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So che il mio illustre collega ha già recensito questo film per il formato carteceo, ma questa vaccata dà degli spunti troppo succosi per esimermi dal dare la mia opinione (senza limitazioni di spazio!). Partiamo dal presupposto che questo film è tratto da un libro, il che implica automaticamente che diversi punti chiave della trama sono beatamente omessi in favore di dialoghi banali da non crederci. Del tipo:
Suor Rebecca (Michelle Yeoh): “Aurora (Melanie Thierry) è speciale: a due anni sapeva già parlare pefettamente”.
Toorop (Vin Diesel):” Molti bambini sanno parlare a quell’età!” (n.d.r. Giuro che lo dice davvero)
Suor Rebecca: “In diciannove lingue diverse?”
La trama, ricca di riferimenti geografici errati e viaggi intercontinentali incredibilmente brevi (ma forse è colpa dello scenario postapocalittico), vede l’incolto mercenario Toorop alle prese con “la consegna” di una biondina transgenica e sensitiva a New York, il tutto in compagnia della suddetta suora, nonchè Kung-Fu Balia un po’ rompipalle. Il tutto ostacolato da una setta di invasati che un po’ ricorda Scientology e russi sporchi e cattivi. Ovviamente tutti i nodi vengono confusamente al pettine negli ultimi dieci minuti, tra cyber-morti viventi ed esposioni di rito. Le citazioni abbondano: il buon Vin cita se stesso in “XXX” con un inseguimento sulla neve, solo che stavolta, invece che causare una valanga con delle bombe a mano per poi sfuggirle su uno snowboard, abbatte un jet con un gatto delle nevi. “Matrix” poi viene citato (o malamente scopiazzato) un’infinità di volte: attori ricorrenti, scenari simili e riferimenti mal tradotti a “Il mago di Oz”. Chiaramente gli effetti speciali non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelli di un bel film dello stesso genere, dando alle città un inquietante effetto “cartone animato”.
Eppure ci si erano tanto impegnati: qualche tocco di classe francese qua è là (Vin che pasteggia con coniglio macellato a mano e vino rosso) e un sacco di pelo posticcio sul nostro imponente protagonista, che, a detta di una spettatrice più neutrale di me, “un po’ mortifica i due mq di pettorale”. A un certo punto ci scappa quasi la liason tra Vin e la bionda, anche se io tifavo per la suora.

