Ultime news - olimpiadi
Prima di tutto: cos’è una bici fissa? È una bici che, come si intuisce dal nome, ha la ruota posteriore fissata ai pedali, quindi se pedalate in avanti lei va avanti, se pedalate all’indietro lei va indietro e se non pedalate lei si ferma. Non è un’invenzione recente ma, più che altro, una riscoperta, visto che la bicicletta è nata fissa e solo dal 1902 è stata introdotta la ruota libera, che concede un notevole risparmio di energia (per esempio permettendo di non pedalare in discesa). Da allora sono rimaste fisse solo le bici da pista e, per svariati anni, anche quelle da corsa, tanto che nel 1937 era ancora vietato partecipare al tour de France con il cambio.
Evoluzione
Le bici fisse se ne stanno buone nei velodromi finché qualche giapponese (solo loro potevano) decide che le normali gare in pista sono troppo noiose e, per movimentare un po’ il giro delle scommesse, nel 1948 si inventa il Keirin: una gara di Keirin copre la lunghezza di due km e coinvolge un numero di ciclisti variabile da 6 a 9. I ciclisti partono da fermi allineati per sorteggio sulla linea rossa di centro pista e si mettono dietro a una motocicletta chiamata derny che funge da battistrada, con il corridore designato per sorteggio con il numero 1 obbligato a mettersi in scia. La velocità del derny aumenta gradualmente fino ad arrivare a 50 chilometri all’ora e, a 600-700 metri dalla linea d’arrivo, viene lanciata la volata durante la quale i corridori sono liberi di contendersi tutte le posizioni fino al traguardo. Il Keirin è entrato nel programma mondiale del ciclismo su pista nel 1980 e dal 2000 nel programma olimpico, anche se voci di corridoio insinuano che sarebbe entrato fra le specialità olimpiche solo grazie al denaro dei giapponesi, alla faccia dello spirito olimpico.
Torna BLOGmag, con l’ultimo numero (26) del 2009 e una fantastica copertina curata dal tedesco Christian Lindemann!
In questo numero:
- Scuola, teenager e hi-tech (e se gli adulti ne sanno qualcosa!);
- Verissimo: bugie, falsità e menzogne analizzate da chi ne sa qualcosa;
- Nuovi licei, crocifissi e polemiche, acqua privatizzata e nobel a Obama;
- Il Brasile pre-olimpico e la Cina post Pechino;
- La top10 delle pubblicità brutte e il test sugli addii nelle coppie;
- Street-style e tendenze europee;
- Interviste ai gruppi che hanno cambiato il pop italiano: Amari e My Awesome Mixtape;
- Rubriche, giochi e fotoblog… come sempre!
Tutto questo a partire dal 2 dicembre, sui vostri banchi ovviamente!
Tornato dall’imprevista spedizione cinese abbiamo rintracciato il giovane fiorettista bresciano: lasciandosi alle spalle veleni che lo hanno toccato nelle ultime settimane, lo troviamo rilassato (anche troppo, dato che ha mancato l’appuntamento di un’oretta e mezza, forse per colpa della sveglia che non suona spesso in questi giorni di vacanza). Ci ha parlato dei suoi progetti presenti e futuri, senza rinunciare a qualche… stoccata.
Su BLOGmag.it pubblichiamo, con molte parti inedite, l’intervista esclusiva pubblicata sul numero 20.
Stavi con un piede sull’aereo per un viaggio into the wild nelle foreste canadesi e hai dovuto virare per Pechino. Dacci il tuo bilancio di questa olimpiade inaspettata.
Personalmente è stata una grandissima esperienza. Purtroppo per vari motivi non sono riuscito a salire sul podio, ma pur non essendo rientrato con un’altra medaglia al collo il bilancio è più che positivo. Scendere in pedana contro gli altri grandi del fioretto è sempre un’occasione per crescere, professionalmente e psicologicamente. In tutti i casi è stato un anno ricco di eventi importanti dove io ed i miei compagni abbiamo potuto dimostrare il valore della scherma azzurra, dalla coppa del mondo ai campionati europei.
A proposito, Simoncelli (un altro che tira scherma, ndr) c’è rimasto male che è dovuto partire solo?
(ride) Un po’ forse sì, avevamo praticamente le valigie pronte quando mi hanno chiamato. E’ stata una sorpresa per tutti, ma ovviamente Luca ha capito che i Giochi Olimpici valevano di più di un viaggio organizzato in ritiro che si può sempre recuperare.
Continua a leggere…



