Ultime news - professori

La classifica della redazione delle bugie più utilizzate in classe!

1. “Mi ero sbagliato a scrivere i compiti, li ho segnati per domani…” - Quando la fantasia supera la realtà, una scusa di grande classe. Voto: 8,5

2. “Sono in ritardo perchè ho trovato traffico mentre venivo a scuola” - Un grande classico che non tramonta mai: il traffico c’è sempre e in Italia è al centro di cronaca, monologhi comici e dialoghi tra amici. Scusa credibilina. Voto: 6,5

3. “Il cane mi ha mangiato i compiti per casa!” - Premiata più per il suo essere TOTALMENTE improbabile che per altro. Voto: 6

3. “Non ho fatto i compiti perchè ho avuto il funerale di mia nonna / ho un parente in ospedale”. Attenzione a scherzare su ste cose: una volta che succede davvero, chi avrà il coraggio di ricordarvi che vostro nonno è già stato in ospedale 7 volte nelle ultime due settimane? Voto: 6

5. “Motivi familiari” - Vago, di classe: un modo per evitare qualsiasi domanda. Voto: 5,25

5. “Sono stato male, ho avuto la febbre, avevo un mal di testa fortissimo…” - Non molto credibile, figurarsi se scrivete su Facebook “Grande party della scuola, ieri sera” e avete i vostri prof tra i contatti. Voto: 5,25

7. “Sono in ritardo perchè non ha suonato la sveglia!” - Ah, ah! Sì, certo, raccontacene un’altra. Voto: 4,5

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. 11 Gennaio 2010
Articolo scritto da monsieuranonyme

Lavagna di ardesia e gessetto saranno ben presto soltanto un vecchio ricordo che evoca scene da libro Cuore in una scuola che, nonostante i noti tagli al personale, cerca comunque di mantenersi in linea con la media UE e al passo con i tempi. Tempi sempre più accellerati, a quanto pare, in cui gli studenti hanno imparato prima ad usare il pc che la penna biro.
Innovazioni in Italia
«20mila lavagne multimediali saranno installate nelle scuole medie, 8mila negli istituti superiori - promette il ministro Brunetta aggiungendo - ogni studente sarà dotato di un pc alla fine della legislatura». nel suo piano per la scuola digitale, presentato in collaborazione con il ministro dell’istruzione Gelmini. La Lim (Lavagna Interattiva Multimediale) è uno strumento rivoluzionario che sicuramente stimolerà la curiosità degli studenti attraverso una grafica accattivante e l’innovazione tecnologica, creando un ambiente più dinamico e coinvolgente. Ma la “rivoluzione digitale della scuola” non si ferma qui: al suono della campanella high-tech non resisteranno infatti i metodi di comunicazione scuola-famiglia. Occultare la cartolina a casa ricevuta dalla scuola potrebbe infatti non bastare più quando i vostri genitori saranno avvertiti da un semplice SMS. E vogliamo parlare delle pagelle on-line, comodamente consultabili dalla poltrona di casa?

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. 1 Dicembre 2009
Articolo scritto da redazione

Grazie a una recente ricerca realizzata da Edu-Tech sul rapporto tra professori e nuove tecnologie, si può tranquillamente affermare che questi ultimi meriterebbero una sonora bocciatura. (magari con tanto di esame di riparazione a settembre, così capiscono cosa si prova)

I professori, infatti, hanno un atteggiamento positivo verso l’utilizzo del computer nell’insegnamento,molti ritengono che sia anche un mezzo per comunicare meglio con i ragazzi, ma quando si tratta di termini tecnici vanno nel pallone!

Per esempio, molti confondono “Notebook” e “Facebook”, il 16% degli intervistati è convinto che l’ “hard disk” sia un gruppo heavy metal, mentre “Outlook” sarebbe un’espressione per descrivere chi è fuori moda. Ancora più curioso è il fatto che ben l’11% dei professori interrogati pensi che “Download” sia un computer a cui mancano alcuni geni. (affetto dalla sindrome di Down-load, appunto)

Forse il problema è che la maggioranza dei prof afferma di essere autodidatta nell’utilizzo del computer, o di avere imparato dai figli o dal partner, magari qualche corso di aggiornamento li aiuterebbe a districarsi meglio nel linguaggio delle nuove tecnologie…se no, rimandati a settembre!

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. 23 Settembre 2009
Articolo scritto da quasibionda

Prosegue l’emergenza influenza A e continuano le trovate, più o meno intelligenti, per provare a contenerla (o, in alcuni casi, di terrorizzare le masse). Sembra proprio l’argomento clou di inizio scuola, e non che la scuola c’entri tanto, in verità: solamente, la fascia degli studenti sembra una di quelle più facilmente attaccabili dal virus.

La mossa più curiosa contro la “suina”, almeno in ambito scolastico, è quella che è stata presa al Liceo Newton di Roma: il preside ha deciso che gli alunni non si potranno più baciare e abbracciare a scuola per evitare la diffusione del virus. A scanso di equivoci, per non far sembrare tutto ciò l’ennesima mossa proibizionista, è stato precisato che questo genere di contatti sono da evitare anche tra professori ed altri membri del personale dell’istituto.

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. 8 Settembre 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Con l’avvento di Internet, la sempre più ampia diffusione e circolazione delle notizie e il conseguente incremento della partecipazione di massa alla cronaca, è venuto a costituirsi un nuovo modo di diffondere la notizia: pensiamo al fenomeno dei blogs, mezzo con il quale esprimere le proprie idee efficace e relativamente semplice da utilizzare, come testimonia l’enorme numero di pagine che sono già presenti nella rete e che ogni giorno vi continuano a nascere. Questo maggiore accesso alle possibilità di pubblicazione ha fatto sì che numerose persone, non professioniste, potessero pubblicare, in svariate lingue, reportages, inchieste ma anche semplici opinioni o analisi di fatti di cronaca senza per forza dover passare tramite la carta stampata. Si son dunque creati siti appositi, dove dopo una registrazione vi è la possibilità di pubblicare articoli, o collaborare nella redazione di quotidiani o periodici online. Questo fenomeno prende il nome di giornalismo partecipativo, ossia un giornalismo non professionista, appunto, ma che prevede la partecipazione attiva del lettore alla notizia.

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. 11 Marzo 2009
Articolo scritto da redazione

Una vita da mediano, è il titolo della celebre canzone di Ligabue che parla di uno dei ruoli più difficili del calcio: il tanto bistrattato centrocampista centrale senza i piedi buoni, che per venire ricordato e per ricevere gratificazioni dal mondo del pallone deve faticare in maniera non indifferente.
Allo stesso livello, potremmo quasi quasi mettere i nostri professori. Precari per una vita, se va bene non diventano di ruolo (abbandonando così supplenze più o meno lunghe) prima dei 30 anni.
Se invece va male, caro prof., rischi di trovarti in quel 13,7% sul totale dei neoassunti in base al piano dell’ex ministro Fioroni: un discreto numero di insegnanti che si trova ad avere il primo impiego fisso tra i 50 e i 60 anni. E non è tutto: l’1,2% di questi neoassunti ha più di 60 anni! Equivale a dire andare in pensione dopo la prima assunzione della tua vita.
Questo dato conferma inoltre la diversità (come sempre in negativo) del nostro Paese rispetto agli stati dell’Unione Europea: i nostri insegnanti sono i più vecchi di tutti. Gli over 50 sono il 32% nel Regno Unito, il 30% in Francia e il 28% in Spagna.

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. 6 Febbraio 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Se ne sono accorti. E’ proprio il caso di dirlo. Secondo una recente ricerca britannica, infatti, pare che una lezione noiosa e non stimolante abbia effetti negativi sul rendimento degli studenti e sui loro voti. E chi non sta attento è probabile che passerà il suo tempo a chiacchierare disturbando i compagni e anche una volta tornato a casa non sarà stimolato a riprendere la materia. Colpa degli insegnanti quindi? Non sempre, ovviamente ma se sei seduto al banco e guardi la lavagna senza vedere cosa c’è scritto sopra allora è chiaro che qualcosa bisognerà pur cambiare. Per questo in una scuola di Sheffield stanno già provando qualcosa di nuovo. Un nuovo modello in cui non sono le campanelle a scandire la giornata, è possibile anche per i genitori entrare in qualsiasi momento della giornata e in cui persino il nome è diverso. Per combattere la connotazione negativa che ormai la parola scuola avrebbe assunto si è deciso di chiamarlo “luogo per imparare”. Sarà sufficiente?

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Valutazione: 3.5/5 (7 voti)
. 8 Gennaio 2009
Articolo scritto da tigrecinese