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C’era una volta: una vita da Erasmus, con festini sul Pont des Arts, libertinaggio da vero francese del XVII secolo, e una vita mondana da far invidia alla peggiore delle Party Girls. C’è ora: una vita da lavoratore, con oneri ed onori completamente agli antipodi della vita precedente. Cristina ha vissuto la prima fase l’anno scorso, e si ritrova ora nella stessa città, il taglio di capelli un po’ cambiato e un coraggio da vera leonessa metropolitana. Si chiama Cristina Di Tommaso e ci racconta tutto così, a ruota libera. Perchè non è facile partire e ricominciare da zero, di nuovo.
Lavagna di ardesia e gessetto saranno ben presto soltanto un vecchio ricordo che evoca scene da libro Cuore in una scuola che, nonostante i noti tagli al personale, cerca comunque di mantenersi in linea con la media UE e al passo con i tempi. Tempi sempre più accellerati, a quanto pare, in cui gli studenti hanno imparato prima ad usare il pc che la penna biro.
Innovazioni in Italia
«20mila lavagne multimediali saranno installate nelle scuole medie, 8mila negli istituti superiori - promette il ministro Brunetta aggiungendo - ogni studente sarà dotato di un pc alla fine della legislatura». nel suo piano per la scuola digitale, presentato in collaborazione con il ministro dell’istruzione Gelmini. La Lim (Lavagna Interattiva Multimediale) è uno strumento rivoluzionario che sicuramente stimolerà la curiosità degli studenti attraverso una grafica accattivante e l’innovazione tecnologica, creando un ambiente più dinamico e coinvolgente. Ma la “rivoluzione digitale della scuola” non si ferma qui: al suono della campanella high-tech non resisteranno infatti i metodi di comunicazione scuola-famiglia. Occultare la cartolina a casa ricevuta dalla scuola potrebbe infatti non bastare più quando i vostri genitori saranno avvertiti da un semplice SMS. E vogliamo parlare delle pagelle on-line, comodamente consultabili dalla poltrona di casa?
“Dottore, chiami un dottore!” La maniera in cui è stata affrontata dai media (e non solo) la pandemia legata all’influenza suina (oppure influenza A? O forse H1N1?) non è stata delle migliore: allarmismi - in parte anche dovuti, per carità -, poche vere informazioni e tanta, tanta confusione.
E’ stata ovviamente tirata in ballo anche la scuola: i pediatri e altri soggetti non meglio identificati parlano di inizio delle lezioni rimandato per contenere la diffusione del virus. Idea che (escludendo la comprensibilissima voglia di farsi qualche giorno di vacanza in più) appare un po’ balzana: allora perchè non chiudere i supermercati, i locali o i negozi, anch’essi luoghi dove oggettivamente si incontrano un sacco di persone?
E mentre ci informano del fatto che il virus potrebbe colpire un italiano su tre e che la fascia d’incidenza maggiore del virus è proprio quella tra i 7 mesi e i 27 anni, arriva la precisazione del viceministro alla salute, Fazio. Che precisa: visto che l’epidemia ha rallentato, non ci sarà una chiusura delle scuole generalizzata, ma si prenderà in considerazione soltanto l’ipotesi di “chiusure mirate”, ossia il blocco delle lezioni per un breve periodo di tempo di determinate classi o sezioni maggiormente colpite dal virus. E agginge: il picco massimo dell’influenza A sarà raggiunto durante le vacanze di Natale.
Oltre al danno la beffa, quindi: non solo la scuola inizierà puntuale, ma non ci si farà nemmeno qualche giorno di vacanza a casa con l’influenza!



