola, e non che la scuola c’entri tanto, in verità: solamente, la fascia degli studenti sembra una di quelle più facilmente attaccabili dal virus.
La mossa più curiosa contro la “suina”, almeno in ambito scolastico, è quella che è stata presa al Liceo Newton di Roma: il preside ha deciso che gli alunni non si potranno più baciare e abbracciare a scuola per evitare la diffusione del virus. A scanso di equivoci, per non far sembrare tutto ciò l’ennesima mossa proibizionista, è stato precisato che questo genere di contatti sono da evitare anche tra professori ed altri membri del personale dell’istituto.
Il mondo dell’istruzione in questi giorni è afflitto dalle polemiche e dalle discussioni accese riguardo la riforma Gelmini e i provvedimenti in essa contenuti. Adesso un nuovo provvedimento, promosso dalla Lega Nord e già votato alla Camera, rischia di far discutere ancora di più e di generare nuove proteste.
Tutto consiste nel creare classi separate (si chiameranno classi di inserimento) per quegli alunni stranieri che non avranno superato un test di ingresso sulla conoscenza della lingua italiana. In poche parole, chi supererà questo test sarà inserito in classi normali insieme agli altri alunni italiani e non. Al contrario, chi non dovesse risultare idoneo verrà collocato in classi create appositamente per gli alunni che non comprendono ancora bene l’italiano per dar loro la possibilità di una maggiore integrazione, attraverso degli specifici corsi di apprendimento della lingua, come nelle intenzioni proclamate dell’autore della proposta (Roberto Cota).
Tutto questo non riguarda solo gli alunni delle scuole elementari, ma il provvedimento è esteso anche per gli studenti delle medie e delle superiori.


