Ultime news - reality

Da quando ha fatto il suo primo trionfale ingresso sulla scena mondiale fino a quando si è insinuata stabilmente nella nostra quotidianità, la televisione è il mass media più diffuso, apprezzato e naturalmente contestato. Uno dei pochi, se non addirittura l’unico, in grado di generare un vero e proprio odi et amo catulliano. La celerità e l’efficacia visiva con cui diffonde ogni suo contenuto, le ha conferito un ruolo di superiorità nei confronti di qualsiasi altro mezzo informativo, sintetizzata nella formula diventata ormai paradigmatica: “Lo ha detto la televisione“. Non c’è aspetto della vita che non venga posto sotto esame in uno studio televisivo, dalla politica allo sport, dal cinema alla scuola, ovviamente il tutto farcito con dettagli così corpulenti da catturare l’attenzione dei telespettatori e condito con una buona dose di liti perfora-timpani che fanno sempre bene all’audience.

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. 15 Marzo 2010
Articolo scritto da admin

A poche settimane dalla sua eliminazione, Mario Spada, ex concorrente della terza edizione di X Factor nonché ex collaboratore di BLOGmag, rivela le sue impressioni e il suo stato d’animo al termine di un’esperienza di tale portata (”allucinante”, parole sue!) dandoci un prezioso spaccato di quei meccanismi che dall’altra parte dello schermo, a casa, in panciolle, probabilmente riusciamo a cogliere solo in parte.
Allora Mario, per questa volta dall’altra parte del microfono. Bruciamoci subito la classica domanda. Esperienza X Factor: bilancio?
E’ stata un’esperienza allucinante. A casa probabilmente arriva il 30% di ciò che si vive all’interno di un contesto del genere caratterizzato da un’alternanza di momenti assolutamente frenetici, in cui è richiesta la massima energia, a momenti di assoluta apatia. Dovendoci muovere solo tra lo studio, la sala prove e il loft alternavamo periodi di estrema energia a altri, in cui magari la sala prove era occupata e lo studio anche, di estrema lentezza. Non sapendo che fare a volte scaraventavamo cose per terra!
Addirittura!
Sì, ma non era una cosa negativa. È in quei momenti d’inerzia che prende vita più facilmente l’estro creativo. Avevo modo di ascoltare musica, leggere i tantissimi libri consigliatimi da Morgan. È in questo senso che credo che la noia sia arte.
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. 1 Dicembre 2009
Articolo scritto da Lelluccia

Che la televisione di oggi sia prevalentemente spazzatura ce ne eravamo accorti; ma ultimamente sembra quasi che ci mettano dell’impegno per riempirla di idiozie. Lasciamo perdere i reality: possono piacere o non piacere ma nessuno ti costringe a guardarli (sono ad un ora precisa che puoi benissimo evitare).
Portando la nostra attenzione sulle pubblicità, invece, noteremo che quella di una nota acqua è cambiata. In effetti, all’inizio questa novità può scatenare applausi e urla, perché di una certa insopportabile suora (che faceva venire voglia di convertirsi all’ateismo) e dei suoi dannatissimi ricatti con le foto non se ne poteva proprio più. Ma dopo aver visto lo spot…

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. 19 Maggio 2009
Articolo scritto da redazione

One flew over the cuckoo’s nest. Qualcuno volò sul nido del cuculo, film degli anni ‘70 incentrato sulla relatività del concetto di “normalità”. E se Kirk Douglas volava volontariamente sul nido del cuculo, un ospedale psichiatrico, per meglio oltrepassare il labile confine tra normalità e pazzia, qualcuno veniva scaraventato suo malgrado tra le trame di un nido mediatico.

Lo scandalo bullismo
È il settembre del 2006 quando un video che ritrae un ragazzo diversamente abile, vittima di violenza da parte di alcuni compagni di scuola, rimaneva imprigionato nella rete globale. Il volo: da una tristissima realtà a una virtualità fatta di ghigni e risate. Il nido: la sezione “video divertenti” del sito www.youtube.com. E come questo tanti altri. È lo scandalo, l’allarme. Qualcuno volò sul nido del cuculo e qualcuno ci rimase impigliato. La notizia vola a ali spiegate da un giornale all’altro, da un salotto televisivo pseudo-culturale ad un altro finché approda ad ali quasi spezzate sulle porte del Ministero della Pubblica Istruzione. Parole chiave: bullismo, violenza, inciviltà.

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. 24 Ottobre 2008
Articolo scritto da Lelluccia