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Il prossimo anno, come previsto dalla riforma Gelmini, dovrebbe entrare in vigore il tetto massimo del 30% per gli studenti stranieri. Le classi in cui i ragazzi stranieri superano il 30% sono circa 10.000, suddivise tra scuole primarie (7.279) e medie (3.122).
Ma il ministro Gelimini precisa che devono essere esclusi dal conteggio gli studenti stranieri nati in Italia, portando così il numero delle calssi che sforano il 30% a 2.893, 641 delle quali in Lombardia. Quindi le scuole interessate allo “spostamento” di studenti saranno soltanto il 2,8%. Continua a leggere…
Spesso si sente dire che molti di noi ragazzi sono disinteressati e delusi dalla politica. Questo ci ha portato ad intervistare l’Assessore all’Ambiente, Sport e Coordinamento delle Politiche Giovanili Anna Patullo, per capire cosa il Comune di Bologna ha fatto per noi studenti in questi ultimi anni. Sperando così di avvicinare alcuni di voi alla politica, partendo da temi che certamente vi interessano.
Assessore, posso chiederle quali spazi il Comune ha messo a disposizione per noi studenti dal 2004 ad oggi?
Innanzi tutto, posso dirti che ho la delega al Coordinamento delle Politiche Giovanili solo da febbraio 2008, quindi la prima cosa che ho fatto è stata quella di fare una ricognizione degli spazi a vostra disposizione nella città, dalla quale è risultato che in ogni quartiere c’è una biblioteca e una sala studio, diversi centri giovanili, sportivi e sociali.
Il mondo dell’istruzione in questi giorni è afflitto dalle polemiche e dalle discussioni accese riguardo la riforma Gelmini e i provvedimenti in essa contenuti. Adesso un nuovo provvedimento, promosso dalla Lega Nord e già votato alla Camera, rischia di far discutere ancora di più e di generare nuove proteste.
Tutto consiste nel creare classi separate (si chiameranno classi di inserimento) per quegli alunni stranieri che non avranno superato un test di ingresso sulla conoscenza della lingua italiana. In poche parole, chi supererà questo test sarà inserito in classi normali insieme agli altri alunni italiani e non. Al contrario, chi non dovesse risultare idoneo verrà collocato in classi create appositamente per gli alunni che non comprendono ancora bene l’italiano per dar loro la possibilità di una maggiore integrazione, attraverso degli specifici corsi di apprendimento della lingua, come nelle intenzioni proclamate dell’autore della proposta (Roberto Cota).
Tutto questo non riguarda solo gli alunni delle scuole elementari, ma il provvedimento è esteso anche per gli studenti delle medie e delle superiori.
L’integrazione è un tema che dà un sacco da parlare ai politici: di qua e di là, ognuno si prodiga in dichiarazioni avvitate carpiate per non dire quello che pensano. O almeno per dirlo in modo che nessuno capisca quello che stanno dicendo. Vanno regolarmente a finire in botta e risposta in una escalation di metafora in metafora, al limite del ridicolo. Ed ogni tanto capita che ci escono delle proposte assurde, così assurde che entro 24 ore arriva regolarmente il “sono stato frainteso”. Il genio stavolta è un esponente del Partito Democratico della Lombardia: perchè non porre – dice il politico – un limite del 20% di stranieri in classe? Proviamo a cercare le buone motivazioni per questa esternazione: probabilmente si vuole evitare in questo modo di creare delle “classi ghetto”, dove è massiccia la presenza di stranieri così come a volte si creano classi di serie A e classi di serie B. Cerchiamo di omogeneizzare quindi gli alunni, come se gli immigrati fossero un tot di litri di veleno e quindi, maggiore è l’acqua nella quale lo diluiamo, meno pericolosa sarà la miscela. C’è da dire che la politica italiana ci ha abituato a esternazioni ben più clamorose – ed azioni ancor più eclatanti. Ma certo, uno si aspetta certe proposte da una determinata parte politica. Che forse sorprendere gli elettori faccia parte di una nuova tattica vincente – magari come quella di non nominare l’avversario – messa in campo dal PD?
Tommaso Tani
(Sul numero 20 di BLOGmag un’interessante articolo sull’integrazione degli stranieri in Italia)




