Ultime news - fantasia

La classifica della redazione delle bugie più utilizzate in classe!

1. “Mi ero sbagliato a scrivere i compiti, li ho segnati per domani…” - Quando la fantasia supera la realtà, una scusa di grande classe. Voto: 8,5

2. “Sono in ritardo perchè ho trovato traffico mentre venivo a scuola” - Un grande classico che non tramonta mai: il traffico c’è sempre e in Italia è al centro di cronaca, monologhi comici e dialoghi tra amici. Scusa credibilina. Voto: 6,5

3. “Il cane mi ha mangiato i compiti per casa!” - Premiata più per il suo essere TOTALMENTE improbabile che per altro. Voto: 6

3. “Non ho fatto i compiti perchè ho avuto il funerale di mia nonna / ho un parente in ospedale”. Attenzione a scherzare su ste cose: una volta che succede davvero, chi avrà il coraggio di ricordarvi che vostro nonno è già stato in ospedale 7 volte nelle ultime due settimane? Voto: 6

5. “Motivi familiari” - Vago, di classe: un modo per evitare qualsiasi domanda. Voto: 5,25

5. “Sono stato male, ho avuto la febbre, avevo un mal di testa fortissimo…” - Non molto credibile, figurarsi se scrivete su Facebook “Grande party della scuola, ieri sera” e avete i vostri prof tra i contatti. Voto: 5,25

7. “Sono in ritardo perchè non ha suonato la sveglia!” - Ah, ah! Sì, certo, raccontacene un’altra. Voto: 4,5

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Valutazione: 4.8/5 (5 voti)
. 11 Gennaio 2010
Articolo scritto da monsieuranonyme

Duchesne è un professionista serio. Ultimamente non stava molto bene.
Giovane avvocato d’affari in carriera, frustrato dal lavoro di “libero” professionista in un grande studio associato milanese, Duchesne inizia a trasmettere il suo malessere e gli altarini del suo ambiente attraverso un blog cliccatissimo: studioillegale, per l’appunto. A distanza di mesi dal primo post sul suo blog, e dai primi commenti dei numerosi visitatori, colleghi e non, Duchesne ha deciso di cimentarsi nella stesura di un romanzo; un romanzo che ha come protagonista Andrea Campi, personaggio in cui l’autore si immedesima in tutto e per tutto. A tal punto che non è facile capire cosa sia frutto della fantasia dello scrittore e cosa sia tratto dalla vita vera.
Uscito nei primi giorni di Febbraio il romanzo Studio illegale (Marsilio Editori) ha subito spopolato tra gli assidui frequentatori del blog, tra i colleghi curiosi di aneddoti ed anche tra chi il blog non lo ha conosciuto. Dalle pagine del libro emerge forte il ritratto di un professionista in difficoltà, sia sul piano lavorativo, che sul piano della vita privata. A fare da sfondo agli accadimenti c’è una Milano a base di aperitivi, parole in inglese infilate a caso nei discorsi e di tanta superficialità.
BLOGmag ha intervistato l’anonimo autore del romanzo. Ecco un accenno.
Quanto incide una città come Milano sui pensieri di Duchesne?
Molto. È la città in cui sono nato e dove ho sempre vissuto, una città che in qualche modo continuo ad amare ma da parecchio non mi piace più. Sul blog compare spesso, credo che sia il solo teatro possibile (e credibile) per quello che racconto. Devo dire che mi piace pubblicare post che cominciano con “a Milano”, anche se poi, quasi sempre, quello che vado a scrivere non fa onore alla città. Fin da quando ho aperto il blog, poi, mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa che raccontasse il tragitto da casa al lavoro, attraverso la città, con tutto quello che si incontra, come una sorta di piccola odissea. Alla fine, l’idea è diventata un capitolo del libro, in cui tutti i fatti raccontati, per quanto incredibili, mi sono successi davvero. Ecco, non nello stesso giorno, sarei diventato pazzo.
Cosa dice del libro in uscita?
La definizione migliore credo sia quella che compare sul risvolto: “una tragicommedia piena di lavoro, di frustrazioni e di cravatte.”

L’intervista completa verrà pubblicata sul prossimo numero della rivista.

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Valutazione: 4.7/5 (11 voti)
. 16 Febbraio 2009
Articolo scritto da paolosansone