Ultime news - studiare

Fin dalla nascita del punk negli anni ‘70, Londra è stata un’incubatrice di nuove tendenze musicali e artistiche. Negli ultimi tempi poi, vista la stagnante aria che tira in Italia, è diventata una delle mete preferite dei neo-maturati per proseguire gli studi, soprattutto in ambito artistico.

Occhio alla spesa
Innanzitutto bisogna sfatare un mito: Londra non è così cara come viene descritta. Può darsi che lo sia stata in passato, ma ora che la sterlina è crollata i prezzi sono quasi equivalenti a quelli in euro (occhio al quasi: 1 sterlina equivale a 1,15 €, quindi quando si inizia a parlare di cifre consistenti la differenza c’è e pure di parecchi euro). I trasporti possono sembrare costosi, ma se si pensa allo sviluppo della rete metropolitana e a al fatto che anche alle 5 di mattina non ti lasciano a piedi, il prezzo sembra già più ragionevole.
Ovviamente, trattandosi di una capitale, è facile incappare in trappole per turisti, come le trattorie italiane gestite da cubani dove una pizza margherita guarnita di mozzarella di plastica te la fanno pagare 10 sterline e l’acqua altrettanto. Per sopravvivere, se volete evitare i fast food, buttatevi sulle tante catene che offrono panini freschi a prezzi umani (EAT, Pret a Manger), bento sushi (sushi che vi componete da soli, anche vegetariano) o cibo etnico in generale: per esempio a Brick Lane dovrete fare lo slalom tra i camerieri dei mille ristoranti indiani che vi invitano ad entrare millantando prezzi ridicolmente bassi e offrendovi alcolici. Se invece vi trovate a Camden evitate i chioschi cinesi dove per l’allettante prezzo di 3 sterline ti riempono una vaschetta con cibarie assortite: fatelo per il vostro stomaco.

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. 25 Maggio 2010
Articolo scritto da quasibionda

C’eravamo lasciati, qualche tempo fa, con il dato fornito dal primo 10% degli scrutini: aumento dei bocciati rispetto al precedente anno e il ministro Mariastella Gelmini che parla di “ritorno alla scuola del rigore e dell’impegno, a quella scuola che prepara i ragazzi alla vita”. A parte che, non ce ne voglia il Ministro, non è sempre detto che a tal voto in pagella corrisponda uno stile di vita…

Ad ogni modo, questi dati sono stati freddamente smentiti dai numeri finali: il numero di bocciati alle scuole superiori si è mantenuto stabile passando dal 13,8% dello scorso anno scolastico al 13,6% di quest’anno. Saranno pochissimi, invece, come l’anno scorso (0,53%), gli studenti di terza media a non mettere piede nei licei o negli istituti: solo lo 0,45%.

A nostro modo di vedere, questo non vuol dire che ci siano stati miglioramenti o che la scuola funzioni peggio rispetto all’anno precedente; forse ci sono soltanto annate più o meno fortunate, con ragazzi più o meno studiosi. Certo è triste e superficiale giudicare, sia in una maniera che nell’altra, l’impegno di soggetti unici e tutti speciali, nel loro piccolo, con dati così generici.

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. 19 Luglio 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Ore 7:00. Per una buona parte degli studenti, la sveglia inizia a suonare a quest’ora (se non prima). Quel fastidioso ticchettio ci invita ad abbandonare il nostro dolce e comodo letto e ad affrontare, di certo non con il sorriso sulle labbra visto il piacevole (si fa per dire) risveglio, l’ennesima giornata scolastica.
Ore 8:30. Driiiiiiiiiiiiiiiiiin! La campanella suona e, dopo un cornetto e un caffè, con gli occhi ancora semi-chiusi, il popolo studentesco fa il proprio ingresso a scuola accomodandosi tra i banchi, sperando di trovare la posizione più comoda per riposarsi ancora un po’.
È risaputo ormai che a molti ragazzi, oggi, piaccia divertirsi e fare tardi la sera; così, la mattina, il suono della sveglia diventa una sottospecie di incubo e l’andare a scuola diventa nel vero senso della parola una tragedia. Soltanto dopo le prime ore di “lezione” (stato vegetativo) gli studenti iniziano a prendere coscienza, a rendersi conto di come si chiamano, di dove si trovano e di cosa fanno… insomma, il cervello inizia a lavorare!

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. 8 Aprile 2009
Articolo scritto da redazione

Ovvio che per fare ragionamenti del genere ci si basi sempre su dei dati e delle percentuali e che magari non si tenga conto dell’umore e della situazione economica di un paese. Senza dubbio, però, questi ultimi numeri usciti da qualche giorno sull’università italiana fanno riflettere. Perchè se è vero che il numero dei diplomati italiani è in forte aumento (nonostante le “difficoltà” inserite all’esame, come il ritorno dei commissari esterni), il numero delle iscrizioni all’università è sceso del 4% rispetto al precedente anno accademico. Solo due studenti su tre proseguono gli studi all’università: due anni fa erano 3 su 4.

Poca voglia di studiare, voglia di lavorare od università troppo poco attraente? Forse l’ultima delle ipotesi è la più sensata: nella top 200 delle migliori università del mondo del Times c’è solo un ateneo italiano, quello di Bologna (nella foto) al 192esimo posto (!). Subito dopo, a motivare il minore successo del proseguimento universitario in Italia, ci sono i costi e le tasse universitarie sempre più alte: nel nostro Paese sono sempre state una bella spesa per le famiglie, sia in tempi di crisi che in tempi (poco) migliori.

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. 17 Febbraio 2009
Articolo scritto da redazione

Dov’eri ieri sera alle 21? Cosa stavi facendo? Guarda che chiamo la polizia!
Sembra una battuta di un interrogatorio da film giallo, invece è l’ultimo problema che assilla una preside di una scuola media milanese. Pare infatti che da un po’ di tempo i residenti della zona vicina alla scuola abbiano notato un gruppo di 4/5 ragazzi dediti al writing. Non essendo riusciti a fermarli chiamando la polizia che spesso non si è resa disponibile o è arrivata in ritardo, i residenti si sono rivolti alla preside presumendo che i colpevoli siano studenti della sua scuola. Comunicando il fatto alle famiglie la preside approfitta per redarguirle poichè ritiene “indecente” che i ragazzi verso le ore 21.00 non siano a casa per studiare o stare con la famiglia. Infine la minaccia più grave: “chiaramente chi sarà identificato sarà bocciato“.

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. 29 Gennaio 2009
Articolo scritto da tigrecinese