Ultime news - studenti
La proposta viene da una senatrice del Pdl, un’insegnante bergamasca nel ruolo di politica, Maria Alessandra Gallone. Ed a prima vista ha due diversi sapori. Appare innanzitutto come la solita bigotta provocazione che ha il solo compito di generalizzare sugli studenti (definendoli fannulloni o peggio); in secondo luogo ci sembra una di quelle proposte di cui a breve già si sarà smesso di parlare evidenziando la solita inconcludenza del mondo politico italiano, capace di spararne tante ma - destra o sinistra che sia - di portare a termine ben poco di quello che si inventano (e considerando il numero delle esternazioni degli esponenti dei diversi partiti possiamo quasi ritenerla una fortuna).
In sostanza la senatrice ha detto: “Le gite scolastiche sono sempre più solo e soltanto dei viaggi turistici. Le settimane bianche hanno costi che non tutti gli studenti possono affrontare. Mandiamo gli studenti a pulire i parchi e le spiagge o ad occuparsi della tutela dei boschi”. Educazione attiva e responsabile, in sostanza, a dispetto dei vizi delle gite d’istruzione.
Affiancati da tutor esperti, gli studenti si troverebbero così a “lavorare in vacanza” tutelando l’ambiente ed “incentivando il senso di responsabilità e la cura della natura in tutti i giovani in età scolare”. Un’idea quantomeno plausibile, se l’obiettivo è veramente quello. Se invece il succo del tutto è “facciamolo fare agli studenti che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera e si ubriacano in gita (e magari risparmiamo sugli addetti VERI alla pulizia dei parchi)”, beh, allora appoggiatela pure direttamente lì, nel mucchio delle proposte che non verranno mai approvate.
Ad ispirare il titolo del libro da cui è stato tratto il film dei fratelli Coen (Non è un paese per vecchi) non è stata certo la vita notturna di molte città italiane. Molto spesso capita di vedere le vie principali delle nostre città, quelle di norma più trafficate, quelle dove pure ci sarebbero i locali della vita notturna, svuotarsi incredibilmente non appena l’ora inizia a farsi tarda. Qui e là sul territorio esistono leggi e regolamenti locali che vietano la vendita di alcolici ai minorenni, che impongono la chiusura dei locali ad un’ora fissata, che proibiscono di stazionare davanti a bar e pub per evitare gli schiamazzi. Tutto bene, ognuno ha il diritto di vedere rispettata la propria libertà, in primis i residenti delle zone più frequentate per le uscite dopo cena che a ragione chiedono quiete e decoro. Allo stesso modo, ragazzi e non che vogliono tirare tardi hanno il diritto di avere un posto in cui stare, in cui poter ritrovarsi. Esistono dei luoghi dove potersi divertire che restano aperti tutta la notte? Discoteche e night ovviamente, i locali più frequentati dai ragazzi, dove si può bere, ballare, incontrare gli amici o nuove persone; insomma, sembra risolto il problema. A ben vedere però non sono quel genere di luoghi di aggregazione di cui si sente la mancanza; ciò che manca è ben altro, manca il sentirsi padroni e protagonisti della propria città.
“In giro tutto il giorno, a pranzo un panino al volo, e adesso? Adesso non ci vedo più dalla fame!” Così esordisce una ragazza che corre affannata per la città in uno spot pubblicitario (di quelli che han fatto storia) per una merendina confezionata.
E forse non c’è frase più azzeccata per descrive lo stile di vita e soprattutto le abitudini alimentari della nostra generazione, di quella dei nostri genitori e purtroppo anche di quella dei nostri fratelli o amici più piccoli. Quando per caso all’università o in giro per le strade sentiamo ragazzi che dicono “ho tutto ancora sullo stomaco, ho mangiato un panino mentre ero sul bus” ci viene da pensare al perché si è arrivati a questo punto e spesso concludiamo il ragionamento dicendo: sono tutte scuse!
Un professore entra in classe e abbastanza irritato pronuncia: “Di chi è questo preservativo?”; dopo un momento di iniziale imbarazzo tutti i ragazzi della classe si alzano e ne rivendicano la proprietà. Non è cronaca bensì uno spot di una nota marca di profilattici mandata in onda negli anni Novanta, quando ci si era appena resi conto di quanti danni potesse fare la disinformazione ed i tabù sulle malattie sessualmente trasmissibili. Quella pubblicità ha fatto storia, forse per l’imbarazzo che ha creato nelle famiglie italiane riunite magari davanti alla tv per la cena. Ha fatto storia così come farà storia la decisione del Liceo Scientifico Keplero dove, in collaborazione con la Provincia di Roma e la Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, sono stati installati nei bagni sei distributori di preservativi.
Il prossimo anno, come previsto dalla riforma Gelmini, dovrebbe entrare in vigore il tetto massimo del 30% per gli studenti stranieri. Le classi in cui i ragazzi stranieri superano il 30% sono circa 10.000, suddivise tra scuole primarie (7.279) e medie (3.122).
Ma il ministro Gelimini precisa che devono essere esclusi dal conteggio gli studenti stranieri nati in Italia, portando così il numero delle calssi che sforano il 30% a 2.893, 641 delle quali in Lombardia. Quindi le scuole interessate allo “spostamento” di studenti saranno soltanto il 2,8%. Continua a leggere…
Come l’anno scorso, il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha deciso di annunciare le materie della seconda prova della maturità sul proprio canale Youtube.
Una mossa che già l’anno scorso ha dato parecchia visibilità alla notizia e che sicuramente otterrà lo stesso effetto anche questa volta, nonostante la qualità del filmato sia addirittura peggiore di quella dell’anno scorso, con grafiche brutte quasi quanto un WordArt e un audio di qualità pessima. Ma sono aspetti relativamente importanti (che però han portato i video del governo Usa a un successo incredibile sul web).
Venendo ai punti salienti della notizia in sè, le materie annunciate per la seconda prova del 2010 sono: greco al liceo classico, matematica allo scientifico, lingua straniera al linguistico, pedagogia al pedagogico e figura disegnata all’artistico. Tutte le altre info, nel video che pubblichiamo di seguito.
Ah, gli americani! Una ne pensano e mille ne inventano! Forse solo i giapponesi e le loro stramberie possono competere. Davvero, provate un attimo a pensare quanti trend arrivano da quell’ammasso di stati: cappellini da baseball, halloween, musica, occhiali da sole firmati, fast foods e chi più ne ha più ne metta. Ma questa volta dal paese degli uomini liberi e dimora dei coraggiosi arriva una tendenza stravagante, qualcosa che ha fatto completamente sbiancare la grossissima fetta di americani benpensanti e conservatori: i jelly bracelets.






