Ultime news - influenza

La classifica della redazione delle bugie più utilizzate in classe!

1. “Mi ero sbagliato a scrivere i compiti, li ho segnati per domani…” - Quando la fantasia supera la realtà, una scusa di grande classe. Voto: 8,5

2. “Sono in ritardo perchè ho trovato traffico mentre venivo a scuola” - Un grande classico che non tramonta mai: il traffico c’è sempre e in Italia è al centro di cronaca, monologhi comici e dialoghi tra amici. Scusa credibilina. Voto: 6,5

3. “Il cane mi ha mangiato i compiti per casa!” - Premiata più per il suo essere TOTALMENTE improbabile che per altro. Voto: 6

3. “Non ho fatto i compiti perchè ho avuto il funerale di mia nonna / ho un parente in ospedale”. Attenzione a scherzare su ste cose: una volta che succede davvero, chi avrà il coraggio di ricordarvi che vostro nonno è già stato in ospedale 7 volte nelle ultime due settimane? Voto: 6

5. “Motivi familiari” - Vago, di classe: un modo per evitare qualsiasi domanda. Voto: 5,25

5. “Sono stato male, ho avuto la febbre, avevo un mal di testa fortissimo…” - Non molto credibile, figurarsi se scrivete su Facebook “Grande party della scuola, ieri sera” e avete i vostri prof tra i contatti. Voto: 5,25

7. “Sono in ritardo perchè non ha suonato la sveglia!” - Ah, ah! Sì, certo, raccontacene un’altra. Voto: 4,5

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. 11 Gennaio 2010
Articolo scritto da monsieuranonyme

Prosegue l’emergenza influenza A e continuano le trovate, più o meno intelligenti, per provare a contenerla (o, in alcuni casi, di terrorizzare le masse). Sembra proprio l’argomento clou di inizio scuola, e non che la scuola c’entri tanto, in verità: solamente, la fascia degli studenti sembra una di quelle più facilmente attaccabili dal virus.

La mossa più curiosa contro la “suina”, almeno in ambito scolastico, è quella che è stata presa al Liceo Newton di Roma: il preside ha deciso che gli alunni non si potranno più baciare e abbracciare a scuola per evitare la diffusione del virus. A scanso di equivoci, per non far sembrare tutto ciò l’ennesima mossa proibizionista, è stato precisato che questo genere di contatti sono da evitare anche tra professori ed altri membri del personale dell’istituto.

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. 8 Settembre 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

“Dottore, chiami un dottore!” La maniera in cui è stata affrontata dai media (e non solo) la pandemia legata all’influenza suina (oppure influenza A? O forse H1N1?) non è stata delle migliore: allarmismi - in parte anche dovuti, per carità -, poche vere informazioni e tanta, tanta confusione.

E’ stata ovviamente tirata in ballo anche la scuola: i pediatri e altri soggetti non meglio identificati parlano di inizio delle lezioni rimandato per contenere la diffusione del virus. Idea che (escludendo la comprensibilissima voglia di farsi qualche giorno di vacanza in più) appare un po’ balzana: allora perchè non chiudere i supermercati, i locali o i negozi, anch’essi luoghi dove oggettivamente si incontrano un sacco di persone?

E mentre ci informano del fatto che il virus potrebbe colpire un italiano su tre e che la fascia d’incidenza maggiore del virus è proprio quella tra i 7 mesi e i 27 anni, arriva la precisazione del viceministro alla salute, Fazio. Che precisa: visto che l’epidemia ha rallentato, non ci sarà una chiusura delle scuole generalizzata, ma si prenderà in considerazione soltanto l’ipotesi di “chiusure mirate”, ossia il blocco delle lezioni per un breve periodo di tempo di determinate classi o sezioni maggiormente colpite dal virus. E agginge: il picco massimo dell’influenza A sarà raggiunto durante le vacanze di Natale.

Oltre al danno la beffa, quindi: non solo la scuola inizierà puntuale, ma non ci si farà nemmeno qualche giorno di vacanza a casa con l’influenza!

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. 3 Settembre 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme