Ultime news - cinema

17 Febbraio 2010: ecco a voi il primo numero dell’anno di BLOGmag, con in cover un lavoro inedito dell’artista tedesco Martin Krusche!

In quest’uscita:
- Bamboccioni are back/Qualcuno provoca e dice: “A 18 anni fuori di casa!” Ma si può, in Italia? Ovvio che no!
- 20 words generation/Ci esprimiamo come dei disadattati o gli occhi degli adulti ci vedono sempre con fare sprezzante?
- Rosarno/L’integrazione ed il razzismo, anno 2010, in Italia. Le storie di chi tutti i giorni vive in posti di cui si parla con troppa superficialità
- SpecialeDecennio 00-09/Un resoconto di fatti più o meno ricordati e la chart delle cose cult della scorsa decade
- Mondo/Haiti, le news dall’Europa e le abitudini alimentari cinesi
- Londra/Vivere ed avere successo nella capitale inglese già da dopo le superiori è possibile
- Musica/Intervista esclusiva agli Ex-Otago e l’esordio dei Delphic: le nostre scommesse pop per il 2010
Test, Giochi, Cinema e Rubriche

Sui vostri banchi a partire da mercoledì 17 febbraio! ;)

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Valutazione: 5.0/5 (13 voti)
. 11 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

SPOILER ALERT (ma non è che ci voglia un genio per capire dove va a parare).

Visto che ormai alieni, asteroidi e riscaldamento globale sono passati di moda come catastrofi globali, ecco che il box office si fionda sulla nuova psicosi del calendario Maya per spennare gli amanti degli effetti speciali. La spiegazione dell’imminente tragedia è da asilo nido: una tempesta solare scaricherà sulla terra quantità immense di neutrini, che se fino al giorno prima erano del tutto innocui, improvvisamente acquisiscono la capacità di far bollire il pianeta dall’interno. La trama è così scarsa che la citazione migliore del film è: “Dai baby, alza il culone per Sasha!“, riferita ad un aereo militare russo, pilotato da un russo, adibito al trasporto di macchinoni da miliardari. Perché Doomsday insegna che non c’è mezzo migliore di una Bentley full-optional per le fughe in scenari post-apocalittici. O in questo caso pre.

I personaggi sono comici: il tipico padre divorziato che salva figli, ex-moglie e nuovo compagno di lei (a bordo di una Limo, tanto per restare in tema), che però ad un certo punto muore, e quindi sono tutti di nuovo una famigliola felice. Come se un cataclisma a livello planetario fosse la migliore terapia di coppia. Il folle con la fissa per le cospirazioni ma che ovviamente è quello che la sa più lunga di tutti. Il Presidente degli Stati Uniti integerrimo ma circondato da un entourage di sciacalli approfittatori, con figlia supergnocca che ovviamente se la intende con lo scienziato geniale ed onesto che cerca di salvare baracca e burattini. E per attualizzare il tutto, intorno al tavolo del G8 troviamo un Presidente degli Usa nero (con una bella gufata alla povera Michelle, visto che nel film è vedovo), una Cancelliera tedesca e, udite udite un Primo Ministro italiano stempiato. Sorvolando sul fatto che in Italia non si chiama Primo Ministro, e che almeno nel doppiaggio italiano potevano correggersi, il virtuale premier invece di imbarcarsi verso la salvezza se ne resta in Vaticano a pregare insieme al suo popolo, in attesa che il cupolone di San Pietro gli crolli addosso. Sì, come no.

Le sfumature non esistono: da una parte ci sono i buoni, che cercano di aiutarsi e collaborare per il bene comune, dall’altra i cattivi, che speculano sulla tragedia imminente vendendo a prezzi esorbitanti i biglietti per l’unica via di salvezza: 4 barconi stile arca di Noè. Ancorati del cuore dell’Himalaya, location notoriamente ideale per proteggere qualsiasi cosa da terremoti sui 9/10 gradi della scala Richter. Un po’ come avere la brillante idea che il luogo migliore per fare rifornimento di carburante mentre si sorvola il Pacifico siano le Hawaii.

E dopo che la terra è stata devastata in ogni modo possibile, dallo spostamento dei campi magnetici allo stravolgimento della tettonica delle placche, da ogni tipo di attività sismica a tsunami alti quanto l’Everest, che hanno portato “il polo sud dove c’era il Wisconsin”, ovviamente le comunicazioni satellitari e tutti gli strumenti elettronici funzionano alla perfezione, mandando dati in tempo reale. Abbastanza in fretta da comunicare che l’unico continente a non essere stato sommerso è l’Africa. E a noi piace immaginare i barconi che si avvicinano e gli africani che fanno gestacci.

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Valutazione: 5.0/5 (3 voti)
. 30 Novembre 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Sono decisamente pochi i film che si meritano l’applauso finale, e Tarantino ce ne ha già strappati diversi. Tutti meritatissimi, mica per abitudine. Nonostante il TG2 abbia la bella abitudine di recensire un film in toni entusiatici per poi, altrettanto entusiasticamente, rivelarne il finale. E ribadirlo, nel caso non stessimo ascoltando alla prima.

La trama è semplice, ma come sempre aggrovigliata dall’abbondanza di personaggi. I Bastardi del titolo sono uno squadrone segreto di ebrei americani, incaricati dagli alleati di fare fuori il maggior numero di nazisti. Cosa che fanno con enorme gusto ed estrema dedizione, finché non vengono coinvolti nell’operazione Kino. Tradotto: far saltare in aria un cinema pieno zeppo di nazisti tirati a lucido. Ma un’occasione così ghiotta non può certo allettare solo loro, e nemmeno sfuggire all’intelligence del Fuehrer.

Nel consueto ma mai scontato turbine di conversazioni forbite e di decessi pittoreschi, chi conosce un po’ di tedesco fa un bel ripassone, chi non lo capisce per niente si scervella sui sottotitoli. Ma il buon Quentin viene incontro ai suoi fans non teutonici con un montaggio decisamente lineare e scandito in capitoli: pochi flashback con tanto di narratore, che nella versione originale non è nientemeno che Samuel L. Jackson.

Unica pecca: poteva essere mooooolto più pulp, ma per una volta resisteremo senza spargimenti di budella.

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Valutazione: 3.3/5 (3 voti)
. 19 Ottobre 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Ritorna, in tutte le scuole superiori, BLOGmag! L’unica rivista degli studenti festeggia il suo numero 25 con un’uscita speciale e moooolto argentata.

In questo numero, avremo un po’ di autocelebrazione (perdonatecelo!) con la storia di BLOGmag fino a questo glorioso traguardo e tutte le cover dall’inizio ad oggi…! Poi un’indagine sui valori degli studenti, tramite un test di Facebook: non è vero che i teenager non credono più in nulla! Poi, sempre per quest’occasione speciale, ci siamo chiesti quale sarà il nostro e vostro futuro tra 25 anni, tra idee, decisioni ed incertezze.

Per la parte più leggera, ci occuperemo, tra le altre cose, di sport alternativi (con l’intervista a Manuel Pietropoli, atleta di snowboard che parteciperà alle Olimpiadi 2010), di musica con le novità del mese e un’intervista a Borut (dj del progetto Scuola Furano) e di spettacolo e tendenze: scopriremo qualcosa di più sulla moda giapponese del cosplay, parleremo di cinema e delle uscite di questo mese e scopriremo i secondi più sfortunati di sempre nella top10 del mese (occasionalmente senza numero 1!).

BLOGmag sarà nelle scuole superiori di tutt’Italia da mercoledì 21 ottobre, con una magnifica cover argentata del writer e musicista francese Grems e con il poster centrale dell’artista tedesco Christian Lindemann.

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Valutazione: 4.3/5 (19 voti)
. 14 Ottobre 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Dopo anni di promesse e attese, dopo il successo di “The Snatch”, è arrivato il nuovo film di Guy Ritchie: colui che copia Tarantino ma increbilmente gli riesce bene. La trama è sempre il solito turbine di piccoli e grandi gangsters, i cui loschi affari si intrecciano nei modi più incredibili. In questo caso con l’aiuto di qualche tossico perso, decisamente residuo dell’immaginario pulp anni ‘90. E di un russo ricchissimo che gestisce gli affari dalla tribuna di onore del suo stadio di calcio, insospettabilmente chiamato Omovich. E del suo quadro portafortuna. E dei suoi scagnozzi a prova di bomba, con un certo gusto per il bondage. E poi vi consigliamo di guardarlo, perché è divertente.

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Valutazione: 0.0/5 (0 voti)
. 14 Ottobre 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Perché l’ormai diplomando maghetto non è mai solo nel titolo, e solitamente quello che l’accompagna nei titoli di testa (e sulle copertine) centra pochissimo con la trama. In questo caso serve sostanzialmente a far chiedere allo spettatore:“Chi cazzo sarà questo Principe?” per tutto il film, per poi scoprirlo e pensare:”Tutto qui?”. E se vogliamo questo, da profana dei libri, è l’unica pecca cinematograficamente parlando. Perché mano a mano che la trama si incupisce, le scenografie e la fotografia diventano più spettacolari, e se manca l’azione del Calice di Fuoco, la trama si segue molto meglio che ne L’ordine della Fenice. Restano i momenti comici e le frivolezze adolescenziali, che spesso vanno a braccetto, e la palma di personaggio del mio cuore va indiscutibilmente a Luna Lovegood e al suo meraviglioso copricapo-mascotte dei Grifondoro. E’ vero anche però che si inizia a sentire il peso della saga sul finire: attori ormai decisamente troppo adulti per impersonare in modo credibili gli sbarbatelli che interpretano, perché se Daniel Radcliffe-Harry ha imparato a rasarsi meglio, Rupert Grint-Ron non può nascondere più di tanto le spalle da nuotatore che ha messo su nel corso degli episodi. E poi si sente la febbrile attesa di una conclusione che non vuole giungere troppo in fretta, per prolungare gli incassi fino all’ultimo.

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Valutazione: 4.8/5 (4 voti)
. 28 Luglio 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Come resuscitare una saga trucidata dal suo terzo, insulso, capitolo. Con gioia si ignora completamente un John Connor sfigatino e un T-800 ormai troppo vecchio per risultare credibile per portarsi una bara carica di armi su una spalla mentre con l’altro braccio prende a fucilate top model killer, e si viene catapultati dalla fine di Terminator 2 nel fatidico futuro in cui le macchine sono alle prese con lo sterminio del genere umano. Il gracile ragazzino dall’infanzia più traumatica del mondo si è trasformato in un Christian Bale decisamente irsuto ma indiscutibilmente figo, alla guida morale e militare della resistenza, affiancato dalla dolce mogliettina gravida e comandato dalla più classica gerarchia di vecchi rompipalle. E se noi tutti ci aspettavamo un John Connor eroe assoluto dalla scintillante armatura, ecco che compare un altrettanto fascinoso comprimario, per la gioia di tutte le fidanzate trascinate in sala: un po’ macchina e un po’ uomo, con occhi da cucciolo, pettorale possente e bene in vista e la sua incontenibile tendenza al sacrificio mista al passato tenebroso, che rendono lo sconosciuto Sam Worthington co-protagonista a tutti gli effetti. L’incontro-scontro fra i due è inevitabile, perchè anche se li accomunano gli stessi nobili sentimenti (tra i quali spicca la vendetta, che troppo buona non è, ma nei film ha sempre un’ottima resa), due galli in un solo pollaio non possono andare troppo d’accordo. Un altro aspetto apprezzabile è che, pur non mancando la parte sentimentale/morale, il patetico viene evitato con gran classe grazie ad incursioni ed esplosioni varie piazzate ad arte, o anche solo semplici cambi di scena per la serie “tagliamo corto con ’sta menata e torniamo a fare del polverone”.

Ma diciamocelo, il film non si regge solo sulla trama: le scene sono impreziosite da riprese da videgioco, con soggettive e telecamere che rotolano dietro all’azione, luci perennemente filtrate in colori freddi e una massiccia dose di effetti speciali, ma senza prepotenza. Abbondano le citazioni, in primis dei capitoli precedenti: l’ormai non più attore Schwarzenegger compare il digitale nella sua versione originale di killer di umani e viene sconfitto in modo molto simile al suo predecessore/successore (si sa, in questa saga la linea temporale è un tantino confusa) T-1000 di Terminator 2. Per poi non parlare del robottone in stile Transformers che rapisce umani vivi come i tripodi de La Guerra dei Mondi per trasportarli al quartier generale di Skynet, che assomiglia in modo impressionante alla Città delle Macchine di Matrix. Tributi o scopiazzamenti, non saprei, ma la fantascienza ben fatta è una tale rarità (anche se ha ripreso un po’ di lustro proprio grazie al colossale Transformers) che è meglio non essere troppo puntigliosi. Finale che più che aperto si può definire spalancato, che spiana la strada a uno o più ulteriori sequel, sperando che non faccia la fine di Matrix.

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Valutazione: 5.0/5 (3 voti)
. 23 Giugno 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana