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C’eravamo lasciati, qualche tempo fa, con il dato fornito dal primo 10% degli scrutini: aumento dei bocciati rispetto al precedente anno e il ministro Mariastella Gelmini che parla di “ritorno alla scuola del rigore e dell’impegno, a quella scuola che prepara i ragazzi alla vita”. A parte che, non ce ne voglia il Ministro, non è sempre detto che a tal voto in pagella corrisponda uno stile di vita…
Ad ogni modo, questi dati sono stati freddamente smentiti dai numeri finali: il numero di bocciati alle scuole superiori si è mantenuto stabile passando dal 13,8% dello scorso anno scolastico al 13,6% di quest’anno. Saranno pochissimi, invece, come l’anno scorso (0,53%), gli studenti di terza media a non mettere piede nei licei o negli istituti: solo lo 0,45%.
A nostro modo di vedere, questo non vuol dire che ci siano stati miglioramenti o che la scuola funzioni peggio rispetto all’anno precedente; forse ci sono soltanto annate più o meno fortunate, con ragazzi più o meno studiosi. Certo è triste e superficiale giudicare, sia in una maniera che nell’altra, l’impegno di soggetti unici e tutti speciali, nel loro piccolo, con dati così generici.
New-style Gelmini: dopo circa il 10% degli scrutini (e quindi delle pagelle) delle superiori, vengono già diffusi i primi dati su promozioni e bocciature. Se queste informazioni fossero realistiche anche per il resto degli studenti italiani, si andrebbe incontro a un aumento non indifferente delle bocciature e delle non ammissioni all’esame di stato (il numero di ognuno è per ora cresciuto dell’1,6%).
Una comunicazione forse un po’ terroristica da parte del Ministero dell’Istruzione, che però assicura (con le parole del ministro Gelmini): “Non è mai bello che un ragazzo perda l’anno però io credo che questo aumento delle bocciature stia a significare il ritorno ad una scuola dell’impegno, ad una scuola del rigore, ad una scuola che prepara i ragazzi alla vita”. L’Italia si è come sempre divisa in due: quelli a favore di una scuola del rigore e quelli, come ad esempio i pedagogisti, che vedono nella serietà e nell’inflessibilità una delle maggiori cause dell’abbandono scolastico.
Riassuntone: è stato bocciato il 15,4% degli studenti dalla prima alla quarta degli istituti che hanno già comunicato i dati; una percentuale molto alta è invece quella dei non ammessi all’esame di stato: sono quasi il 6% sul totale dei ragazzi di quinta. Ma restano comunque dati parziali.
Rispetto al resto d’Europa, i teenager inglesi sono quelli che più abusano di alcool e droghe, provocano risse, hanno rapporti sessuali al di sotto dell’età del consenso; insomma si comportano in maniera ‘antisociale’. Così sostiene un recente studio svolto dall’Institute of Public Policy Research. Le cause imputabili variano dalla disuguaglianza sociale, che costituisce una vera e propria condanna per coloro che provengono da famiglie meno abbienti, alla scarsa quantità di tempo passato in compagnia di adulti (e qui ci permettiamo, da bravi italiani: miscredenti che non riconoscono il valore di sedersi tutti assieme attorno al tavolo ai pasti!). La ricezione di questo nuovo studio, però, non è stata scevra di polemiche: c’è per esempio chi sostiene che sia il tetro ritratto offerto dai media a peggiorare la situazione, lasciando questa generazione senza modelli e senza autostima.
C’era grande attesa quest’anno per conoscere le statistiche dei voti in pagella degli studenti italiani. Dopo le modifiche al sistema di valutazione per le elementari e l’introduzione del 5 in condotta si attendeva un riscontro reale dell’effetto della riforma. Le statistiche rese disponibili dal Ministero dell’Istruzione ci danno un quadro della situazione italiana. Il primo dato che risalta agli occhi è la quantità di insufficienze. Sono il 72% gli studenti con almeno una insufficienza, principalmente in inglese e in matematica. Da quest’anno, inoltre, per gli studenti dell’ultimo anno avere anche una sola materia non sufficiente sarà ancora più preoccupante in quanto vorrà dire l’automatica esclusione dall’esame di maturità. Anche nel caso l’insufficienza sia nel voto in condotta. Nel complesso, i voti insufficienti in condotta sono stati 34.311 e il primato negativo spetta agli istituti professionali seguiti dai tecnici. Non disperate però, studenti italiani, probabilmente nella maggior parte dei casi si tratta del solito 5 di incoraggiamento, speriamo che funzioni.

Ovvio che per fare ragionamenti del genere ci si basi sempre su dei dati e delle percentuali e che magari non si tenga conto dell’umore e della situazione economica di un paese. Senza dubbio, però, questi ultimi numeri usciti da qualche giorno sull’università italiana fanno riflettere. Perchè se è vero che il numero dei diplomati italiani è in forte aumento (nonostante le “difficoltà” inserite all’esame, come il ritorno dei commissari esterni), il numero delle iscrizioni all’università è sceso del 4% rispetto al precedente anno accademico. Solo due studenti su tre proseguono gli studi all’università: due anni fa erano 3 su 4.
Poca voglia di studiare, voglia di lavorare od università troppo poco attraente? Forse l’ultima delle ipotesi è la più sensata: nella top 200 delle migliori università del mondo del Times c’è solo un ateneo italiano, quello di Bologna (nella foto) al 192esimo posto (!). Subito dopo, a motivare il minore successo del proseguimento universitario in Italia, ci sono i costi e le tasse universitarie sempre più alte: nel nostro Paese sono sempre state una bella spesa per le famiglie, sia in tempi di crisi che in tempi (poco) migliori.
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Tema del mese, l’educazione sessuale: è una tematica che si affronta, nelle scuole? Se ne parla in maniera corretta? E, soprattutto: adulti, insegnanti e media ci danno le informazioni corrette a riguardo?
Non mancheranno le notizie dal mondo della scuola: riforme e proteste di superiori e università avranno il loro spazio sia sull’edizione nazionale che sulle edizioni locali di Bologna, Milano e Roma.
Poi, spazio a tanti argomenti scottanti raccontati in modo diverso dal comune e semplice da studenti come noi: la crisi che ha afflitto l’economia mondiale, la tanto citata ma mai ben raccontata guerra in Congo, il caso Saviano e l’arte di strada messa al bando…
Nella parte più leggera poi non mancheranno le uscite più interessanti del mese tra libri, dischi, film e dvd, il test del mese un po’ catastrofico, le regole dell’ammmmòre dettate dalla saggia bocca della verità e, soprattutto, le interviste del mese: il campione della classe 250 del motomondiale Marco Simoncelli, l’indietalento musicale di questa stagione Beatrice Antolini, lo storico producer e dj Mauro Ferrucci ed il comico Michelangelo Pulci, autore della mitica imitazione del bidello dell’Isola dei Famosi.
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