Ultime news - trama

Dopo anni di promesse e attese, dopo il successo di “The Snatch”, è arrivato il nuovo film di Guy Ritchie: colui che copia Tarantino ma increbilmente gli riesce bene. La trama è sempre il solito turbine di piccoli e grandi gangsters, i cui loschi affari si intrecciano nei modi più incredibili. In questo caso con l’aiuto di qualche tossico perso, decisamente residuo dell’immaginario pulp anni ‘90. E di un russo ricchissimo che gestisce gli affari dalla tribuna di onore del suo stadio di calcio, insospettabilmente chiamato Omovich. E del suo quadro portafortuna. E dei suoi scagnozzi a prova di bomba, con un certo gusto per il bondage. E poi vi consigliamo di guardarlo, perché è divertente.

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Valutazione: 0.0/5 (0 voti)
. 14 Ottobre 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Onestamente non riusciamo ad esprimere un giudizio: è il film ignorantissimo che ci aspettavamo, e forse proprio per questo non delude. Infastidiscono parecchio invece i soliti deficienti in sala, che giocano allo spadaccino con i gadget della Virtus e applaudono ad ogni sgommata ed ogni sculettata, quindi incessantemente. E alle battute divertenti non ridono perché non le capiscono. Ma in fondo li capisco: come non plaudire al ritorno di Vin Diesel nel ruolo che l’ha reso celebre? Catapultato in una situazione assolutamente surreale, tra camionisti dominicani con l’iguana e spacciatori messicani con i cognomi brasiliani, il nostro paladino si trova come al solito costretto dalle circostanze a dover fare la pelle a qualcuno. O a svariati qualcuno. E se di solito preferisce le nude mani e l’arma bianca (Il risolutore e Pitch Black insegnano), questa volta non disdegna il fucile a pompa e di investire la gente con il suo Dodge Charger. A fargli da spalla il solito patetico biondino, sbirro sì, ma con un certo gusto per l’illegalità, così il FBI può farsi beatamente beffare dall’accoppiata, che inspiegabilmente se va in giro indisturbata per le strade di Los Angeles a trasportare eroina e ad appendere la gente a testa in giù, mente gli agenti se ne stanno in un ufficio a ripetere quanto sia fondamentale catturare Dominic Toretto. A coronare il tutto, oltre alle solite disinibite fanciulle (in rapporto 10 a 1 con gli uomini presenti, ovviamente), impazientissime di strusciarsi su dei cofani e di limonarsi tra loro, c’è una top model 18enne come uomo di fiducia del super-cattivo, ma fortunatamente, invaghita del nostro Vin. E poi, con tutto questa roba, ci chiediamo come possa durare due ore un film senza trama?

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Valutazione: 4.0/5 (5 voti)
. 21 Aprile 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Grazie al Future Film Festival è possibile vedere in anteprima il nuovo atteso film di David Fincher, che pur senza avere ancora visto tutti gli altri, si aggiudica con quasi assoluta certezza la palma di film più struggente dell’anno. Già regista di film di successo, tra i quali Fight Club, Seven, Zodiac e niente meno che Alien 3 (non lo sapevo nemmeno io!), attinge poco dal suo passato adrenalinico per lanciarsi in una surreale fiaba romantica, che ricorda tanto le atmosfere ovattate di Big Fish. La trama si lega alla realtà attraverso fatti storici, a partire dall’uragano Katrina che incombe, mentre una donna legge il diario di Benjamin (Brad Pitt) alla madre ormai in punto di morte (una assolutamente irriconoscibile Cate Blanchett).

Nel pittoresco scenario di una New Orleans d’altri tempi si svolge la storia di Benjamin, abbandonato dal padre sui gradini di un ospizio e adottatto dalla vivace governante nera e sterile e, dettaglio rilevante, nato vecchio: un bebè rugoso con l’artrite e la cataratta, “brutto come il peccato”, ma abbandonato nel posto giusto, se non altro. Inaspettatamente, la prima parte del film regala dei momenti di comicità, come la corale messa con santone che chiede a Benjamin, serissimo bambino dall’aspetto di un novantenne:
“Quanti anni hai?”
“Sette, ma sembro molto più vecchio.”
“Quest’uomo sì che vede le cose in positivo!”
E così tra personaggi pittoreschi (Capitan Mike su tutti) e poi avventure in giro per il mondo il nostro protagonista ringiovanisce sempre più, mentre l’amore della sua vita cresce da bimba stile Anna dai Capelli Rossi a fastidiosa ballerina professionista. Ovviamente non possiamo svelarvi tutta la trama, un po’ per suspance un po’ perchè il film dura due e ore e quaranta (Zodiac insegna), ma consigliamo vivamente di guardarlo, ancora meglio in lingua originale.

Volendo mettere i puntini sulle i, per quanto l’invecchiamento e il ringiovanimento di Brad Pitt siano curatissimi e increbilmente realistici, quelli degli altri personaggi lasciano un po’ a desiderare. Perchè mentre Cate Blanchett si dichiara una “signora di una certa età” non pare dimostrare più di 45 anni; similmente avviene anche per tutti gli altri personaggi, che restano praticamente identici per tutto il film, per poi cambiare radicalmente in punto di morte. Tuttavia sono sicuramente le più meritate, tra le 13, le candidature all’Oscar per miglior trucco e migliori effetti speciali, anche se se la dovrà vedere in entrambi i casi con tutti i supereroi dell’anno: Batman, Ironman e Hellboy. Altre candidature di lusso per il film, la regia, l’attore protagonista e attrice non protagonista (Taraji P. Henson nel ruolo della madre adottiva).

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Valutazione: 4.3/5 (6 voti)
. 29 Gennaio 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Ebbene si, il maestro Miyagi è tornato, solo che è senegalese e fa brazilian ju jitsu (cit.). E invece di insegnare antichi principi filosofici e tecniche raffinate, insegna sgraziate tecniche da rissa (e se qualcuno ha mai guardato un po’ di UFC su Sky sa di cosa sto parlando) vietando però categoricamente di utilizzarle al di fuori della palestra. Inutile soffermarsi sulla trama, visto che è la più classica, e dopo 15min hai capito a) quale ragazza si farà il protagonista e in quali modalità, b) dove, quando e perché l’amico del protagonista verrà pestato, c) quando e come avverrà il predicozzo del maestro con successiva apertura della propria anima all’allievo, d) il finale, ma questo in effetti ce lo si immagina già da prima. Il protagonista è il classico belloccio-i-cui-pettorali-si-gonfiano-durante-il-film, dal passato tragico e dal carattere difficile; la gnocca di turno è una sedicenne che sembra una playmate, che fa l’oca ma in realtà legge l’Iliade prima di andare a dormire; l’amico è il tipico sfigato che gira con la telecamera per riprendere tutto e metterlo su YouTube, perché i giovani d’oggi non hanno un cazzo di meglio di fare; infine il cattivo è il più classico psicopatico palestrato. Tuttavia è il personaggio meno irritante di tutto il film, il che è tutto un dire. Se proprio vogliamo trovare un pregio al film, possiamo dire che qualcuno si è preoccupato delle fidanzate che sarebbero state trascinate al cinema, inspessendo un tantino la trama, ma soprattutto spalmando addominali in qua e in là.

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Valutazione: 4.5/5 (4 voti)
. 26 Gennaio 2009
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

L’ultima fatica della Disney é Bolt, lungometraggio animato che ha innaugurato in anteprima la tre giorni di CineShow, il primo salone professionale dedicato alle nuove tecnologie per il cinema svoltosi a Novembre a Torino. Il film é stato proiettato in digitale e agli spettatori é stata data la possibilità di vedere in 3D quello che senza dubbio é uno dei precursori della nuova generazione di tecnologie digitali. E l’effetto, pur non raggiungendo vette particolarmente alte, é estremamente piacevole e ci lascia felicemente affamati di nuovi film della stessa caratura.

I problemi sorgono quando si arriva alla trama. Come si fa a non amare un film del genere? Ed é proprio questo il problema, se vogliamo. Non che si voglia essere originali a tutti i costi, ma stringi stringi Bolt non é altro che una storia con delle tematiche che andavano di moda ormai non meno di dieci anni fa, già esplorate con film come Truman Show e praticamente ogni dannato film della Disney. La mancanza di quel minimo di volontà creativa impedisce al film di fare quel minimo di salto di qualità da bellino a memorabile, e ci dispiace perché il potenziale ci sarebbe. Ciò non toglie che i suoi momenti cariche di ghigne ce li offra, la maggioranza dei quali forniti da Rino, il paffuto criceto ultimo nella storia delle spalle comiche/tenerone lanciate, non dimentichiamolo, dall’ormai leggendario Gatto con gli stivali di Shrek 2. Insomma Bolt é un ottimo film dal punto di vista tecnologico, ma per molti altri aspetti passerà troppo veloce per essere ricordato davvero. Come un fulmine.

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Valutazione: 4.3/5 (4 voti)
. 15 Dicembre 2008
Articolo scritto da GD00

Un nome un programma: un’assonanza inequivocabile accompagnata da una storia struggente. Ma non prendetelo troppo sul serio perchè, come molti già sapranno, è la trasposizione di uno dei videogiochi più tamarri della storia, prodotto dalla stessa casa dei Gran Theft Auto, per intenderci.

La trama è un classico: il poliziotto integerrimo che non si rassegna all’archiviazione dell’omicidio della moglie e della figlia in fasce come irrisolto e comincia a indagare per conto suo, scoprendo segreti che vengono pittorescamente definiti “ciò che Dio non vuole che si sappia” (sì, vabbè). Il grande mistero ruota intorno a una casa farmaceutica che sa di losco da chilometri di distanza e a una droga-drink chiamata Valkyr. Il ruolo del picchiatore notturno si addice perfettamente a Mark Wahlberg, che non sarà un attore di spessore (a meno che non si parli di pettorali) ma che dà sempre le sue soddifazioni, anche perchè è accompagnato da attori che suscitano una sfilza infinita di: “Eeeeh, ma chi era quello?”. Per intenderci: l’ispanico di “Prison Break”, Nelly Furtado, la madre di Meredith Grey di “Grey’s Anatomy”, Ludacris, l’ultima bond girl Olga Kurylenko e Chris O’Donnel, pure lui riemerso dai meandri dell’inquietante ospedale immaginario di Seattle.

Un altro mistero è il motivo per il quale, su tre film in cui Olga Kurylenko cerca disperatamente di farsi altrettanti superuomini, non ci sia mai riuscita una volta: non appena se la ritrovano spalmata addosso in mutande (o anche senza) diventano intolleranti. E se Mark Wahlberg si limita a sbatterla fuori di casa (che poi la squartino di lì a 30 secondi non gliene faremo una colpa), il glaciale Nr. 47 di “Hitman”, per non rischiare, le spara un narcotico nel collo. Il terzo che la schiva è Daniel Craig: non conosco esattamente la dinamica perchè non ho visto Quantum of Solace, ma il fatto che James Bond non metta mano sulla sua Bond Girl è oggettivamente strano.

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Valutazione: 0.0/5 (0 voti)
. 4 Dicembre 2008
Articolo scritto da PrincipessaNubiana

Abbiamo appurato che la gente che incontri al cinema non sempre ha i tuoi gusti in fatto di film, nemmeno se si condivide la sala. Soprattutto se sono una coppia di ultratrentenni benestanti, che si lamentano di non aver potuto pagare un euro in più per le poltrone più larghe perchè, accidenti, erano già tutte prese.

In ogni caso si tratta di un film sulla vita di Gengis Khan, che invece di raccontare la parte avvincente, fatta di grandi conquiste e molte mogli, racconta la parte precendente: quella pallosa. Il futuro condottiero è sempre in fuga da qualcuno che lo vuole fare secco o rincorrere qualcun altro che cerca di accaparrarsi la sua bella moglie, che peraltro continua a sfornare figli non suoi, ma che lui prende su senza troppi problemi. La trama è lentissima, e quando pensi che stia per succere qualcosa di interessante, fa un bel salto avanti di 10 anni. Ovviamente ci sono dei sottotitoli che aggiornano sugli avvenimenti chiave che per qualche oscuro motivo sono stati bypassati, peccato che avendolo scaricato da internet io me li sia beccati in russo. Non potete immaginare l’attacco di panico quando l’ho messo su e pensavo che fosse in russo anche l’audio: peccato che sia stato anche l’unico momento emozionante di tutta la visione.

Se poi vogliamo invecchiare di 30 anni in un colpo solo e dire per forza qualcosa di buono possiamo menzionare gli scenari mozzafiato e quella che sembra una grande accuratezza nella ricostruzione dei costumi. Dico sembra, perchè ovviamente non ho la minima idea di come fossero davvero vestiti i mongoli all’epoca. E a dire il vero non so nemmeno come si vestano adesso.

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Valutazione: 0.0/5 (0 voti)
. 3 Dicembre 2008
Articolo scritto da PrincipessaNubiana