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È finita con un arresto e una possibile condanna quella che sembrava una semplice questione interna alla scuola. Negli Stati Uniti una studentessa del Wauwatosa East High School nel Winsconsin, dopo essere stata più volte invitata a smettere di utilizzare il cellulare durante la lezione, ha fatto spazientire il professore che l’ha portata dal preside. La ragazza dichiarava di non possedere neanche un cellulare ma il preside per accertarsene ha chiesto di parlare con la sua famiglia. Avendo dato ripetutamente un numero sbagliato (possibile che una scuola non abbia il numero di telefono dei suoi studenti?) è dovuta intervenire addirittura la polizia! Gli agenti hanno quindi perquisito la ragazza trovando infine il cellulare del padre nascosto… nelle mutande. A questo punto sono scattate le manette per condotta contraria all’ordine pubblico e si profila un processo in tribunale per la ragazza maniaca degli sms.
Tentare la fortuna due volte. E’ quello che sembra essere accaduto ad un ragazzo campano circa due settimane fa. Ad Agropoli, uno studente ha fatto fuga (o sega, o marinare, anche se è un po’ da vecchi) da scuola assieme ad alcuni amici e ha deciso di fermarsi in tabaccheria per comprare un gratta e vinci da 5 euro. Con questo biglietto è riuscito a vincere ben 10.000 euro!
A quello che dice il titolare della tabaccheria, il ragazzo ha subito chiamato il padre per informarlo della vincita… e, anche se lui ovviamente non sapeva della volontaria assenza da scuola, sembra che sia stato molto felice della scelta del figlio.
Grazie al Future Film Festival è possibile vedere in anteprima il nuovo atteso film di David Fincher, che pur senza avere ancora visto tutti gli altri, si aggiudica con quasi assoluta certezza la palma di film più struggente dell’anno. Già regista di film di successo, tra i quali Fight Club, Seven, Zodiac e niente meno che Alien 3 (non lo sapevo nemmeno io!), attinge poco dal suo passato adrenalinico per lanciarsi in una surreale fiaba romantica, che ricorda tanto le atmosfere ovattate di Big Fish. La trama si lega alla realtà attraverso fatti storici, a partire dall’uragano Katrina che incombe, mentre una donna legge il diario di Benjamin (Brad Pitt) alla madre ormai in punto di morte (una assolutamente irriconoscibile Cate Blanchett).
Nel pittoresco scenario di una New Orleans d’altri tempi si svolge la storia di Benjamin, abbandonato dal padre sui gradini di un ospizio e adottatto dalla vivace governante nera e sterile e, dettaglio rilevante, nato vecchio: un bebè rugoso con l’artrite e la cataratta, “brutto come il peccato”, ma abbandonato nel posto giusto, se non altro. Inaspettatamente, la prima parte del film regala dei momenti di comicità, come la corale messa con santone che chiede a Benjamin, serissimo bambino dall’aspetto di un novantenne:
“Quanti anni hai?”
“Sette, ma sembro molto più vecchio.”
“Quest’uomo sì che vede le cose in positivo!”
E così tra personaggi pittoreschi (Capitan Mike su tutti) e poi avventure in giro per il mondo il nostro protagonista ringiovanisce sempre più, mentre l’amore della sua vita cresce da bimba stile Anna dai Capelli Rossi a fastidiosa ballerina professionista. Ovviamente non possiamo svelarvi tutta la trama, un po’ per suspance un po’ perchè il film dura due e ore e quaranta (Zodiac insegna), ma consigliamo vivamente di guardarlo, ancora meglio in lingua originale.
Volendo mettere i puntini sulle i, per quanto l’invecchiamento e il ringiovanimento di Brad Pitt siano curatissimi e increbilmente realistici, quelli degli altri personaggi lasciano un po’ a desiderare. Perchè mentre Cate Blanchett si dichiara una “signora di una certa età” non pare dimostrare più di 45 anni; similmente avviene anche per tutti gli altri personaggi, che restano praticamente identici per tutto il film, per poi cambiare radicalmente in punto di morte. Tuttavia sono sicuramente le più meritate, tra le 13, le candidature all’Oscar per miglior trucco e migliori effetti speciali, anche se se la dovrà vedere in entrambi i casi con tutti i supereroi dell’anno: Batman, Ironman e Hellboy. Altre candidature di lusso per il film, la regia, l’attore protagonista e attrice non protagonista (Taraji P. Henson nel ruolo della madre adottiva).
Molto spesso, noi studenti, ci sentiamo assaliti dal dubbio: serviranno tutti i nostri sforzi nello studio, le nostre capacità, i nostri talenti? O saremo, come si sente dire in giro, superati nelle graduatorie, una volta che dovremo trovare lavoro, dai famosi figli di e nipoti di, dall’esercito dei raccomandati?
La risposta che ci danno più spesso - e che comunque ci sentiamo di appoggiare - è una sola: se sei veramente bravo nessuno potrà rubarti il posto che ti spetta di diritto dopo una mezza vita di sacrifici. Eppure c’è sempre qualche caso particolare che ci fa passare almeno un po’ di tutta quella fiducia che noi studenti dobbiamo avere nel prossimo. Questa volta è il caso della famiglia Muscio, residente a Foggia.
Antonio, il padre, laureatosi in Scienze Agrarie ben 41 anni fa, è il rettore dimissionario (il 30 ottobre) dell’Università di Foggia. Docente di Zootecnia speciale, ha sempre considerato l’Università la sua seconda casa. E cosa si fa quando si ha una bella seconda casa, per tradizione? La si lascia al figlio appena sposatosi, in questo caso, con la cultura.
Alessandro Muscio, il figlio, ha appena vinto un concorso in Economia applicata alla facoltà di Agraria. Con ottimi voti e, soprattutto, un ottimo curriculum alle spalle, non pensate male. Le cose vanno meritate. Così come va meritato il posto (il primo in Italia, nessuno aveva mai fatto questo mestiere) di docente di Economia applicata in una facoltà di Agraria. Un posto datogli dal padre proprio poco prima delle dimissioni, lo stesso giorno, poco prima di lasciare la scrivania.
Se non è giusto pensare male di chi si è guadagnato il proprio posto con lo studio ed il sudore, qualche dubbio in più può venirci quando veniamo a sapere che: la sorella di Alessandro è dirigente del personale tecnico amministrativo nella stessa facoltà; che la madre - oggi in pensione - ha ricoperto per una vita lo stesso ruolo della figlia; il marito della figlia di Antonio ha vinto nel 2004 un posto a Medicina; la moglie di Alessandro è dipendente della facoltà di Agraria e una nipote di Antonio è anch’ella impiegata dell’ateneo.
Magari abbiamo a che fare con la famiglia più appassionata di Agraria in Italia. Oppure con persone veramente in gamba che, per caso, si sono ritrovati tutti a lavorare nello stesso ambito, nello stesso posto. Ma se tutto questo è vero, sappiamo molto bene che in tutte le famiglie c’è sempre qualcuno che non condivide per nulla le passioni dei suoi familiari. Nel caso della famiglia Muscio, aspettiamo ansiosi la nascita di questa pecora nera.




