Ultime news - genitori

Ah, gli americani! Una ne pensano e mille ne inventano! Forse solo i giapponesi e le loro stramberie possono competere. Davvero, provate un attimo a pensare quanti trend arrivano da quell’ammasso di stati: cappellini da baseball, halloween, musica, occhiali da sole firmati, fast foods e chi più ne ha più ne metta. Ma questa volta dal paese degli uomini liberi e dimora dei coraggiosi arriva una tendenza stravagante, qualcosa che ha fatto completamente sbiancare la grossissima fetta di americani benpensanti e conservatori: i jelly bracelets.

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. 12 Novembre 2009
Articolo scritto da redazione

“Da grande voglio fare il calciatore”, “da grande voglio fare l’astronauta”, “da grande voglio fare la modella”. Citazioni di marketing a parte, la domanda che cosa vuoi fare da grande? gli adulti cominciano a farla presto ai piccoli della famiglia, a partire dai tempi della scuola primaria, aumentando via via la serietà con cui viene posta col passare del tempo.

Scelte e stili di vita
Arrivati a 12-13 anni, forse un po’ prematuramente, la serietà della domanda inizia a palesarsi, a causa della scelta di campo che si fa nella selezione della scuola superiore . Un po’ spaesati, un po’ indirizzati da altri, è una scelta che raramente viene fatta con piena cognizione di causa. Ancora diverso è il problema della scelta universitaria , capace di stringere maggiormente la presa sulla famosa domanda che cosa vuoi fare da grande?. Il tutto passa, o dovrebbe passare, dall’idea che ognuno ha di sé stessi e di ciò che vuole realizzare in futuro, quale stile di vita adottare. Molte volte però questa rimane una scelta sconsiderata . Secondo una statistica due lavoratori su tre svolgono mansioni che non riguardano ciò che è stato appreso nel percorso scolastico. Ci si informa e si ragiona molto di più per investire diecimila euro che per scegliere l’università da frequentare.

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. 23 Ottobre 2009
Articolo scritto da paolosansone

Sconcertante risultato di una ricerca del Karoliska Institute di Stoccolma: più è elevato il livello di istruzione della famiglia, più si rischiano problemi dell’alimentazione.

Lo studio ha seguito più di 13.00 ragazze e quelle i cui genitori possiedono una laurea hanno mostrato il doppio di disturbi alimentari rispetto a quelle  i cui genitori si sono fermati alla scuola elementare; se poi anche la nonna è laureata il rischio è addirittura sei volte più alto.

La causa sarebbe la pressione di una famiglia realizzata, che si aspetta che i figli abbiano altrettanto successo nella vita: pressione che per alcune ragazze si trasforma nell’ossessione di dover primeggiare in ogni campo.

Inoltre, le ragazze brave a scuola sembrano essere accomunate da alcuni tratti della personalità, come ilperfezionismo, spesso collegato ai disordini alimentari per via della pulsione a controllare ossessivamente il cibo ingerito o il peso.

Questo non significa che studiare molto porti all’anoressia, ma è semplicemente stata individuata una categoria di soggetti particolarmente a rischio, che non dovrebbero essere ignorati quando mostrano comportamenti collegabili ai disturbi alimentari come saltare i pasti o andare in bagno subito dopo mangiato.

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. 21 Settembre 2009
Articolo scritto da quasibionda

 ”Non si dicono le parolacce!” Quante volte da bambini siamo stati sgridati dai nostri genitori con questa frase? Quando magari erano i primi a pronunciarle… altrimenti noi figlioletti come facevamo a ripeterle?! Magari le abbiamo ascoltate in televisione, alla radio, o forse a scuola, sul pullman, in negozi, può darsi nella piazza del paese, allo stadio…
I turpiloqui sono entrati ormai nel linguaggio comune, nel parlato di tutti i giorni e, cosa alquanto grave, i vocabolari continuano ad arricchirsi sempre più di termini osceni e di vocaboli volgari che giorno dopo giorno ascoltiamo e pronunciamo. Sempre per la buona norma dell’evoluzione della lingua secondo cui è l’uso (più che l’abuso) a fare la regola. La lingua cambia e si evolve, il parlato si confonde con lo scritto, i significati si moltiplicano, le parole si fondono, si rompono, si ufficializzano… e la volgarità cresce in modo inverosimile.

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. 5 Marzo 2009
Articolo scritto da GiodeG

E rieccoci in tutte le scuole! A partire da martedì 3 marzo sarà in tutte le scuole d’Italia il nuovo numero di BLOGmag, in una versione particolarmente street (fin dalla copertina, che potete sbirciare nell’header di questo blog già da qualche giorno, ideata da Diavù). Scopriremo quali sono le evoluzioni dello stile di vita più urban che ci sia e conosceremo meglio dei musicisti davvero street (e “ambientalisti”), Capone&BungtBangt.

Poi, il solito approfondimento sulle news dal mondo della scuola, sempre più tecnologica: parleremo delle innovazioni legate alle telecamere nelle scuole e delle assenze e dei voti comunicati via sms ai genitori. Giusto o sbagliato? Daremo uno sguardo al mondo che ci circonda, con la situazione mediorientale e le nuove politiche ambientali degli Stati Uniti (oltre alle consuete news made in Europe), e alla tecnologia che avanza (tra YouTube e le invenzioni più assurde che ci vengono promesse).

Non mancheranno le consuete rubriche: dalla musica allo spettacolo, passando per il test del mese dedicato all’evoluzione della specie e per l’uscita cinematografica clou del mese, The Watchmen. E ovviamente, fotoblog e i giochi, con un giochino mooolto speciale che metterà voi lettori tutti contro tutti.

E’ quasi primavera, torna BLOGmag! Sui vostri banchi a partire dal 3 marzo.

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. 2 Marzo 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Tentare la fortuna due volte. E’ quello che sembra essere accaduto ad un ragazzo campano circa due settimane fa. Ad Agropoli, uno studente ha fatto fuga (o sega, o marinare, anche se è un po’ da vecchi) da scuola assieme ad alcuni amici e ha deciso di fermarsi in tabaccheria per comprare un gratta e vinci da 5 euro. Con questo biglietto è riuscito a vincere ben 10.000 euro!

A quello che dice il titolare della tabaccheria, il ragazzo ha subito chiamato il padre per informarlo della vincita… e, anche se lui ovviamente non sapeva della volontaria assenza da scuola, sembra che sia stato molto felice della scelta del figlio.

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. 19 Febbraio 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Il Grande Fratello arriva a scuola, ma non è un programma televisivo. Dopo l’accoltellamento di uno studente davanti al liceo Aristotele di Roma lo scorso 16 gennaio (ancora in prognosi riservata, con una perforazione del polmone), la preside dell’istituto ha lanciato l’idea. E il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini l’ha raccolta: «Le telecamere possono essere un deterrente in più per gli atti di bullismo e vandalismo».
Tutti spiati, anche a scuola, anche in classe quindi? Che ne sarà di quella sigaretta fumata fuori dal cancello di nascosto da genitori “proibizionisti”? Come si potrà decidere di incontrarsi con gli amici al bar di fronte invece di affrontare il compito di latino, sapendo che le nostre mosse elusive saranno riprese da una telecamera?
Ma prima di paventare scenari orwelliani e gridare alla privacy violata, ricordiamo che non è la prima volta che una proposta del genere acquista una rilevanza mediatica. Negli ultimi anni, a ogni atto di vandalismo, a ogni rissa tra i banchi, qualcuno chiedeva le telecamere nelle scuole. Nell’ottobre del 2004, dopo l’allagamento del Parini di Milano, l’assessore provinciale alla edilizia scolastica, Sandro Barzaghi (Rifondazione Comunista), aveva avanzato identica proposta. E nello stesso anno il Garante della Privacy era intervenuto sulla videosorveglianza nelle scuole genovesi. Nessuno però si era mai spinto fino a chiedere che gli studenti fossero sorvegliati anche sui banchi. «I presidi potranno installare le telecamere, fa parte della loro autonomia» ha spiegato il ministro Gelmini «ma la soluzione deve essere prima di tutto rimettere al centro lo studente, che deve imparare le materie a scuola, ma anche l’educazione». Sotto accusa, in qualche modo, anche i genitori, troppo spesso ciechi avvocati dei figli invece che educatori. Per il ministro, occorre che «si insegni pure un comportamento, uno stile di vita basato sul rispetto degli insegnanti e degli altri compagni».

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. 26 Gennaio 2009
Articolo scritto da flaminiafestuccia