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Tutto facile o quasi per il n. 2 al mondo Roger Federer al Roland Garros di Parigi, complice anche Rafa Nadal.
Lo svizzero ha avuto qualche difficoltà agli ottavi di finale contro il tedesco Tommy Haas: superato nei primi due set (7-6, 7-5), Roger è comunque riuscito a recuperare il match nei seguenti tre set (4-6, 0-6, 2-6), che gli hanno così regalato il passaggio al turno successivo.
Sempre agli ottavi di finale è arrivata anche la sorpresa che nessuno si sarebbe mai aspettato: Rafael Nadal, n. 1 al mondo nonché principale favorito, viene sconfitto incredibilmente dallo svedese n. 23 Robin Soderling in quattro set (2-6, 7-6, 4-6, 6-7). Al termine lo spagnolo afferma di aver giocato male e che la vittoria di Soderling era meritata.
“Si fumano spinelli nella tua scuola?” “Io no, ma so che qualcuno fuma in bagno”.
Dopo l’ennesimo caso, che si tratti di bullismo, droga nelle scuole o xenofobia tra ragazzi, l’ennesimo telegiornale a caccia di capri espiatori intervista il teenager di turno, riprendendolo dalle Converse fino alle spalle.
E poi servizi e articoli sull’aumento dell’uso di alcol tra i minorenni, sulle stragi del sabato sera, su ragazzi che trascorrono le serate a stordirsi in discoteca. Tristi realtà, ma pur sempre marginali. Gli studenti o sono tutti di sinistra, o sono fattoni, o riottosi oppure sono a caccia di pretesti per non andare a scuola. Talmente tanti stereotipi che alcuni cozzano tremendamente tra di loro.
In un periodo in cui la scena sportiva nella nostra città sembra aver perso mordente un pò in tutti gli sport, ad infiammare i cuori dei tifosi ci pensa il Football Americano con il derby (il 30 maggio all’Arcoveggio) tra le due squadre di Bologna: i Warriors ed i Doves. Saranno le colombe ad avere la meglio sui guerrieri, o i guerrieri impediranno alle colombe di prendere il volo? Abbiamo intervistato due giocatori americani delle due squadre per chiedergli questo e non solo…
Quando si parla di gioco, da bambino è uno dei primi oggetti con cui si prende familiarità: il pallone. Sin da quando il diametro della sfera supera la lunghezza del perone, ci insegnano che bisogna colpire la palla e fare gol. Ma da qualche anno i palloni da calcio hanno iniziato ad essere strumento anche in un’altra disciplina sportiva: il freestyle. Il freestyle è solo una sfida uno contro uno: ovvero contro sé stessi. L’obiettivo è elaborare trick e combo il più spettacolare possibili, cercando di palleggiare ruotando i piedi intorno al pallone, tenerlo immobile sulla punta del piede o su una spalla, colpire di tacco, di ginocchio, di coscia.
Ore 7:00. Per una buona parte degli studenti, la sveglia inizia a suonare a quest’ora (se non prima). Quel fastidioso ticchettio ci invita ad abbandonare il nostro dolce e comodo letto e ad affrontare, di certo non con il sorriso sulle labbra visto il piacevole (si fa per dire) risveglio, l’ennesima giornata scolastica.
Ore 8:30. Driiiiiiiiiiiiiiiiiin! La campanella suona e, dopo un cornetto e un caffè, con gli occhi ancora semi-chiusi, il popolo studentesco fa il proprio ingresso a scuola accomodandosi tra i banchi, sperando di trovare la posizione più comoda per riposarsi ancora un po’.
È risaputo ormai che a molti ragazzi, oggi, piaccia divertirsi e fare tardi la sera; così, la mattina, il suono della sveglia diventa una sottospecie di incubo e l’andare a scuola diventa nel vero senso della parola una tragedia. Soltanto dopo le prime ore di “lezione” (stato vegetativo) gli studenti iniziano a prendere coscienza, a rendersi conto di come si chiamano, di dove si trovano e di cosa fanno… insomma, il cervello inizia a lavorare!
Da martedì 7 aprile sarà in tutte le scuole il nuovo numero di BLOGmag, uscita numero 23 in cui la copertina (curata dal belga GianFranco Leroy) e il tema principale saranno dedicati al “personalizzare”. Scopriremo perchè si customizzano i propri beni personali (con un’intervista a un importante professore di Psicologia) e quali sono le modalità di personalizzazione più divertenti.
Cosa succederebbe se ci si svegliasse tutti i giorni più tardi per andare a scuola? Proveremo a capirlo, esplorando il mondo scolastico anche con il nuovo regolamento del Governo e le news dalle consulte d’Italia. Uno sguardo alla situazione delle nuove tecnologie nel nostro Paese, tra nucleare e Alta Velocità, e al mondo che ci circonda volando dagli stati europei al Madagascar. Spazio anche all’hi-tech, con un approfondimento su tutto ciò che ha riguardato Facebook negli ultimi mesi e una particolare top 10 su tutto ciò che doveva migliorarci la vita e che invece…
Ci saranno inoltre le consuete rubriche di musica (tra electro scandinava e pop italiano), cinema (con l’evento targato Dragonball) e sport, dove scopriremo il nuovissimo calcio freestyle, una competizione fatta tutta di trick e acrobazie spettacolari. Per chi vuole divertirsi davvero poi, spazio al test tutto cartoon e alla seconda puntata del gioco dell’anno!
Quando si dice strada non si pensa solo al percorso che si fa per andare da qualche parte. La strada è prima di tutto un luogo, un luogo dove accadono cose, si incontrano persone, si fanno esperienze. I ragazzi di una volta, “quando non c’era la plei stescion” direbbero i nostalgici, in strada ci giocavano, si riunivano, crescevano. E ancora oggi ci sono posti del mondo dove questa descrizione rimane veritiera, come ad esempio i sobborghi di tante metropoli statunitensi e non; in posti come quelli, la strada è l’unico posto dove puoi vivere ed è la cultura della strada a formare i ragazzi: a volte si tratta di violenza e crimine, a volte si tratta di qualcosa di diverso. Strade come queste sono la culla di frammenti di cultura che fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo, ma che non si sono mai integrati del tutto: hip hop, skating, writing, breakdance, parkour, ma anche tante altre forme moderne e prettamente urban di espressione.
Una grande parte del movimento della cultura street è legata all’arte, in tante diverse accezioni. Il writing certamente la fa da padrone: il grigiore delle periferie, a partire dalla fine degli anni Settanta, non è stato più lo stesso grazie ad alcuni pionieri che si sono armati di bombolette spray e hanno iniziato a trasmettere il proprio nome attraverso splendidi graffiti e con tanti stili diversi, sempre in evoluzione. Nonostante le critiche da parte di chi vorrebbe città incolori e pulite, la cultura del writing è in continua ascesa e, partendo dalla strada, è in grado di influenzare il mondo della pubblicità e del marketing. E dagli spray si è passati poi a sticker, sculture, stencil e a tutta la famiglia della street art.







