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Da vent’anni infiamma le consolle di tutt’Italia: è Christian Marchi, dj, remixer e produttore discografico nato a Mantova. Un artista eclettico si è progressivamente affermato sempre di più sul fronte del clubbing. L’abbiamo intervistato per voi!
Come inizia la tua carriera da dj?
La mia è stata una sorta di vocazione. Sono trascorsi quasi vent’anni da quando ho iniziato a mixare i primi dischi. A 14 anni ho cominciato a fare l’elettricista, poi il dj presso una radio. Da lì sono approdato nei club. Ho conquistato la consolle pian piano negli anni e a 18 anni oltre che a Mantova, mia città natale, ho iniziato a suonare anche a Bologna alla Capannina e a Milano Marittima.
Tra i tanti aspetti del tuo lavoro (deejay, producer, remixer), quale ti piace di più?
Una figura compensa l’altra. Senza essere un dj non riuscirei a fare il producer e viceversa; il mio lavoro è una sorta di puzzle. Poi stare in studio a produrre non è una cosa semplice, è necessario mantenere il contatto con il tuo pubblico per capire le loro esigenze.
Per questo 2009, quali sono i tuoi progetti?
Sicuramente sono tanti: in estate usciranno 4 o 5 nuovi pezzi. Ci saranno grandi collaborazioni musicali; intanto il mio sound è esportato in Europa ed arriva anche in Australia. Attualmente We are perfect e Love, sex, american express sono una al 3° e l’altra al 12° posto della classifica spagnola. Il progetto col mio pseudonimo “Marchi’s Flow vs. Love” Feel The Love sta andando molto bene ed ha conquistato diverse zone del mondo.
Ho remixato il nuovo singolo dei Nari & Milani che si chiama Disco Nuff!! e sempre con i Nari & Milani stiamo lavorando ad una produzione tutti insieme…
Quali sono gli aspetti che ti piacciono del tuo lavoro?
La creatività, il contatto con il pubblico, il mettersi in gioco costantemente e viaggiare.
L’estate 2009 è ormai alle porte; quale sarà il sound della prossima stagione?
A mio parere ritroveremo più house, sicuramente i cantati classici estivi…
Per quanto riguarda me, cerco di essere “personale” nelle scelte e in ciò che suono, Mi piace l’idea di essere al servizio della musica e del pubblico, operando perché si incontrino con prodotti di un ottimo livello!
La WMC di Miami è uno degli appuntamenti fondamentali per la promozione e per lo shopping, tra label soprattutto dance, di nuovi progetti discografici. Qui sono presenti deejay e producer che affluiscono un po’ da tutto il mondo per confrontarsi e scambiarsi files musicali…
Secondo te oggi é essenziale essere presente a questi appuntamenti?
Sicuramente sì, perché internet ti mette in contatto col mondo ma a volte ti porta a trascurare il rapporto umano che è fondamentale tra professionisti!
Dopo una stagione invernale che ti ha visto protagonista in moltissime consolle d’Italia, dove ti troveremo nella prossima ormai stagione estiva 2009?
La prossima estate toccherò praticamente tutte le regioni del nostro bel paese, per presentare al grande pubblico le mie canzoni; poi farò diverse date all’estero tra Spagna, Francia, Germania, Polonia, Grecia… sarà un’estate pesante!
Un pensiero positivo di Cristian Marchi.
Internet fa bene alla musica!
Un pensiero negativo di Cristian Marchi.
Internet fa male alla musica!
Andrea T Mendoza
(Copyright 2009 - Articolo - con parti inedite - tratto da BLOGmag n. 23)
Studenti capaci di creare un blog, usare Facebook senza problemi e in grado di cercare tutte le informazioni che li interessano su Wikipedia. E’ quello che il Ministero dell’Istruzione del Regno Unito vorrebbe insegnare agli studenti delle scuole elementari. Infatti, tenendo conto dell’evoluzione della tecnologia e del fatto che ormai l’età in cui si comincia ad utilizzare un computer è sempre più bassa, è stato ritenuto opportuno insegnare ai ragazzi ad utilizzarne correttamente i contenuti. Ma dove trovare il tempo per queste materie? Semplice: basta ridurre il numero di ore dedicate alla storia! Alcuni argomenti diverranno facoltativi, in particolare la Seconda Guerra Mondiale e l’era vittoriana, e il tempo risparmiato verrà utilizzato per rendere gli studenti degli internauti consapevoli in possesso di una familiarità sufficiente con le nuove forme di comunicazione digitale. La spiegazione dei tecnici del ministero per giustificare il taglio del programma di storia è che comunque nei successivi gradi di istruzione gli argomenti rimasti indietro verranno comunque riaffrontati in maniera più approfondita. Fino alla scuola media, quindi, i ragazzi non sapranno chi ha vinto la Seconda Guerra Mondiale ma almeno saranno in grado di completare brillantemente un quiz di Facebook…

Molti lo amano, altri lo odiano; è sulla bocca di tutti, ma sulle auto di pochi; ha suscitato polemiche, dibattiti, scontri… e l’avvento del nuovo anno non ha certo migliorato la situazione.
L’ecopass introdotto dal comune di Milano nel lontano 2008 allo scopo di ridurre le emissioni di tutti quei gas nocivi alla salute è stato prorogato e sarà valido fino al 31 dicembre 2009. Anche quest’anno dunque per entrare nella cerchia dei Bastioni ci sarà bisogno di questo permesso speciale che limita l’ingresso nel cuore della città alle auto meno inquinanti. Esenti da questo divieto di circolazione all’interno del centro di Milano sono i veicoli gpl, diesel con filtro antiparticolato omologato, nonché le auto Euro 5 (presto sul mercato) e tutte le autovetture che, tramite permessi speciali possono scorazzare liberamente senza limiti alcuni.
Sul sito internet del Comune di Milano sono pubblicati tutti i dati, raccolti dall’Agenzia per la Mobilità e l’Ambiente, relativi al monitoraggio effettuato in questo primo anno di Ecopass.
Come previsto dalla giunta comunale il provvedimento a distanza di un anno si è rivelato vincente sia dal punto di vista del traffico (meno 22.000 veicoli inquinanti ogni giorno nel centro di Milano), sia sulla diminuzione delle emissioni di gas di scarico dannosi (l ‘ammoniaca - NH3 - si sarebbe ridotta del 47% rispetto all’anno precedente, gli ossidi di azoto del 17% e l’anidride carbonica - CO2 - del 14%).
Con l’avvento di Internet, la sempre più ampia diffusione e circolazione delle notizie e il conseguente incremento della partecipazione di massa alla cronaca, è venuto a costituirsi un nuovo modo di diffondere la notizia: pensiamo al fenomeno dei blogs, mezzo con il quale esprimere le proprie idee efficace e relativamente semplice da utilizzare, come testimonia l’enorme numero di pagine che sono già presenti nella rete e che ogni giorno vi continuano a nascere. Questo maggiore accesso alle possibilità di pubblicazione ha fatto sì che numerose persone, non professioniste, potessero pubblicare, in svariate lingue, reportages, inchieste ma anche semplici opinioni o analisi di fatti di cronaca senza per forza dover passare tramite la carta stampata. Si son dunque creati siti appositi, dove dopo una registrazione vi è la possibilità di pubblicare articoli, o collaborare nella redazione di quotidiani o periodici online. Questo fenomeno prende il nome di giornalismo partecipativo, ossia un giornalismo non professionista, appunto, ma che prevede la partecipazione attiva del lettore alla notizia.
Tornano a Bologna a far parlare di loro e a farsi vedere. Dal 4 all’8 marzo sarà possibile trovarli in giro per la città, interagire con loro e i loro creatori. Stiamo parlando dei fumetti! Anche quest’anno, infatti, l’associazione culturale Hamelin ha organizzato un ricchissimo festival con tanti ospiti, italiani e internazionali. La principale mostra di quest’anno è dedicata a Sergio Toppi, disegnatore eclettico e uno dei maestri del fumetto italiano che ha ispirato anche molti fumettisti stranieri. La mostra Sotto pelle è dedicata invece alle opere di Charles Burns, artista statunitense che si ispira alle detective stories, la fantascienza e l’horror di autori come Chandler, Bradbury e Poe. La sua graphic novel, intitolata Black Hole, parla della crescita degli adolescenti attraverso una metafora rappresentando questo periodo della vita come una malattia da cui, come dice lo stesso Burns, “alcuni guariscono, altri no”. Il suo disegno, come quello dello svizzero Thomas Ott, di cui sarà possibile visitare l’esposizione antologica che gli è stata riservata nei locali della Cineteca, è caratterizzato dalla presenza del colore nero che accompagna costantemente le loro opere. Ma BilBOlbul non è solo questo. Accanto alle tante esposizioni organizzate, sarà possibile partecipare agli incontri con gli artisti e vedere le opere vincitrici dei concorsi legati al festival. Tra questi ricordiamo il concorso per la realizzazione della cartolina di BilBOlbul promosso da BLOGmag, Gruppo Hera, che è lo sponsor principale del festival, e naturalmente l’associazione Hamelin. Un’importante sede del festival sarà la Sala Borsa in cui tra l’altro saranno esposte le opere vincitrici del concorso Diverso da me, all’improvviso non sono più io… insieme alle opere di artisti sempre ispirate al tema del concorso. Negli spazi di Sala Borsa Ragazzi, inoltre, Luca Salvagno e i Superamici (che hanno curato l’immagine di quest’anno di BilBOlbul) terranno dei laboratori su come fare fumetti. Per consultare il programma del festival potete andare sul sito internet www.bilbolbul.net e vi accorgerete che sono tantissimi gli artisti che parteciperanno o di cui vrranno esposte le opere. A partire da Altan, Angel de la Calle, i Glomp X…
(Copyright 2009 - Articolo tratto da BLOGmag n. 22)
Una buona definizione di Habbo potrebbe essere il fratello minore (ma pixeloso) di Second Life. Come nel più famoso social network vi creerete un avatar con il quale potrete giocare e parlare con altri utenti on-line. Ogni cosa nel mondo di Habbo avviene all’interno di una stanza di un albergo. Ogni giocatore ha la propria camera che può arredare con i furni (dall’inglese furniture) ma può anche andare in stanze pubbliche in cui si svolgeranno diverse attività.
Esistono due tipi di account, quello gratuito e l’HabboClub: i membri di quest’ultimo convertiranno denaro reale in valuta Habbo e potranno anche vincere dei soldi (è difficile ma non impossibile).
Il maggior problema di Habbo è stato l’eccessivo potere dei moderatori che spesso bannavano (anche per 11 anni) utenti che spesso non avevano neanche capito il perché di queste esclusioni. Le numerose lamentele (spesso dovute a grosse perdite di denaro) hanno spinto la finlandese Sulaki, la società che ha inventato il gioco, a pubblicare nel 2008 un manuale per rendere chiare cosa si può o non si deve fare. Attenzione comunque: per quanto possa essere stato chiarito ogni problema, ci sono ancora numerose proteste… e, come si dice, un soldino risparmiato è un soldino guadagnato.
Torna il gruppo pop rock che ha fatto ballare i fan di tutto il mondo sulle note di A Weekend In The City, il loro penultimo album. Torna dopo l’estate, e dopo aver sperimentato - come molti artisti ultimamente fanno - la distribuzione del nuovo disco tramite il web.
Ispirazione Radiohead: distribuzione on-line
Intimacy (così si intitola il nuovo album, nei negozi di dischi dalla fine di ottobre) ha fatto la sua prima apparizione sulla scena musicale questa estate, quando il gruppo britannico ha deciso di distribuirlo in anteprima di un paio di mesi rispetto alla data di uscita ufficiale, sul web, in versione mp3. “I nostri discografici sono rimasti attoniti” - ha detto Kele Okereke (voce della band) - “è stato davvero divertente“. Tutti però si sono subito convinti della positività di questo gesto. E infatti i bravi Bloc Party hanno avuto anche l’appoggio della Universal, che attraverso la V2 e Cooperative Music distribuisce il disco in Europa, e della Atlantic, la loro etichetta americana.
Parlando di distribuzione via web non mancano di certo i riferimenti ad un altro gruppo che, come loro, qualche mese prima, aveva seguito la stessa strategia: i Radiohead. “Sembra proprio che dopo ‘In Rainbows’ non ci siano più regole predefinite circa questo tipo di cose” dichiara infatti Kele, aggiungendo che una volta finito l’album, non c’era nessun motivo di aspettare sei mesi per pubblicarlo. Certo è però che le differenze tra la scelta dei Radiohead e quella dei Bloc Party sono sostanziali. Questi ultimi infatti, hanno imposto sul download del disco un prezzo fisso di 5 sterline e hanno escluso dalla versione in anteprima digitale alcune tracce, presenti solo nella versione “solida” dell’album.






