Ultime news - tendenze

Fin dalla nascita del punk negli anni ‘70, Londra è stata un’incubatrice di nuove tendenze musicali e artistiche. Negli ultimi tempi poi, vista la stagnante aria che tira in Italia, è diventata una delle mete preferite dei neo-maturati per proseguire gli studi, soprattutto in ambito artistico.

Occhio alla spesa
Innanzitutto bisogna sfatare un mito: Londra non è così cara come viene descritta. Può darsi che lo sia stata in passato, ma ora che la sterlina è crollata i prezzi sono quasi equivalenti a quelli in euro (occhio al quasi: 1 sterlina equivale a 1,15 €, quindi quando si inizia a parlare di cifre consistenti la differenza c’è e pure di parecchi euro). I trasporti possono sembrare costosi, ma se si pensa allo sviluppo della rete metropolitana e a al fatto che anche alle 5 di mattina non ti lasciano a piedi, il prezzo sembra già più ragionevole.
Ovviamente, trattandosi di una capitale, è facile incappare in trappole per turisti, come le trattorie italiane gestite da cubani dove una pizza margherita guarnita di mozzarella di plastica te la fanno pagare 10 sterline e l’acqua altrettanto. Per sopravvivere, se volete evitare i fast food, buttatevi sulle tante catene che offrono panini freschi a prezzi umani (EAT, Pret a Manger), bento sushi (sushi che vi componete da soli, anche vegetariano) o cibo etnico in generale: per esempio a Brick Lane dovrete fare lo slalom tra i camerieri dei mille ristoranti indiani che vi invitano ad entrare millantando prezzi ridicolmente bassi e offrendovi alcolici. Se invece vi trovate a Camden evitate i chioschi cinesi dove per l’allettante prezzo di 3 sterline ti riempono una vaschetta con cibarie assortite: fatelo per il vostro stomaco.

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. 25 Maggio 2010
Articolo scritto da quasibionda

Torna BLOGmag, con l’ultimo numero (26) del 2009 e una fantastica copertina curata dal tedesco Christian Lindemann!

In questo numero:
- Scuola, teenager e hi-tech (e se gli adulti ne sanno qualcosa!);
- Verissimo: bugie, falsità e menzogne analizzate da chi ne sa qualcosa;
- Nuovi licei, crocifissi e polemiche, acqua privatizzata e nobel a Obama;
- Il Brasile pre-olimpico e la Cina post Pechino;
- La top10 delle pubblicità brutte e il test sugli addii nelle coppie;
- Street-style e tendenze europee;
- Interviste ai gruppi che hanno cambiato il pop italiano: Amari e My Awesome Mixtape;
- Rubriche, giochi e fotoblog… come sempre! ;)

Tutto questo a partire dal 2 dicembre, sui vostri banchi ovviamente!

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. 26 Novembre 2009
Articolo scritto da monsieuranonyme

Quando si dice strada non si pensa solo al percorso che si fa per andare da qualche parte. La strada è prima di tutto un luogo, un luogo dove accadono cose, si incontrano persone, si fanno esperienze. I ragazzi di una volta, “quando non c’era la plei stescion” direbbero i nostalgici, in strada ci giocavano, si riunivano, crescevano. E ancora oggi ci sono posti del mondo dove questa descrizione rimane veritiera, come ad esempio i sobborghi di tante metropoli statunitensi e non; in posti come quelli, la strada è l’unico posto dove puoi vivere ed è la cultura della strada a formare i ragazzi: a volte si tratta di violenza e crimine, a volte si tratta di qualcosa di diverso. Strade come queste sono la culla di frammenti di cultura che fanno ormai parte del nostro immaginario collettivo, ma che non si sono mai integrati del tutto: hip hop, skating, writing, breakdance, parkour, ma anche tante altre forme moderne e prettamente urban di espressione.
Una grande parte del movimento della cultura street è legata all’arte, in tante diverse accezioni. Il writing certamente la fa da padrone: il grigiore delle periferie, a partire dalla fine degli anni Settanta, non è stato più lo stesso grazie ad alcuni pionieri che si sono armati di bombolette spray e hanno iniziato a trasmettere il proprio nome attraverso splendidi graffiti e con tanti stili diversi, sempre in evoluzione. Nonostante le critiche da parte di chi vorrebbe città incolori e pulite, la cultura del writing è in continua ascesa e, partendo dalla strada, è in grado di influenzare il mondo della pubblicità e del marketing. E dagli spray si è passati poi a sticker, sculture, stencil e a tutta la famiglia della street art.

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. 13 Marzo 2009
Articolo scritto da paolosansone

La fantascienza ci ha sempre fornito una varietà praticamente infinita delle scoperte che ci avrebbero cambiato la vita: in meglio (lo skateboard volante di Ritorno al Futuro II, fondamentale per l’umanità) o in peggio (Hayden Christensen in Episodio III… ma non è colpa della fantascienza, in questo caso). Il futuro è però già qui o ci stiamo comunque avvicinando molto ad esso.

Invenzioni… militari
Gli eserciti hanno sempre lanciato le ricerche più improbabili: dal mantello per l’invisibilità (un capo che grazie a una serie di telecamere e display fa sembrare il soldato come parte dell’ambiente) a una riproduzione funzionante del Gundam (il robot protagonista di un anime anni Ottanta) che l’esercito giapponese sta tentando di costruire per soli pochi decine di milioni di dollari. La nuova tendenza sono però le armi laser, altro grande sogno fantascientifico, che sono già pronte per essere utilizzate. Da un aereo infatti sembra sia stato possibile colpire una casa a chilometri di distanza con precisione chirurgica. Speriamo che queste ricerche possano far progredire l’umanità con invenzioni essenziali alla vita di tutti i giorni come la spada laser.

Piloti e smanettoni
Le case automobilistiche, per fronteggiare la crisi, se ne inventano di tutti i colori. La Cadillac ha presentato un prototipo di un’auto alimentata a torio (combustibile usato per le centrali nucleari): i consumi saranno ridotti anche se per fare il pieno dovrete andarci cauti (è tossicissimo). Un contributo vero per inquinare meno in auto l’ha dato uno che nel futuro c’è stato spesso: grazie a una legge del governatore Arnold Schwarzenegger, in California, è possibile riempire il serbatoio della propria auto con l’idrogeno. L’inquinamento di un veicolo ad idrogeno è quasi zero perché il motore è elettrico e l’unica cosa che esce dal tubo di scappamento è vapore acqueo.
I nerd dal canto loro non stanno a guardare! Vi ricordate il computer che usava Tom Cruise in Minority Report controllato dai gesti delle mani? Oggi potete farlo anche voi… e scoprire che scrivere o comandare il pc senza usare la tastiera è possibile (provare FluidTunes per Mac OS X per credere)!

Il futuro, insomma ci riserva sempre sorprese più belle di quanto possiamo immaginare. Sicuramente però, quando i nostri figli guarderanno i film di fantascienza prodotti in questi anni, troveranno i gadget ingenui e goffi come noi guardando quelli degli anni Sessanta!

(Copyright 2009 - Articolo tratto da BLOGmag n. 22)

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. 11 Marzo 2009
Articolo scritto da BoH

Questo mese abbiamo intervistato dj Victor Perez, nato e vissuto a Valencia e resident del Pacha. Su BLOGmag.it pubblichiamo l’intervista completa.

Parlaci di te in poche parole…
Sono un professionista che divide il suo tempo-lavoro tra Contraseña Record, Radio One, Pacha e alcuni programmi televisivi… Poi sono in tour con Ron Barcelo, Cutty Sark e con 100% Pacha.
Quando mi restano serate libere, fra le tante altre cose, mi appassionano le serie televisive come: Lost, Desperate Housewives, Prison Break, 24… senza tralasciare però le buone cene tranquille conversando con gli amici.
Riassumendo, sono una persona comune, come la cassiera di un supermercato o il venditore all’angolo, con la fortuna però di vivere di quello che mi piace e ogni giorno quando mi alzo dal letto ringrazio Dio per tutto questo.
Resident dj del Pacha di Valencia, responsabile nonché una delle voci piu’ importanti di Radio One (la radio numero uno in Spagna), produttore discografico e A&R di Contrasena Record una delle label di maggior successo in Spagna ed Europa…
Dove trova il tempo Victor per seguire tutto questo?

La verità? Non lo so neanche io! Un po’ di ordine, molti sogni, sacrifici ma soprattutto molta allegria e lavorando molto ogni giorno.
Un credo di Victor Perez?
Raggiungere l’equilibrio tra la felicità e la salute sfruttando la buona musica.
Victor, tu sei un famoso dj e grande produttore di dischi di successo, ma come hai deciso di intraprendere questa attività?
Ho iniziato facendo il pr… Ma già da molto piccolo mi piaceva la musica e ho dovuto iniziare in qualche modo ad avvicinarmi a lei… Quindi poi giorno per giorno imparando sempre di più fino a raggiungere le consolle nei club, e via via sempre più impegnato.
Il tuo background musicale… da dove inizia e come te lo sei costruito?
Quali sono state le tue influenze nel tempo?
Tutte mi hanno arricchito nello stile. Appassionato nella musica in tutte le sue sfumature, ascoltando tutto ciò che mi attrae musicalmente e da cui possa prendere spunti. Dico sempre che quando un disco è bello mi trasmette positività e non importa se è trance, dance, house, progressive… se è bello e mi piace lo suono!
Un sogno di Victor Perez?
Poter fare un party con tutti i miei amici Dj con un prezzo di entrata economico per poi donare l’incasso agli anziani (siamo tutti responsabili del loro benessere).
Il mercato discografico risente di una grande crisi e negli ultimi anni ha accusato un vero e proprio collasso. Sembra difficile oramai riuscire ad impedire il download illegale delle produzioni e a recuperare le vendite. Qual è il commento di Victor Perez su questa situazione negativa?
Sono totalmente contro la pirateria… però a questo proposito dovremo fare
un’ intervista speciale per poter dire tutto quello che penso dal mio punto di vista rispettando il resto…
House, tribal, latin, elettro, minimal, techno… Quale sarà la tendenza musicale nei club in Spagna questo inverno?
House in tutte le sue diramazioni e minimal, però io sono per un house più divertente specialmente per i club.
Dj e produttore di grandi successi, indicaci il tuo disco preferito.
Tutti hanno qualcosa di speciale! Ogni volta però, l’ultimo ti piace di più. Quindi il mio ultimo.
Potresti darci una tua opinione sui dj spagnoli?
Ci sono tante ottime idee tra i deejays spagnoli, ma ai Djs e produttori mancano l’appoggio dei media e delle etichette discografiche, quindi sono un po’ in difficoltà rispetto a quelli di altri Paesi. Comunque i dj spagnoli sono i djs più forti e alla moda al mondo!
Dove ti troviamo per Capodanno?
Sarò al Pacha di Valencia… ho qualche offerta in un altro club che mi sta tartassando però sarò fedele al mio pubblico con cui lavoro tutto l’anno.
Ultima domanda: quali altri progetti stai seguendo ora? a quando una nuova produzione di Victor Perez?
Un progetto che ogni giorno voglio realizzare e non faccio, è di voler lavorare meno e dedicare più tempo alla mia famiglia e appena sto con loro qualche giorno mi pento di non farlo mai… Devo metterlo in pratica da oggi stesso!
Fare un po’ di ginnastica e a breve una track con il mio grande fratello del ritmo, al quale tengo molto, Andrea T. Mendoza… e tante altre cose che vi racconterò prossimamente.

a cura di Andrea T Mendoza

(copyright 2008 - BLOGmag)

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. 11 Novembre 2008
Articolo scritto da redazione