Ultime news - regno unito

Rispetto al resto d’Europa, i teenager inglesi sono quelli che più abusano di alcool e droghe, provocano risse, hanno rapporti sessuali al di sotto dell’età del consenso; insomma si comportano in maniera ‘antisociale’. Così sostiene un recente studio svolto dall’Institute of Public Policy Research. Le cause imputabili variano dalla disuguaglianza sociale, che costituisce una vera e propria condanna per coloro che provengono da famiglie meno abbienti, alla scarsa quantità di tempo passato in compagnia di adulti (e qui ci permettiamo, da bravi italiani: miscredenti che non riconoscono il valore di sedersi tutti assieme attorno al tavolo ai pasti!). La ricezione di questo nuovo studio, però, non è stata scevra di polemiche: c’è per esempio chi sostiene che sia il tetro ritratto offerto dai media a peggiorare la situazione, lasciando questa generazione senza modelli e senza autostima.

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. 17 Aprile 2009
Articolo scritto da redazione

Studenti capaci di creare un blog, usare Facebook senza problemi e in grado di cercare tutte le informazioni che li interessano su Wikipedia. E’ quello che il Ministero dell’Istruzione del Regno Unito vorrebbe insegnare agli studenti delle scuole elementari. Infatti, tenendo conto dell’evoluzione della tecnologia e del fatto che ormai l’età in cui si comincia ad utilizzare un computer è sempre più bassa, è stato ritenuto opportuno insegnare ai ragazzi ad utilizzarne correttamente i contenuti. Ma dove trovare il tempo per queste materie? Semplice: basta ridurre il numero di ore dedicate alla storia! Alcuni argomenti diverranno facoltativi, in particolare la Seconda Guerra Mondiale e l’era vittoriana, e il tempo risparmiato verrà utilizzato per rendere gli studenti degli internauti consapevoli in possesso di una familiarità sufficiente con le nuove forme di comunicazione digitale. La spiegazione dei tecnici del ministero per giustificare il taglio del programma di storia è che comunque nei successivi gradi di istruzione gli argomenti rimasti indietro verranno comunque riaffrontati in maniera più approfondita. Fino alla scuola media, quindi, i ragazzi non sapranno chi ha vinto la Seconda Guerra Mondiale ma almeno saranno in grado di completare brillantemente un quiz di Facebook

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. 25 Marzo 2009
Articolo scritto da tigrecinese

Sembra questo il concetto che la Good Schools Guide (indagine pubblicata tra gli altri anche dal Guardian, condotta su 700mila alunne dagli 11 ai 18 anni) vuole comunicare a tutte le studentesse inglesi. E’ stato infatti studiato che quando la classe (e perchè no l’intera scuola) è tutta femminile le ragazze hanno un rendimento superiore rispetto a quando condividono l’ambiente di studio con gli irrequieti maschietti.

Una notizia che ha messo in subbuglio (e non poco) l’intero sistema scolastico britannico, che da tempo va verso l’eliminazione delle scuole non miste. A chi dice che le classi di maschi e femmine preparano meglio alla vita sociale che aspetta i ragazzi dopo la scuola, Janette Wallis, responsabile dell’indagine, afferma che “le ragazze studiano meglio senza la distrazione dei maschi nella stessa classe; una distrazione che non si sente solo sul piano della socializzazione e dei flirt, ma anche a livello psicologico“. Cerca di spiegare quest’affermazione Sue Dunford, preside della scuola di Kettering: “In una scuola femminile, le ragazze riescono ad andare bene in materie come matematica, scienze e fisica, discipline che qualcuno considera più prevalentemente maschili; le ragazze riescono così ad impegnarsi senza pressioni”.

Non si parla però di quando succede il contrario: come vanno i maschi a scuola quando non hanno ragazze attorno?!

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. 19 Marzo 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Partendo dal presupposto che siamo moltissimo di parte, e che Lily Allen (nome completo: Lily Rose Beatrice Allen) ci piace proprio un casino, eccoci qui a parlare del nuovo disco della cantante ventitreenne nata nei dintorni di Londra. Dopo il successo raggiunto nell’estate del 2006 con il disco Alright, still e i successi definitivi Smile e LDN, e dopo esser diventata una figura di spettacolo a tutto tondo, la ragazza ci riprova con la faccia tosta e il talento pop di sempre.

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. 9 Marzo 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

 ”Non si dicono le parolacce!” Quante volte da bambini siamo stati sgridati dai nostri genitori con questa frase? Quando magari erano i primi a pronunciarle… altrimenti noi figlioletti come facevamo a ripeterle?! Magari le abbiamo ascoltate in televisione, alla radio, o forse a scuola, sul pullman, in negozi, può darsi nella piazza del paese, allo stadio…
I turpiloqui sono entrati ormai nel linguaggio comune, nel parlato di tutti i giorni e, cosa alquanto grave, i vocabolari continuano ad arricchirsi sempre più di termini osceni e di vocaboli volgari che giorno dopo giorno ascoltiamo e pronunciamo. Sempre per la buona norma dell’evoluzione della lingua secondo cui è l’uso (più che l’abuso) a fare la regola. La lingua cambia e si evolve, il parlato si confonde con lo scritto, i significati si moltiplicano, le parole si fondono, si rompono, si ufficializzano… e la volgarità cresce in modo inverosimile.

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. 5 Marzo 2009
Articolo scritto da GiodeG

Una vita da mediano, è il titolo della celebre canzone di Ligabue che parla di uno dei ruoli più difficili del calcio: il tanto bistrattato centrocampista centrale senza i piedi buoni, che per venire ricordato e per ricevere gratificazioni dal mondo del pallone deve faticare in maniera non indifferente.
Allo stesso livello, potremmo quasi quasi mettere i nostri professori. Precari per una vita, se va bene non diventano di ruolo (abbandonando così supplenze più o meno lunghe) prima dei 30 anni.
Se invece va male, caro prof., rischi di trovarti in quel 13,7% sul totale dei neoassunti in base al piano dell’ex ministro Fioroni: un discreto numero di insegnanti che si trova ad avere il primo impiego fisso tra i 50 e i 60 anni. E non è tutto: l’1,2% di questi neoassunti ha più di 60 anni! Equivale a dire andare in pensione dopo la prima assunzione della tua vita.
Questo dato conferma inoltre la diversità (come sempre in negativo) del nostro Paese rispetto agli stati dell’Unione Europea: i nostri insegnanti sono i più vecchi di tutti. Gli over 50 sono il 32% nel Regno Unito, il 30% in Francia e il 28% in Spagna.

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. 6 Febbraio 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme