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Il web è uno dei mezzi più semplici per mettersi “in mostra”. Bastano una digitale, qualche amico o parente compiacente (ma anche l’autoscatto va bene) e un blog su cui caricare i migliori outfit.
Visto il diffondersi del fenomeno qualcuno ha pensato di cavalcare l’onda e creare dei siti per raggruppare questo genere di foto, siti che ovviamente non hanno tardato a riscuotere successo e a riunire hipster di mezzo mondo.
Pronti? Da adesso è possibile risolvere “Il gioco dell’anno/2” pubblicato sul numero di aprile di BLOGmag a pagina 65. C’è da essere veloci, però: solo il primo che invierà la soluzione corretta all’indirizzo giocone@blogmag.it vincerà l’iPod Nano rosso griffato BLOGmag. Prendete quindi la vostra rivista e date la caccia alla soluzione!
2. Artista italiano apprezzato dall’autore della nostra cover.
5. La cugina dell’interprete di “I will always love you”.
8. E’ stato accusato dal partito popolare spagnolo di avere manie di persecuzione.
ATTENZIONE: Abbiamo identificato il primo classificato e, quindi, la gara si ferma qui! A breve tutti riceveranno una mail di risposta, intanto vi ringraziamo per aver partecipato! (Giovedì 16 Aprile 2009, h. 12.10)
Continua a leggere questo post e scopri la soluzione… Continua a leggere…
Borncelona è la novità editoriale sbarcata a Barcelona, un po’ agenda, un po’ guida culturale, nata dall’estro di un collettivo di ragazzi che hanno qualcosa a che fare con il Born, quartiere a sud della capitale catalana. Un barrì dinamico ed orgoglioso delle sue contraddizioni, multietnico e vivace. Passeggiarvi è fare un tuffo nel cuore della Barcelona vecchia e rimanere stregati dal suo essere quartiere di frontiera, tra le chiassose ramblas, il tranquillo Eixample e la Barceloneta con le sue spiagge. A raccontarlo è una redazione cosmopolita almeno quanto i suoi abitanti: Elena e Claudio dall’Italia, Tatiana ed Elisa dalla Spagna, Luis dal Messico, con le foto del barceloneta Raimundo e la grafica del brasiliano Ricardo. Una piattaforma per raccogliere le energie di quest’angolo della città, una vetrina per pubblicizzare le attività e gli eventi, ma perchè no i negozi ed i personaggi che lo popolano. Così conosciamo Juan, autodefinitosi un “figlio” del Born, erborista da più di vent’anni nel cuore della città, o Richard, pittore londinese di passaggio. O i tanti Born nel mondo, ipotetici fratelli per atmosfera e storia, tra cui troviamo anche un tocco d’Italia grazie al gemellaggio con il Pigneto di Roma. Largo infine ai contributi dei lettori che possono inviare suggerimenti e pubblicare le loro opere d’arte.
Borncelona è distribuito gratis nei locali del quartiere. Una buona idea editoriale, che non ispiri altri colleghi dalle nostre parti?
La voce è iniziata a spargersi: c’è un gruppo di indie pop italiano che piano piano sta riuscendo a farsi conoscere in tutto il mondo, con recensioni e passaggi del loro disco, Personal Trainer (uscito in Italia per Pippola Music/Audioglobe), su radio e giornali importantissimi in Spagna, Inghilterra e Giappone. A noi piacciono tantissimo perché sono una delle cose più belle che ci si possa aspettare dall’estate: ecco a voi i Fitness Forever.
Prima di tutto: presentatevi e diteci come sono nati i Fitness Forever!
Noi quattro dei Fitness Forever ci conosciamo da anni, lavoravamo nel campo della moda. Sara era chief designer in Naj Oleari, Tony il creatore delle borchie El Charro e Scialdone ha inventato la suola della Timberland. Io (Carlos) sono il creatore dell’albero di Best Company, e con i proventi di esso ho vissuto alle Bahamas fino al Natale 2007. Esaurite le scorte di soldi, abbiamo formato la band, perché è fin troppo facile sfondare nel campo del pop. L’abbiamo capito studiando a fondo il caso delle Las Ketchup.
Nome e titolo del disco (Personal Train) in inglese e canzoni pop italianissime. Come mai vi siete buttati su questo genere?
È paradossale che suoni strano che un gruppo decida di fare musica tipicamente Italiana… in Italia e’ stata realizzata magnifica musica conosciuta in tutto il mondo. Sognante, melodica, raffinata e accessibile allo stesso tempo… colonne sonore e canzoni dei soliti noti (Umiliani, Morricone, Piccioni, Bongusto per citarne alcuni) che hanno influenzato enormemente (e continuano a farlo) i maggiori autori pop del mondo.
Ho semplicemente colto il bisogno di realizzare un tipo di musica che partisse da questo patrimonio, anche genetico, importante, aggiungendoci ovviamente il resto dei miei ascolti (molto anglofoni) e il mio gusto personale, aka “Personal Taste”.
Sentendo la vostra musica si sente senza dubbio molta Italia (molto nei testi, ma anche nei suoni, sembra di sentire parecchio del pop leggiadro,vacanziero, italiano di tanti anni fa) e anche un po’ di Spagna (La Casa Azul). C’è dell’altro?
Io sono golosissimo di psichedelia inglese e americana (quella dei dischi a cavallo del 1966-1969) oltre che di bossanova, shoegaze, e disco music. Scialdone viene dal progressive e Tony dal Jazz e dalla musica classica. Ci piace tutto e abbiamo problemi evidenti solo con l’ultima raccolta di Albano, non all’altezza delle precedenti in tutta onestà.
Come avete conquistato il passaggio sulla BBC e la recensione su giornali come Mojo ed El Pais (pur cantando in italiano)? E perché non avete ancora destato allora il medesimo interesse anche in Italia?
Penso che sia un problema anche sociologico! Molta gente nel nostro paese: o si prende molto sul serio e preferisce cose pesanti e pallose, spesso evidentemente senza spessore musicale; oppure non ama molto la musica (almeno quanto pensa di amarla) e non si prende la briga di ascoltare attentamente le cose. Ho la presunzione di pensare che, in assenza di queste due condizioni, il nostro disco potrebbe interessare a un numero maggiore di persone.
Tutto questo culminerà anche in una tournèe in altri Paesi?
Suoneremo a Indietracks, un festival in UK, quest’estate, e dopo l’estate abbiamo in programma un tour in Spagna, la nazione della nostra etichetta (la Elefant Records). Quanto ad altri stati, stiamo seriamente valutando la partecipazione alla cerimonia di apertura di “Quito 2010″ - per i campionati mondiali di lotta sul chorizo.
Il vostro disco è forse una chiccheria, se confrontato con il pop moderno: arrangiamenti molto precisi e colti che danno un aspetto veramente sbrilluccicoso al tutto. Perché non avete scelto qualcosa di più semplice?
Ovvio che una canzone è bella anche solo chitarra e voce! Se volete, pensate ai Fitness come a quei giocatori di calcio che fanno di tutto per complicarsi la vita, pur di segnare un goal difficilissimo!
I vostri ascolti - tra Italia ed estero?
In questi giorni sto ascoltando la compilation “Essential Italo Disco” - “Can Cladders” degli High Llamas, “Up In Flames” dei Manitoba e “Andorra” dei Maribou. Mi piacciono proprio tanto, sto perdendo l’udito a forza di ascoltarli con l’iPod!
Personal Train è molto “vacanziero”. I vostri progetti per l’estate? Qualche bel live spiaggiofilo tra materassini e tramonti?
Magari! Dato che in Italia ci pagano poco la mattina possiamo vendere cocco fresco!
(Copyright 2009 - Articolo - con parti inedite - tratto da BLOGmag n. 23)
L’opinione pubblica spagnola è tornata ad interessarsi di Educazione Civica. A quasi due anni di distanza dalla contestata riforma della scuola varata dal governo di sinistra guidato dal premier Zapatero, si riaccendono i riflettori sulla legittimità ad insegnare quell’Educazione alla Cittadinanza che scatenò feroci polemiche a suo tempo. Era il 2007 quando l’insegnamento della religione cattolica veniva ufficialmente cancellato dalle scuole iberiche, inserendo al suo posto la Educaciòn para la Ciudadania, un’ora settimanale di Costituzione, elementi di Diritto ed educazione sessuale, necessari per formare futuri cittadini consapevoli. La reazione della Chiesa spagnola fu aspra e decisa, fino a promuovere campagne di boicottaggio ed invitando le famiglie dei credenti all’obiezione di coscienza. Il vescovo di Toledo definì questa scelta una “riduzione della libertà religiosa paragonabile a quella dei regimi comunisti dell’Europa dell’Est” che avrebbe condotto la Spagna “verso un totalitarismo”.
Una vita da mediano, è il titolo della celebre canzone di Ligabue che parla di uno dei ruoli più difficili del calcio: il tanto bistrattato centrocampista centrale senza i piedi buoni, che per venire ricordato e per ricevere gratificazioni dal mondo del pallone deve faticare in maniera non indifferente.
Allo stesso livello, potremmo quasi quasi mettere i nostri professori. Precari per una vita, se va bene non diventano di ruolo (abbandonando così supplenze più o meno lunghe) prima dei 30 anni.
Se invece va male, caro prof., rischi di trovarti in quel 13,7% sul totale dei neoassunti in base al piano dell’ex ministro Fioroni: un discreto numero di insegnanti che si trova ad avere il primo impiego fisso tra i 50 e i 60 anni. E non è tutto: l’1,2% di questi neoassunti ha più di 60 anni! Equivale a dire andare in pensione dopo la prima assunzione della tua vita.
Questo dato conferma inoltre la diversità (come sempre in negativo) del nostro Paese rispetto agli stati dell’Unione Europea: i nostri insegnanti sono i più vecchi di tutti. Gli over 50 sono il 32% nel Regno Unito, il 30% in Francia e il 28% in Spagna.
E’ italiano il portiere più forte degli ultimi 20 anni secondo la Federazione Internazionale di storia e statistica del calcio: trattasi dell’attuale numero 1 di Juventus e Nazionale Gianluigi Buffon, che, nella classifica dal 1987 a oggi, batte Peter Schmeichel, danese ex Manchester United, un altro dei portieri più amati di sempre.
Terzo è giunto Iker Casillas, del Real Madrid e della Spagna trionfatrice agli ultimi Europei; per trovare un altro italiano bisogna scendere fino alla sesta posizione: c’è Walter Zenga, attuale burrascoso allenatore del Catania. Gli altri “vip” in classifica sono: Kahn (quarto), Chilavert (il superportiere paraguayano che batteva rigori e punizioni e fece 62 gol in carriera, quinto), Van der Sar (settimo) e Cech (ottavo).







