Ultime news - interviste

La scoperta indie di questo 2010 sono sicuramente loro: Il Pan del Diavolo, due siciliani, Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo. Abbiamo intervistato il primo, cercando di scoprire (e allo stesso tempo di presentarvi) questo duo che ha totalmente folgorato critica e pubblico italiani con il loro folk rock intenso ed ironico (e un po’ violento!).

Come vi siete conosciuti? Chi ha scelto il nome e come?
Il pan del diavolo è sempre avvelenato” è un proverbio… o comunque dovrebbe esserlo, 
perché io l’ho sentito e non credo di essermelo immaginato!
 Dopo averlo sentito, ho scelto appunto “Il pan del diavolo” come nome per la mia musica (tutto questo già nel 2005 con un progetto diverso ma che portava lo stesso nome).
 Per quanto riguarda il nostro incontro, io e Gianluca ci siamo conosciuti dal fotografo: lui aveva una chitarra sulle spalle
 ed io le bacchette per la batteria.
I vostri ascolti in che modo si riflettono nella vostra musica?
Ascolto di tutto ma faccio in modo che solo alcune cose entrino nella mia musica.
 Alcuni dischi li studio fino alla nausea, altri li sento una volta e poi li metto da parte…
 Dei dischi di rock’n'roll italiano così come per la musica di Tenco, per esempio, è per me importantissimo lo stile vocale. Inoltre mi posso soffermare su come suonano i Cramps o Neil Young. Quello che ascolto e che mi piace lo studio perchè penso che sia
importante conoscere i tuoi riferimenti musicali fino in fondo.

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Valutazione: 5.0/5 (1 voto)
. 8 Giugno 2010
Articolo scritto da monsieuranonyme

Trascorsa ormai da molto l’era dei cartoon, spesso facendo zapping tra i canali ci rendiamo conto che la tv non è proprio come la desideriamo; anzi, la fascia d’età tra i 13 e i 19, non si è ancora capito per quale oscuro motivo, non è ben rappresentata, informata e coccolata dalle tv. Se forse sulla carta stampata o, ancora di più, sul web il teen è in grado di destreggiarsi, di informarsi, di comunicare, di rappresentarsi e di essere rappresentato, questo non succede con uno dei mass-media più seguiti in Italia: la televisione. Perché? Una risposta ai nostri quesiti ce la fornisce Luciano Ghelfi, stimato scrittore e noto giornalista Rai.

Quali sono gli errori attribuibili al mondo del giornalismo per quanto riguarda il trattamento dei più giovani?
Complessivamente il mondo dell’informazione e della comunicazione vede i più giovani quasi esclusivamente come consumatori. La pubblicità è molto attenta ai teenager, perché quella del teen è una fascia d’età che spende e fa spendere soldi; al contrario, il mondo del giornalismo sostanzialmente li ignora del tutto. Questo si riscontra nei palinsesti, in particolare in quello Rai, dove non sono presenti particolari programmi dedicati: o sono per ragazzi più piccoli, o per adulti.

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. 25 Maggio 2009
Articolo scritto da GiodeG

Il 19 maggio, ultimo numero dell’anno scolastico per BLOGmag e cover speciale creata, solo in parte, dall’inglese Jon Burgerman per nnnoi! Solo in parte vuol dire che, proprio come nella foto di questa pagina, il compito di colorarla sta a voi, ovviamente soltanto nelle ore buche o a casa quando non avete nulla da fare (ossia: nelle ore più pallose e quando i prof interrogano gli altri…!).

L’argomento del mese è proprio “Non siamo tutti uguali”. Perchè i media generalizzano sempre sui teenager e perchè non ci propongono un’informazione adeguata? Proviamo ad indagare anche con l’aiuto di Luciano Ghelfi, corrispondente del Tg2. Le pagine speciali del mese sono ovviamente dedicate alle Consulte e allo STUDAY09, mentre faremo il nostro consueto giro del mondo partendo dall’Aquila (il nostro corrispondente aquilano ci mostra cosa succede a un mese dal terremoto) e arrivando fino alla Thailandia e alla Somalia, per parlare dei temibili pirati.

Non manca poi la parte più “svagosa”: scopriamo meglio cosa sono i secret concert (grazie a Giovanni Gulino dei Marta sui Tubi) e le notizie più fasulle di sempre, nella nostra classifica del mese. Musica, poi, con Ciara, Morgan e l’intervista esclusiva a Mexican Institute of Sound, direttamente dal Centro America, e i soliti appuntamenti con cinema, spettacolo (come se la passano i teen-vip americani?) e il test.

Oltre a ricordarvi del gioco dell’anno (che anche questo mese mette in palio un iPod nano), i maturandi si ricordano di cercare BLOGesami, lo speciale con consigli e trucchetti per andare bene alla Maturità. Infine, da parte nostra, un augurio di buone vacanze!

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. 14 Maggio 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Queste sono ‘le strade’, band bolognese ma molto british, da poco uscita con l’omonimo EP. Ecco cosa ci ha detto il cantante, Alessandro Brancati, a proposito del suo gruppo.

Nelle vostre ispirazioni c’è poca Italia musicalmente parlando, secondo voi cosa manca alle band italiane per fare buona musica a differenza di quelle inglesi?
Noi facciamo un tipo di musica fresca, nuova, di facile ascolto e senza precedenti in Italia… I testi sono un elemento distintivo a 360° perché arrivano alla gente in maniera immediata, diretta, senza tanti fronzoli. Noi saremo la migliore band che l’Italia abbia mai visto! Siamo l’equivalente musicale di Berlusconi e poi neanche Noel Gallagher a 20 anni aveva scritto i miei pezzi… In Italia il problema è che i produttori producono e scommettono sempre sulle stesse cose perché mancano i soldi, tranne che uno non sia figlio di artisti o di ricchi imprenditori che gli paga la produzione del disco. La musica non è solo musica ma anche quello che ci sta dietro, cioè l’atteggiamento e noi cerchiamo di tenerci la nostra personalità, anche se questo può dar fastidio… In Italia la situazione non è drammatica per niente… ci sono gruppi qui che in Inghilterra si sognano ma purtroppo si ritorna al discorso dello scommettere: è ovvio che un produttore ora come ora scommetta su un nuovo Gigi D’Alessio, sulla nuova Giusy Ferreri e non sui nuovi Afterhours o sul nuovo Ligabue. Alla fine chi è che scommette su un nuovo Sarcina che si lamenta continuamente dell’essere rockstar?! Se non ti piace vai a lavorare all’UPIM!

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. 13 Aprile 2009
Articolo scritto da redazione

La voce è iniziata a spargersi: c’è un gruppo di indie pop italiano che piano piano sta riuscendo a farsi conoscere in tutto il mondo, con recensioni e passaggi del loro disco, Personal Trainer (uscito in Italia per Pippola Music/Audioglobe), su radio e giornali importantissimi in Spagna, Inghilterra e Giappone. A noi piacciono tantissimo perché sono una delle cose più belle che ci si possa aspettare dall’estate: ecco a voi i Fitness Forever.

 
Prima di tutto: presentatevi e diteci come sono nati i Fitness Forever!
Noi quattro dei Fitness Forever ci conosciamo da anni, lavoravamo nel campo della moda. Sara era chief designer in Naj Oleari, Tony il creatore delle borchie El Charro e Scialdone ha inventato la suola della Timberland. Io (Carlos) sono il creatore dell’albero di Best Company, e con i proventi di esso ho vissuto alle Bahamas fino al Natale 2007. Esaurite le scorte di soldi, abbiamo formato la band, perché è fin troppo facile sfondare nel campo del pop. L’abbiamo capito studiando a fondo il caso delle Las Ketchup.
Nome e titolo del disco (Personal Train) in inglese e canzoni pop italianissime. Come mai vi siete buttati su questo genere?
È paradossale che suoni strano che un gruppo decida di fare musica tipicamente Italiana… in Italia e’ stata realizzata magnifica musica conosciuta in tutto il mondo. Sognante, melodica, raffinata e accessibile allo stesso tempo… colonne sonore e canzoni dei soliti noti (Umiliani, Morricone, Piccioni, Bongusto per citarne alcuni) che hanno influenzato enormemente (e continuano a farlo) i maggiori autori pop del mondo.
Ho semplicemente colto il bisogno di realizzare un tipo di musica che partisse da questo patrimonio, anche genetico, importante, aggiungendoci ovviamente il resto dei miei ascolti (molto anglofoni) e il mio gusto personale, aka “Personal Taste”.
Sentendo la vostra musica si sente senza dubbio molta Italia (molto nei testi, ma anche nei suoni, sembra di sentire parecchio del pop leggiadro,vacanziero, italiano di tanti anni fa) e anche un po’ di Spagna (La Casa Azul). C’è dell’altro?
Io sono golosissimo di psichedelia inglese e americana (quella dei dischi a cavallo del 1966-1969) oltre che di bossanova, shoegaze, e disco music. Scialdone viene dal progressive e Tony dal Jazz e dalla musica classica. Ci piace tutto e abbiamo problemi evidenti solo con l’ultima raccolta di Albano, non all’altezza delle precedenti in tutta onestà.
Come avete conquistato il passaggio sulla BBC e la recensione su giornali come Mojo ed El Pais (pur cantando in italiano)? E perché non avete ancora destato allora il medesimo interesse anche in Italia?
Penso che sia un problema anche sociologico! Molta gente nel nostro paese: o si prende molto sul serio e preferisce cose pesanti e pallose, spesso evidentemente senza spessore musicale; oppure non ama molto la musica (almeno quanto pensa di amarla) e non si prende la briga di ascoltare attentamente le cose. Ho la presunzione di pensare che, in assenza di queste due condizioni, il nostro disco potrebbe interessare a un numero maggiore di persone.
Tutto questo culminerà anche in una tournèe in altri Paesi? 
Suoneremo a Indietracks, un festival in UK, quest’estate, e dopo l’estate abbiamo in programma un tour in Spagna, la nazione della nostra etichetta (la Elefant Records). Quanto ad altri stati, stiamo seriamente valutando la partecipazione alla cerimonia di apertura di “Quito 2010″ - per i campionati mondiali di lotta sul chorizo.
Il vostro disco è forse una chiccheria, se confrontato con il pop moderno: arrangiamenti molto precisi e colti che danno un aspetto veramente sbrilluccicoso al tutto. Perché non avete scelto qualcosa di più semplice?
Ovvio che una canzone è bella anche solo chitarra e voce! Se volete, pensate ai Fitness come a quei giocatori di calcio che fanno di tutto per complicarsi la vita, pur di segnare un goal difficilissimo!
I vostri ascolti - tra Italia ed estero? 
In questi giorni sto ascoltando la compilation “Essential Italo Disco” - “Can Cladders” degli High Llamas, “Up In Flames” dei Manitoba e “Andorra” dei Maribou. Mi piacciono proprio tanto, sto perdendo l’udito a forza di ascoltarli con l’iPod!
 Personal Train è molto “vacanziero”. I vostri progetti per l’estate? Qualche bel live spiaggiofilo tra materassini e tramonti?
Magari! Dato che in Italia ci pagano poco la mattina possiamo vendere cocco fresco!

(Copyright 2009 - Articolo - con parti inedite - tratto da BLOGmag n. 23)

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Valutazione: 3.5/5 (8 voti)
. 12 Aprile 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Da vent’anni infiamma le consolle di tutt’Italia: è Christian Marchi, dj, remixer e produttore discografico nato a Mantova. Un artista eclettico si è progressivamente affermato sempre di più sul fronte del clubbing. L’abbiamo intervistato per voi!

 
Come inizia la tua carriera da dj?
La mia è stata una sorta di vocazione. Sono trascorsi quasi  vent’anni da quando ho iniziato a mixare i primi dischi. A 14 anni ho cominciato a fare l’elettricista, poi il dj presso una radio. Da lì sono approdato nei club. Ho conquistato la consolle pian piano negli anni e a 18 anni oltre che a Mantova, mia città natale, ho iniziato a suonare anche a Bologna alla Capannina e a Milano Marittima.
Tra i tanti aspetti del tuo lavoro (deejay, producer, remixer), quale ti piace di più?
Una figura compensa l’altra. Senza essere un dj non riuscirei a fare il producer e viceversa; il mio lavoro è una sorta di puzzle. Poi stare in studio a produrre non è una cosa semplice, è necessario mantenere il contatto con il tuo pubblico per capire le loro esigenze.
Per questo 2009, quali sono i tuoi progetti?
Sicuramente sono tanti: in estate usciranno 4 o 5 nuovi pezzi. Ci saranno grandi collaborazioni musicali; intanto il mio sound è esportato in Europa ed arriva anche in Australia. Attualmente We are perfect e Love, sex, american express sono una al 3° e l’altra al 12° posto della classifica spagnola. Il progetto col mio pseudonimo “Marchi’s Flow vs. Love” Feel The Love sta andando molto bene ed ha conquistato diverse zone del mondo.
Ho remixato il nuovo singolo dei Nari & Milani che si chiama Disco Nuff!! e sempre con i Nari & Milani stiamo lavorando ad una produzione tutti insieme…
Quali sono gli aspetti che ti piacciono del tuo lavoro?
La creatività, il contatto con il pubblico, il mettersi in gioco costantemente e viaggiare.
L’estate 2009 è ormai alle porte; quale sarà il sound della prossima stagione?
A mio parere ritroveremo più house, sicuramente i cantati classici estivi…
Per quanto riguarda me, cerco di essere “personale” nelle scelte e in ciò che suono, Mi piace l’idea di essere al servizio della musica e del pubblico, operando perché si incontrino con prodotti di un ottimo livello!
La WMC di Miami è uno degli appuntamenti fondamentali per la promozione e per lo shopping, tra label soprattutto dance, di nuovi progetti discografici. Qui sono presenti deejay e producer che affluiscono un po’ da tutto il mondo per confrontarsi e scambiarsi files musicali…
Secondo te oggi é essenziale essere presente a questi appuntamenti?
Sicuramente sì, perché internet ti mette in contatto col mondo ma a volte ti porta a trascurare il rapporto umano che è fondamentale tra professionisti!
Dopo una stagione invernale che ti ha visto protagonista in moltissime consolle d’Italia, dove ti troveremo nella prossima ormai stagione estiva 2009?
La prossima estate toccherò praticamente tutte le regioni del nostro bel paese, per presentare al grande pubblico le mie canzoni; poi farò diverse date all’estero tra Spagna, Francia, Germania, Polonia, Grecia… sarà un’estate pesante!
Un pensiero positivo di Cristian Marchi.
Internet fa bene alla musica!
Un pensiero negativo di Cristian Marchi.
Internet fa male alla musica!

Andrea T Mendoza

(Copyright 2009 - Articolo - con parti inedite - tratto da BLOGmag n. 23)

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Valutazione: 3.8/5 (8 voti)
. 11 Aprile 2009
Articolo scritto da redazione

Marco Simoncelli è il campione per eccellenza, è lo sportivo di successo che tutti vorremmo conoscere, che tutti amiamo. Perché è un po’ ruspante, naturale, matto e divertente da ascoltare, coraggiosissimo in pista (tra spregiudicatezza e un po’ di imperizia quest’anno ci ha fatto restare davvero col fiato sospeso) e fuori (mitiche le dichiarazioni contro Barbera, suo collega in 250). L’abbiamo intervistato per BLOGmag, tra un servizio fotografico e l’altro…

Cos’è cambiato dopo la vittoria del mondiale 250?
Sono cambiate molte cose. Pensavo di finire il campionato e di andare in vacanza invece adesso ho molti più impegni di prima! Però per strada mi riconosce molta più gente e questo mi dà molta soddisfazione.
Nella 250 come sono i rapporti tra i piloti?
Con gli altri piloti non ho molti rapporti. Penso che ci stiamo tutti abbastanza antipatici… Non ci parliamo molto.
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. 28 Gennaio 2009
Articolo scritto da BoH