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Uno dei nostri nerd di fiducia ci ha segnalato un errore nelle tracce della prima prova dell’esame di maturità 2010: non sarà di certo come l’imbarazzante errore su Montale del 2008 (la poesia da analizzare in quel caso era dedicata ad un ballerino e non ad una ballerina come riportato nel testo d’esame di allora) ma gli amanti della fantascienza ci sono rimasti malissimo.
Il motivo? Star Trek è stato scritto in maniera errata. E come se non bastasse, per farlo notare a tutti, è stato riportato in caratteri maiuscoli! Glom.
Come l’anno scorso, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha deciso di annunciare le materie della seconda prova della maturità sul proprio canale Youtube.
Una mossa che già l’anno scorso ha dato parecchia visibilità alla notizia e che sicuramente otterrà lo stesso effetto anche questa volta, nonostante la qualità del filmato sia addirittura peggiore di quella dell’anno scorso, con grafiche brutte quasi quanto un WordArt e un audio di qualità pessima. Ma sono aspetti relativamente importanti (che però han portato i video del governo Usa a un successo incredibile sul web).
Venendo ai punti salienti della notizia in sè, le materie annunciate per la seconda prova del 2010 sono: greco al liceo classico, matematica allo scientifico, lingua straniera al linguistico, pedagogia al pedagogico e figura disegnata all’artistico. Tutte le altre info, nel video che pubblichiamo di seguito.
Gli esami si avvicinano, finalmente: invece di pensare ai terribili momenti di terrore che potranno passare, per poche ore, i ragazzi delle quinte, ci piace pensare al fatto che tra al massimo un mese saranno tutti, finalmente, liberi. Che soddisfazione!
Tra tutte le novità dell’anno (media del sei, più punti di credito e le prove scritte decisamente più avanti nel mese di giugno rispetto alle annate passate) e i casi da giornali (come la ragazza ucraina che stava per non essere ammessa all’esame perchè clandestina - nonostante avesse già il diploma nel suo paese), rimane comunque una forte attesa: noi possiamo consigliarvi di dare una ripassata a BLOGesami 2009 (se non l’avete trovato a scuola potete pur sempre sfogliarlo qui!)… impegna poco e cambia l’esame… in meglio!
C’era grande attesa quest’anno per conoscere le statistiche dei voti in pagella degli studenti italiani. Dopo le modifiche al sistema di valutazione per le elementari e l’introduzione del 5 in condotta si attendeva un riscontro reale dell’effetto della riforma. Le statistiche rese disponibili dal Ministero dell’Istruzione ci danno un quadro della situazione italiana. Il primo dato che risalta agli occhi è la quantità di insufficienze. Sono il 72% gli studenti con almeno una insufficienza, principalmente in inglese e in matematica. Da quest’anno, inoltre, per gli studenti dell’ultimo anno avere anche una sola materia non sufficiente sarà ancora più preoccupante in quanto vorrà dire l’automatica esclusione dall’esame di maturità. Anche nel caso l’insufficienza sia nel voto in condotta. Nel complesso, i voti insufficienti in condotta sono stati 34.311 e il primato negativo spetta agli istituti professionali seguiti dai tecnici. Non disperate però, studenti italiani, probabilmente nella maggior parte dei casi si tratta del solito 5 di incoraggiamento, speriamo che funzioni.

Ovvio che per fare ragionamenti del genere ci si basi sempre su dei dati e delle percentuali e che magari non si tenga conto dell’umore e della situazione economica di un paese. Senza dubbio, però, questi ultimi numeri usciti da qualche giorno sull’università italiana fanno riflettere. Perchè se è vero che il numero dei diplomati italiani è in forte aumento (nonostante le “difficoltà” inserite all’esame, come il ritorno dei commissari esterni), il numero delle iscrizioni all’università è sceso del 4% rispetto al precedente anno accademico. Solo due studenti su tre proseguono gli studi all’università: due anni fa erano 3 su 4.
Poca voglia di studiare, voglia di lavorare od università troppo poco attraente? Forse l’ultima delle ipotesi è la più sensata: nella top 200 delle migliori università del mondo del Times c’è solo un ateneo italiano, quello di Bologna (nella foto) al 192esimo posto (!). Subito dopo, a motivare il minore successo del proseguimento universitario in Italia, ci sono i costi e le tasse universitarie sempre più alte: nel nostro Paese sono sempre state una bella spesa per le famiglie, sia in tempi di crisi che in tempi (poco) migliori.



