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Dopo il taglio di 8 milardi (e 134.000 posti di lavoro nei prossimi tre anni) alla scuola pubblica, arriva una serie di decisioni della Camera (si parla di mozioni approvate dalla maggioranza ed anche da parte dell’opposizione) che non mancheranno di far discutere.
Prima di tutto, si chiede al Governo di “incrementare le risorse” destinate alle scuole paritarie, facilitando e promuovendo “le condizioni per l’effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie fra scuole statali e paritarie”. Ciò significa: rendere più simili le scuole private a quelle pubbliche, creando per esempio buoni scuola per la copertura dei costi di iscrizione e di frequenza nelle paritarie, sostenendo detrazioni fiscali a favore delle famiglie che iscrivono i figli in queste scuole (con ulteriori agevolazioni per famiglie con redditi molto bassi).
In secondo luogo, si è chiesta la restituzione dei 13,4 milioni tagliati alle private dalla precedente Finanziaria (che, inizialmente, doveva togliere alle paritarie 133,4 milioni di euro).
Bisogna capire cosa deciderà il Governo in vista della prossima Finanziaria, considerando che il ministro Tremonti, l’anno scorso, si era trovato in difficoltà per quanto riguarda i finanziamenti alle scuole paritarie. Per alcuni dell’opposizione e per parecchi al di fuori delle “mura” governative sarà comunque di certo fastidioso vedere le scuole paritarie equiparate a quelle pubbliche.
Ore 7:00. Per una buona parte degli studenti, la sveglia inizia a suonare a quest’ora (se non prima). Quel fastidioso ticchettio ci invita ad abbandonare il nostro dolce e comodo letto e ad affrontare, di certo non con il sorriso sulle labbra visto il piacevole (si fa per dire) risveglio, l’ennesima giornata scolastica.
Ore 8:30. Driiiiiiiiiiiiiiiiiin! La campanella suona e, dopo un cornetto e un caffè, con gli occhi ancora semi-chiusi, il popolo studentesco fa il proprio ingresso a scuola accomodandosi tra i banchi, sperando di trovare la posizione più comoda per riposarsi ancora un po’.
È risaputo ormai che a molti ragazzi, oggi, piaccia divertirsi e fare tardi la sera; così, la mattina, il suono della sveglia diventa una sottospecie di incubo e l’andare a scuola diventa nel vero senso della parola una tragedia. Soltanto dopo le prime ore di “lezione” (stato vegetativo) gli studenti iniziano a prendere coscienza, a rendersi conto di come si chiamano, di dove si trovano e di cosa fanno… insomma, il cervello inizia a lavorare!
Da martedì 7 aprile sarà in tutte le scuole il nuovo numero di BLOGmag, uscita numero 23 in cui la copertina (curata dal belga GianFranco Leroy) e il tema principale saranno dedicati al “personalizzare”. Scopriremo perchè si customizzano i propri beni personali (con un’intervista a un importante professore di Psicologia) e quali sono le modalità di personalizzazione più divertenti.
Cosa succederebbe se ci si svegliasse tutti i giorni più tardi per andare a scuola? Proveremo a capirlo, esplorando il mondo scolastico anche con il nuovo regolamento del Governo e le news dalle consulte d’Italia. Uno sguardo alla situazione delle nuove tecnologie nel nostro Paese, tra nucleare e Alta Velocità, e al mondo che ci circonda volando dagli stati europei al Madagascar. Spazio anche all’hi-tech, con un approfondimento su tutto ciò che ha riguardato Facebook negli ultimi mesi e una particolare top 10 su tutto ciò che doveva migliorarci la vita e che invece…
Ci saranno inoltre le consuete rubriche di musica (tra electro scandinava e pop italiano), cinema (con l’evento targato Dragonball) e sport, dove scopriremo il nuovissimo calcio freestyle, una competizione fatta tutta di trick e acrobazie spettacolari. Per chi vuole divertirsi davvero poi, spazio al test tutto cartoon e alla seconda puntata del gioco dell’anno!
Da qui alle vacanze, gruppi di lavoro regionali visiteranno circa 45.000 scuole italiane per un’indagine sulla sicurezza. Questa è la promessa di Mariastella Gelmini, che qualche giorno fa ha dichiarato anche che sono stati già costituiti i sopraccitati gruppi: saranno composti da rappresentanti dei provveditorati per le opere pubbliche, dall’ufficio scolastico regionale, dai dirigenti scolastici interessati, dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani, dall’Unione Nazionale Comuni e Comunità Enti Montani e dall’Unione delle Province d’Italia. Questi groppi a loro volta costituiranno altre squadre di tecnici che faranno la scheda di valutazione di tutte le scuole visitate. Se queste squadre troveranno situazioni molto gravi, si metteranno subito al lavoro gli enti locali competenti ed i vigili del fuoco.
La Gelmini ha definito il tema della sicurezza a scuola prioritario per il Governo e ha inoltre aggiunto che le risorse stanziate sono “molto importanti”. E’ stata inoltre sottolineata da molti l’importanza di questo “piano”: molti ministri hanno provato già in passato a intraprendere iniziative simili, ma queste non sono mai state portate a termine o non hanno portato a risultati soddisfacenti.
Un duro colpo al razzismo. Questo sembra essere, nel calderone delle opinioni più disparate legate all’insediamento di Barack Hussein Obama alla Casa Bianca, lo scenario più interessante ed immediato che potrà aprirsi nello stato più importante del mondo dopo l’inizio dei lavori del nuovo staff governativo statunitense. Le parole dello stesso Obama sembrano fondamentali per capire cosa sta succedendo: “C’è un’intera generazione che crescerà dando per scontato che il più importante ufficio al mondo è occupato da un afroamericano. Questa è una cosa radicale: cambierà il modo in cui i bambini neri guardano a se stessi e cambia anche il modo in cui i bambini bianchi guardano a quelli neri. Non dobbiamo sottovalutare la forza di questo”.
Un cambiamento a cui molti non hanno pensato, visti tutti i problemi che il presidente Usa si troverà ad affrontare (economia, Gaza, ambiente, guerre dell’era Bush), ma che potrebbe, vista l’importanza della carica, cambiare i meccanismi delle società di molti Paesi al mondo: da domani, probabilmente, sarà più facile accettare le differenze.
Era da molto tempo che le proteste studentesche non occupavano le prime pagine delle testate nazionali per settimane. Che i ragazzi fossero un punto caldo della discussione politica e colorassero le piazze e le università e le scuole. Oltre alle occupazioni, stavolta la fantasia ha dato il suo meglio: studenti lavavetri, spogliarelli in rettorato per finire alle lezioni in piazza, il simbolo del movimento studentesco 2008, che passerà alla storia come “La Grande Onda”.
Storia o meno comunque, vale la pena di analizzare in modo chiaro quali sono questi punti della manovra contestati al Governo.
La tanto contestata legge è la 133/08, del 6 Agosto: questo atto in realtà non è una riforma sul sistema universitario come poteva esserla quella che introdusse il famoso 3+2, bensì si tratta di una legge finanziaria, ovvero quel tipo speciale di legge che il Governo deve approvare annualmente ed in sostanza regola il bilancio dello Stato.
Riceviamo questa lettera da parte di uno studente bolognese e la pubblichiamo integralmente su BLOGmag.it…
“In queste settimane di protesta della scuola nei confronti del nuovo decreto varato dal governo, e ormai diventato legge dello stato italiano, gli studenti di tutta Italia sono scesi in piazza per protestare contro una serie di provvedimenti che non sto qui ad elencare.
“Facinorosi, fannulloni e fancazzisti” – scusate l’ultimo aggettivo - sono gli appellativi con i quali ci sentiamo definire da chi è al capo di questo governo e dai giornalisti compiacenti. Ed è proprio così, noi siamo tutti una massa uniforme di studenti che ogni giorno vanno a scuola a scaldare il banco e alla prima occasione vanno in piazza a fare casino. Si perché è questa la generazione che oggi scende in piazza, una generazione che un mio professore ha definito così: “Con l’ombelico di fuori e l’Ipod sempre acceso”. Sempre questi giovani sono gli stessi che urlano per strada, fanno picchetti e occupano le scuole. Una mandria enorme di pecoroni che seguono la scia di quelli più “convinti” che, ovviamente, sono stati indottrinati a dovere dai professori “comunisti e sessantottini” che ne traggono vantaggio. C’è da fare una precisazione: questi studenti di oggi - del 2008 - sono lo specchio di quei “bravi ragazzi” che a piazza Navona hanno allegramente distrutto sedie e tavolini di un bar e messo scompiglio in tutta la piazza, e che sia chiaro: siamo noi studenti di sinistra che abbiamo distrutto tutto, noi e solo noi, l’han detto anche al Parlamento! Abbiamo fatto tutto ciò per un semplice motivo, perché vogliamo un nuovo ‘68, vogliamo andare per le strade a pestare i celerini e distruggere auto e vetrine dei negozi e creare l’anarchia! Noi vogliamo questo!







