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Spesso si sente dire che molti di noi ragazzi sono disinteressati e delusi dalla politica. Questo ci ha portato ad intervistare l’Assessore all’Ambiente, Sport e Coordinamento delle Politiche Giovanili Anna Patullo, per capire cosa il Comune di Bologna ha fatto per noi studenti in questi ultimi anni. Sperando così di avvicinare alcuni di voi alla politica, partendo da temi che certamente vi interessano.
Assessore, posso chiederle quali spazi il Comune ha messo a disposizione per noi studenti dal 2004 ad oggi?
Innanzi tutto, posso dirti che ho la delega al Coordinamento delle Politiche Giovanili solo da febbraio 2008, quindi la prima cosa che ho fatto è stata quella di fare una ricognizione degli spazi a vostra disposizione nella città, dalla quale è risultato che in ogni quartiere c’è una biblioteca e una sala studio, diversi centri giovanili, sportivi e sociali.
”Non si dicono le parolacce!” Quante volte da bambini siamo stati sgridati dai nostri genitori con questa frase? Quando magari erano i primi a pronunciarle… altrimenti noi figlioletti come facevamo a ripeterle?! Magari le abbiamo ascoltate in televisione, alla radio, o forse a scuola, sul pullman, in negozi, può darsi nella piazza del paese, allo stadio…
I turpiloqui sono entrati ormai nel linguaggio comune, nel parlato di tutti i giorni e, cosa alquanto grave, i vocabolari continuano ad arricchirsi sempre più di termini osceni e di vocaboli volgari che giorno dopo giorno ascoltiamo e pronunciamo. Sempre per la buona norma dell’evoluzione della lingua secondo cui è l’uso (più che l’abuso) a fare la regola. La lingua cambia e si evolve, il parlato si confonde con lo scritto, i significati si moltiplicano, le parole si fondono, si rompono, si ufficializzano… e la volgarità cresce in modo inverosimile.
Un duro colpo al razzismo. Questo sembra essere, nel calderone delle opinioni più disparate legate all’insediamento di Barack Hussein Obama alla Casa Bianca, lo scenario più interessante ed immediato che potrà aprirsi nello stato più importante del mondo dopo l’inizio dei lavori del nuovo staff governativo statunitense. Le parole dello stesso Obama sembrano fondamentali per capire cosa sta succedendo: “C’è un’intera generazione che crescerà dando per scontato che il più importante ufficio al mondo è occupato da un afroamericano. Questa è una cosa radicale: cambierà il modo in cui i bambini neri guardano a se stessi e cambia anche il modo in cui i bambini bianchi guardano a quelli neri. Non dobbiamo sottovalutare la forza di questo”.
Un cambiamento a cui molti non hanno pensato, visti tutti i problemi che il presidente Usa si troverà ad affrontare (economia, Gaza, ambiente, guerre dell’era Bush), ma che potrebbe, vista l’importanza della carica, cambiare i meccanismi delle società di molti Paesi al mondo: da domani, probabilmente, sarà più facile accettare le differenze.
Per il diciottesimo anno di fila, la giornata di oggi rappresenta un appuntamento importante per tutti i governi ed i singoli cittadini: la giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Approvata dall’ONU il 2 settembre 1990, è stata via via ratificata da ben 193 stati che, nella giornata di oggi (20 novembre) festeggiano la stessa ricorrenza. Tutti gli stati tranne gli Stati Uniti d’America e la Somalia.
Questa giornata è direttamente collegata ad uno storico evento, che ha cambiato la vita di ragazzi e bambini di tutto il mondo: la Convenzione Internazionale sui Diritti del Fanciullo, che ha indicato come i più giovani non debbano solo essere oggetto di una speciale protezione nei rapporti giuridici, familiari e sociali ma debbano essere soprattutto soggetto di diritti fondamentali.
E’ unanime il sostegno da parte di tutte le forze politiche alla giornata di oggi, a partire dal Presidente della Repubblica Napolitano che chiede che si faccia di più per le giovani generazioni anche nel nostro Paese per “offrire alle nuove generazioni la possibilita’ di crescere in condizioni di sicurezza e di serenità”.
Fa piacere sentire tanto interesse per noi da parte della prima carica dello Stato… ma siamo sicuri che i politici si interessino davvero a noi? O sono le solite parole di circostanza che come sempre verranno smentite con l’abituale disinteresse per i nostri coetanei? Una giornata del genere dovrebbe essere il punto di partenza, per il mondo politico, per lavorare un anno intero con i più giovani. Noi, purtroppo, siamo convinti che anche quest’anno non sarà così.
Dobbiamo sempre farci riconoscere, noi italiani. Sarà che molti hanno ancora nostalgie del passato, sarà che molti hanno una scarsissima educazione. Sarà che molti, per dirla tutta, sono profondamente razzisti. Ma sta di fatto che solo noi italiani siamo riusciti a far crollare ulteriormente la nostra reputazione all’interno dell’Unione Europea. E questa volta a causa del social network più famoso del mondo: Facebook.
Il parlamentare tedesco Martin Schulz ha denunciato la presenza di numerosi gruppi italiani a tema razzista che giacciono indisturbati all’interno del sito internet (alcuni esempi: “Utilizziamo gli zingari come collaudatori di camere a gas”, “Vorrei Hitler fosse ancora vivo”, “Riapriamo i forni crematori”, “Convertiamo gli zingari in benzina”). Ogni gruppo conta minimo cento o duecento iscritti.
Il caso, fortunatamente, non è passato inosservato e pare che alcuni di questi gruppi siano già stati segnalati e successivamente eliminati dal network. Ma bisognerebbe domandarsi per quale motivo, soprattutto nel nostro Paese, è presente - da parte di alcuni soggetti - un odio così radicato nei confronti delle diversità, rom o extracomunitarie.





