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Partiamo dalle vostre influenze… a quali gruppi si ispira la vostra musica?
Il nostro sound è metal e ci ispiriamo prevalentemente ad un gruppo cinese chiamato 痍 嫡灵 (si legge yídílíng), ma sottosotto affiora anche l’anima emo-pop del nostro chitarrista Jobbe, il rap “chekka chekka, one-two” del cantante Riccio, i tentativi (vani) di inserire giri progressive da parte di Vigno il bassista.
In definitiva ogni giorno ci troviamo in sei sul macchinino di Jobbe per fare un giro sui colli e pomparci in testa Bullet For My Valentine, Blessed By A Broken Heart, Rage Against The Machine, Iron Maiden, Trivium e Cristina D’Avena.
I nostri testi riempiono la musica così come la crema riempie un bombolone. Sono un misto di realtà e astrattismo, spaziano da ciò che disprezziamo di questa fottuta società a ciò che ci riguarda più da vicino, come le nostre esperienze individuali. Italiano o inglese non fa differenza: è vero che bisogna essere internazionali, ma ci piace cha alla gente rimangano impresse le nostre rime quindi usiamo vicendevolmente entrambe le lingue.
Cosa ne pensate dell’attuale scena italiana? E’ importante per voi musicalmente?
Come dice il nostro batterista Cassa, dobbiamo scappare all’estero, perché qui non c’è nulla se tuo padre non è Richard Benson. L’Italia avrebbe molto da offrire, però il commercio discografico italiano è orientato su un genere che non ci appartiene e quindi siamo costretti a farci un culo così per raggiungere il successo. Il nostro obiettivo è fare musica che da un lato piaccia alle persone e dall’altro soddisfi pienamente le nostre esigenze musicali e quindi cerchiamo sempre di inserire riff orecchiabili nella nostra musica, pur mantenendo il nostro sound aggressivo.

“Uno studente d’arte irlandese potrà ammirare la Gioconda senza andare a Parigi” così Viviane Reding, commissario Ue alla società dell’informazione, sintetizza come cambierà l’approccio alle biblioteche e alle ricerche grazie al nuovo progetto “Europeana”, biblioteca on-line con l’obiettivo ambizioso di trasferire in digitale l’intero sapere del vecchio continente.
La sfida a Google Books, sottogruppo del colosso americano, è stata lanciata; partendo da un datato progetto francese, l’Unione Europea ha stanziato più di 120 milioni di euro per la realizzazione di “Europeana.eu”, una biblioteca/museo virtuale in cui saranno consultabili opere letterarie, foto, film, dipinti, mappe e giornali.
Domani, davanti ai ministri della Cultura di tutti gli stati membri dell’UE, avverrà la presentazione ufficiale. Per ora saranno presenti “solo” due milioni di opere, pari all’1% dell’intero patrimonio delle biblioteche nazionali del continente.
Gli intenti sono grandiosi, entro il 2010 si vogliono raggiungere i 10 milioni di opere digitalizzate ovvero circa il 4% dell’intero patrimonio artistico europeo; si vuole racchiudere in una memoria informatica l’intera cultura europea. La Divina Commedia, la magna carta britannica, i quadri di Picasso e i brani di Mozart a portata di click? Da oggi è possibile, su un sito consultabile in 23 lingue europee, 24 ore su 24.

