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Trasferirsi da Roma a Londra e diventare un’artista della t-shirt: si può, se ne hai voglia. L’esempio è Mr. Ro (http://mrro.yokaboo.com), che abbiamo conosciuto a settembre un po’ per caso e che ora presentiamo anche a voi.

Quando hai deciso di trasferirti a Londra e perché?
Il primo biglietto per Londra l’ho comprato quando avevo 17 anni, ovviamente andata e ritorno… sapevo che solamente lì avrei potuto trovare gli skinny jeans, e visto che non potevo andare ogni mese a Londra per comprarmi nuovi skinny ho deciso di trasferirmi… scherzo, ovviamente! Ho deciso di vivere qui perché non potrei mai vivere in una città dove la gente non ha la mia stessa mentalità creativa e aperta a nuove forme di arte, sento il bisogno di vivere in un luogo dove le persone non hanno paura delle novità e dove ognuno è libero di esprimere la sua creatività. La moda inglese mi ha affascinato perché non si pone limiti o troppe domande: ed è proprio per questo che, per me, ha successo.

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. 16 Febbraio 2010
Articolo scritto da quasibionda

Prosegue l’emergenza influenza A e continuano le trovate, più o meno intelligenti, per provare a contenerla (o, in alcuni casi, di terrorizzare le masse). Sembra proprio l’argomento clou di inizio scuola, e non che la scuola c’entri tanto, in verità: solamente, la fascia degli studenti sembra una di quelle più facilmente attaccabili dal virus.

La mossa più curiosa contro la “suina”, almeno in ambito scolastico, è quella che è stata presa al Liceo Newton di Roma: il preside ha deciso che gli alunni non si potranno più baciare e abbracciare a scuola per evitare la diffusione del virus. A scanso di equivoci, per non far sembrare tutto ciò l’ennesima mossa proibizionista, è stato precisato che questo genere di contatti sono da evitare anche tra professori ed altri membri del personale dell’istituto.

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. 8 Settembre 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

14.00: Fra un’ora si parte. Siamo un gruppo di amici, per qualcuno siamo dei pazzi, che andrà 6 ore prima per fare la fila e conquistare i posti il più possibile vicini al palco. A chi ci chiede “ma chi te lo fa fare?” non sappiamo che rispondere. Sappiamo solo che sentiamo il bisogno di farlo, sentiamo la necessità di andare davanti al Palalottomatica e vedere tutte quelle persone che stanno lì in attesa da ore per vedere il concerto, sentiamo la necessità di stare in fila ed ingannare l’attesa chiedendosi quale canzone faranno prima, quale chiuderà il concerto e se ci scappa cantare anche tutti insieme qualche strofa di “Wonderwall” che la conoscono tutti. Se fossimo rimasti a casa e fossimo andati al concerto per le 8, avremmo vissuto solo la metà dell’atmosfera che si respira quando a Roma suonano gli Oasis. La città infatti si trasforma.
Noi che staremo lì ad aspettare con ansia di vederli,  tutti quelli che nella loro musica ci credono veramente e ne sentono il significato più profondo  e amano la loro prepotente personalità, non siamo semplicemente “fan” di un gruppo, c è un qualcosa di più. Amare gli Oasis è quasi uno stile di vita e un modo diverso di vedere il mondo e la musica.
C’è qualcuno che dice che le loro canzoni sono un po’ tutte uguali. Non è vero.
Gli Oasis hanno una personalità ed un stampo inconfondibile che pervadono ogni loro parola ed ogni loro partitura musicale. Il loro stile è diverso e una loro canzone si riconosce dalle prime note.
Io trovo che questo sia bellissimo. In un contesto storico-culturale attuale in cui si sente la forte mancanza di personalità imponenti, gli Oasis sono gli unici insieme a rare eccezioni, che da anni continuano a fare benissimo il loro lavoro proponendo sempre ottimi cd e belle performance dal vivo. Hanno sempre portato avanti la loro personale visione delle cose e le loro idee sfoggiando un carattere forte che ha saputo affascinare milioni di persone in tutto il mondo.
Basta pensare che biglietti per il loro concerto dopo poche ore erano già finiti!

15.30 Siamo appena arrivati, c’è moltissima gente l’ atmosfera è allegra e serena anche se ci sono persone che hanno dormito qua davanti per assicurarsi il primo posto in fila e quindi il posto più davanti al palco nel parterre! Nonostante la stanchezza non c’è un minimo di tensione ma solo emozioni molto positive!
Un ragazzo che vorrebbe imitare Liam (è vestito uguale a lui e ha gli stessi capelli, ma non la stessa voce!) sta iniziando a cantare “Supersonic “e tutti quanti (saremo 400) lo seguiamo con entusiasmo!

18.40 Dopo circa tre ore passate abbastanza velocemente (adesso la stanchezza si fa sentire)finalmente hanno aperto i cancelli. Come al solito ci sono persone che spingono, gente che cerca di superare ma la sicurezza cerca di mantenere la situazione calma. La troppa foga a volte può trasformarsi in un delirio.
Siamo entrati più o meno tutti, abbiamo fatto una corsa incredibile nonostante ci fosse stato detto di camminare con calma, e abbiamo conquistato un’ottima 4 fila. Ora dovremo aspettare altre due ore tutti in piedi ammassati, speriamo di resistere!

21.00 Dopo che il gruppo di supporto ha suonato, alle nove stranamente puntualissimi, sono arrivati gli Oasis!!Liam è salito sul palco con il suo solito atteggiamento sfrontato e strafottente tipico del suo carattere fumantino, ma che tutti i fan amano, seguito dagli urli e dagli applausi di tutto il Palalottomatica. È arrivato e ha lanciato a noi del pubblico in totale delirio delle bottigliette d’ acqua. Salgono sul palco in serie, anche Noel(l’altro fratello Gallagher chitarrista e voce) Gem Archer (chitarra) Andy Bell (basso) ed il batterista.
Le luci si spengono per un attimo e si riaccendo tutte colorate sui toni del rosso.
Dietro di loro tre grandissimi schermi riprendono Liam che canta da ogni angolazione. Tento di fare delle foto ma ci sono troppe braccia sopra di me e non riesco ad inquadrare bene il palco.
Le prime note e tutti urlano, Liam con la sua inconfondibile voce inizia a cantare “Rock and roll star”.
E poi di seguito varie canzoni del nuovo cd e pezzi storici come “Supersonic”, “Champagne supernova”, “Wonderwall”, “The masterplan”, “Slide away”, “Cigaratte and alcol”, “Lyla”, “The important of being idle”,”Songbird”. Fino all’ attesissima” I’m outta time”, pezzo commuovente del nuovo cd scritto da Liam e dedicato al suo idolo John Lennon.
È stato bellissimo vedere tutte le persone prese dall’entusiasmo e dalla foga precedenti, calmarsi, stringersi un all’ altro e cantare con dolcezza questa canzone, un vero capolavoro.

23.00 Dopo un sprint finale, alcuni bis come “Don’t look back in anger” cantata con un filo di voce egreggiamente da Noel e la chiusura con una cover di un pezzo storico dei Beatles “I’m the Walrus”,il concerto è finito.
Dopo essere usciti ed aver comprato la maglietta di rito con tutte le date del tour 2009, ci sentiamo tutti entusiasti ed un po’ tristi perche è durato molto poco.
Siamo in macchina nel traffico, chiacchieriamo e riordimao esaltati i momenti salienti del concerto e delle persone che abbiamo conosciuto, come per esempio un ragazzo che voleva fare il sosia di Liam e si faceva pagare due euro per fare una foto con lui, Degli Oasis condividiamo tanti ricordi, come il primo concerto, a 15 anni, al Forum di Assago nel 2005 dove per la prima volta li abbiamo visti dal vivo. Poi tante cose belle come gli amici o gli amori e tutte le persone con cui condividiamo tutti i giorni la passione per la musica in generale e l’ amore per questo gruppo.
Stasera ci siamo sentiti la parte di un tutto. Ci siamo sentiti parte di qualcosa di bello e di forte che legava tutte le persone che erano lì presenti a soffrire, a divertirsi, a godere della musica.
Forse come poche altre volte nella nostra vita  abbiamo capito cos ‘è la magia della musica e cosa questo insieme di note e parole possa fare alla persone. Le trasforma e le cambia come ha fatto con noi, ci ha fatto crescere , piangere e ridere e dimenticare le cose brutte anche solo per il tempo di una canzone. Abbiamo capito che non potremmo mai farne a meno.
E la musica per noi è prima di tutto Oasis.
Abbiamo acceso la radio in macchina e c’ era ancora dentro il cd dell’ andata , una raccolta di tutti i migliori brani degli Oasis.
E abbiamo deciso di spengere subito: le loro voci da un cd ci sono sembrate stupide, quasi banali, incapaci di rievocare  la potenza e le emozioni di un concerto live che sarà difficilissimo da dimenticare.

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. 14 Aprile 2009
Articolo scritto da redazione

Da goliardia a ironica forma di protesta. Da qualche tempo in varie città italiane, grazie al passaparola su internet e recentemente attraverso facebook, gruppi di ragazzi si sono incontrati per dare vita a vere e proprie battaglie in cui l’unica arma ammessa erano i cuscini. A Bologna una grande battaglia si è svolta pochi giorni fa (nella nostra gallery trovate le foto dell’evento) ma la cuscinata svoltasi a Roma lo scorso sabato aveva anche un altro obiettivo. Il ritrovo era simbolicamente davanti al Ministero dell’Istruzione e l’intento dei ragazzi che hanno chiamato i loro compagni a raccolta era inscenare una protesta ironica e divertente “contro il ministro che ci ha dato dei guerriglieri, il G-14 dei ministri del Welfare che si terra’ nella capitale e il protocollo che regolamenta i cortei a Roma”.

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. 30 Marzo 2009
Articolo scritto da tigrecinese

È appena uscito nelle sale “I love shopping”, la confessioni di una compratrice ossessiva che impazzisce davanti alle vetrine, darebbe qualsiasi cosa per una sciarpa, non esita a strappare di mano a un’altra donna l’ultimo paio di favolosi stivali di Pucci. E, soprattutto, finisce sempre con il conto in rosso. Per non fare la stessa fine, da Manhattan arriva un modo per rinnovare il guardaroba senza spendere un centesimo.
Lo Swap Party è anche un modo di redimersi per le “shopaholic” pentite: quante di noi non hanno mai fatto acquisti impulsivi, ritrovandosi poi nell’armadio un vestito troppo stretto, troppo largo, o del colore “sbagliato”?
Domenica 8 marzo dalle 17 alle 20, nella splendida cornice dell’ Adriana Cafè - Vicolo Orto di Napoli 10, all’angolo con Via del Babuino - a Roma, si festeggerà la Festa della Donna con un evento speciale: lo Swap Party: shopping a costo zero e in modo eco-sostenibile. Swap significa letteralmente “scambiare”, ed è proprio il baratto alla base di questa iniziativa. Come si partecipa?
Prima di tutto bisogna registrarsi, dalle 17 alle 18, all’Adriana Caffè presentando ad una giuria scelta ad hoc i capi che si desiderano scambiare. Ad ogni capo verranno attribuite tante stelle quanto è il suo valore, così da poter garantire, durante l’asta, uno scambio equo. Dalle 18 in poi, con l’aperitivo a buffet, si parte con l’asta. Ciascuna delle partecipanti presenterà i propri capi e il pubblico interessato si farà avanti proponendo lo swap più interessante. L’unica spesa? A tutti i partecipanti verranno chiesti 15 euro che comprendono una consumazione e la possibilità di usufruire del buffet senza limiti.
Ma lo Swap Party ci piace anche perché è a impatto zero: niente inviti su carta, ma solo tramite mail e social networks
L’ evento è stato organizzato da Marta Mammana e Giulia Felici, trendsetter romane, in collaborazione con GREEN-THINK, idee e eventi che rispettano l’ambiente.

PS. E se questo Swap Party ve lo siete perso, o se partecipando siete rimasti “folgorati”, perché non rifarlo a casa? Un aperitivo o un thè dove ogni partecipante porta qualcosa da mangiare e vestiti, libri e oggetti da scambiare. In tempi di crisi, si può risparmiare, divertirsi e godersi qualcosa di nuovo senza spendere! Ovviamente rispettando la filosofia “verde”

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. 6 Marzo 2009
Articolo scritto da flaminiafestuccia

Una compagnia aerea che vuole ridefinire il concetto di low cost trasformandolo in no cost. Sembra impossibile, ma qualcuno, quelli della neonata Dunx Airlines, ci sta provando. Una giovane flotta, tutta italiana, che prima era impegnata nei servizi di aerotaxi e di voli regionali e che ora si sta rinnovando, in seguito all’acquisto, poco meno di due anni fa, di un Boeing 737-200. E sono partiti i radicali cambiamenti della giovane azienda, che ora ha un grossissimo obiettivo: conquistare fette importanti del mercato italiano dei voli, facendo tratte nazionali e internazionali grazie anche all’aiuto di compagnie partner. Il bacino cuore della nuova compagnia sarà il nuovo aeroporto di Ostia, fuori Roma, ancora in fase di costruzione. Ovviamente importanti saranno anche gli aeroporti milanesi.

Dunx, che si definisce la compagnia aerea più economica, proporrà attraverso il suo sito e le principali community (Facebook, YouTube, Flickr, Myspace…) i già desideratissimi biglietti a zero euro. Come faccia questa azienda a proporre voli completamente gratuiti rimane un mistero… Speriamo in qualche maggior notizia nelle prossime settimane, perchè noi (e il nostro portafogli) siamo molto curiosi!

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. 10 Febbraio 2009
Articolo scritto da redazione

Il Grande Fratello arriva a scuola, ma non è un programma televisivo. Dopo l’accoltellamento di uno studente davanti al liceo Aristotele di Roma lo scorso 16 gennaio (ancora in prognosi riservata, con una perforazione del polmone), la preside dell’istituto ha lanciato l’idea. E il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini l’ha raccolta: «Le telecamere possono essere un deterrente in più per gli atti di bullismo e vandalismo».
Tutti spiati, anche a scuola, anche in classe quindi? Che ne sarà di quella sigaretta fumata fuori dal cancello di nascosto da genitori “proibizionisti”? Come si potrà decidere di incontrarsi con gli amici al bar di fronte invece di affrontare il compito di latino, sapendo che le nostre mosse elusive saranno riprese da una telecamera?
Ma prima di paventare scenari orwelliani e gridare alla privacy violata, ricordiamo che non è la prima volta che una proposta del genere acquista una rilevanza mediatica. Negli ultimi anni, a ogni atto di vandalismo, a ogni rissa tra i banchi, qualcuno chiedeva le telecamere nelle scuole. Nell’ottobre del 2004, dopo l’allagamento del Parini di Milano, l’assessore provinciale alla edilizia scolastica, Sandro Barzaghi (Rifondazione Comunista), aveva avanzato identica proposta. E nello stesso anno il Garante della Privacy era intervenuto sulla videosorveglianza nelle scuole genovesi. Nessuno però si era mai spinto fino a chiedere che gli studenti fossero sorvegliati anche sui banchi. «I presidi potranno installare le telecamere, fa parte della loro autonomia» ha spiegato il ministro Gelmini «ma la soluzione deve essere prima di tutto rimettere al centro lo studente, che deve imparare le materie a scuola, ma anche l’educazione». Sotto accusa, in qualche modo, anche i genitori, troppo spesso ciechi avvocati dei figli invece che educatori. Per il ministro, occorre che «si insegni pure un comportamento, uno stile di vita basato sul rispetto degli insegnanti e degli altri compagni».

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Valutazione: 3.9/5 (28 voti)
. 26 Gennaio 2009
Articolo scritto da flaminiafestuccia