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	<title>BLOGmag.it</title>
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	<description>BLOGmag - Punto di riferimento e d'incontro tra ragazzi sul web della rivista per gli studenti scritta da studenti distribuita in maniera gratuita nelle scuole superiori di oltre 20 province italiane.</description>
	<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:22:31 +0000</pubDate>
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		<title>The Hurt Locker</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PrincipessaNubiana</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
La pellicola che quest&#8217;anno ha sbancato gli Academy Awards, alla faccia di James Cameron, con ben 6 statuette (film, regia, sceneggiatura originale, montaggio, sonoro e montaggio sonoro) in Italia è uscito addirittura nel 2008, e non l&#8217;ha visto praticamente nessuno. E oggettivamente non c&#8217;è da stupirsi, dato che è di una noia mortale.
La trama è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://images.allmoviephoto.com/2009_The_Hurt_Locker/2009_the_hurt_locker_005.jpg" alt="" width="768" height="432" /></p>
<p>La pellicola che quest&#8217;anno ha sbancato gli Academy Awards, alla faccia di James Cameron, con ben 6 statuette (film, regia, sceneggiatura originale, montaggio, sonoro e montaggio sonoro) in Italia è uscito addirittura nel 2008, e non l&#8217;ha visto praticamente nessuno. E oggettivamente non c&#8217;è da stupirsi, dato che <strong>è di una noia mortale</strong>.</p>
<p>La trama è pressoché inesistente, e racconta la vita sul filo del rasoio di una squadra di artificieri di stanza in Iraq, capeggiati da un fanatico similkamikaze drogato di adrenalina (<em>Jeremy Renner</em>, che è era tra i candidati come miglior attore protagonista). Più che raccontare una storia, <strong>la Bigelow fotografa la condizione di coloro che fanno il mestiere più rischioso che si possa immaginare</strong> (fate voi: Iraq+guerra+bombe da disinnescare), ma che sembrano avere una vocazione che impedisce loro di fare qualsiasi altra cosa. E&#8217; interessante anche come una donna riesca a dipingere in modo del tutto credibile un mondo puramente maschile, ma del resto lo sappiamo che è brava.</p>
<p>Ma sappiamo anche che alterna ottimi lavori (<em>Stange Days</em> su tutti, e non vi ricorderemo che c&#8217;era anche lo zampino dell&#8217;ex marito James Cameron, proprio lui) ad altri, che, per quanto ben fatti risultano essere dei mattoni inverosimili (<em>Il Mistero dell&#8217;Acqua</em>, ad esempio). E <em>The Hurt Loker</em> sembra proprio ricadere in quest&#8217;ultima categoria: l&#8217;<strong>intensità del messaggio e l&#8217;efficacia nel trasmetterlo sono innegabili</strong>, ma l&#8217;intrattenimento è un&#8217;altra cosa.</p>
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		<title>ANTEPRIMA: Daybreakers - L&#8217;ultimo vampiro</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>PrincipessaNubiana</dc:creator>
		
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Perché dei succhiasangue non ne abbiamo maimai abbastanza. Tuttavia questa volta ci risparmiano il lato romantico della faccenda: i vampiri sono diventati la razza dominante a causa di un&#8217;epidemia non meglio specificata e gli umani sono ormai in via di estinzione. I pochi rimasti sono in fuga o allevati come fonte di nutrimento ormai (è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://images.allmoviephoto.com/2010_Daybreakers/2009_daybreakers_006.jpg" alt="" width="678" height="454" /></p>
<p>Perché dei succhiasangue non ne abbiamo maimai abbastanza. Tuttavia questa volta ci risparmiano il lato romantico della faccenda: <strong>i vampiri sono diventati la razza dominante</strong> a causa di un&#8217;epidemia non meglio specificata e gli umani sono ormai in via di estinzione. I pochi rimasti sono in fuga o allevati come fonte di nutrimento ormai (è il caso di dirlo) agli sgoccioli, tanto che i vampiri denutriti finiscono per attaccare altri vampiri o cibarsi del loro stesso sangue, incorrendo in inquietanti mutazioni genetiche che li fanno regredire al livello di pipistrelli giganti (gggghgghghgh). Il protagonista <em>(Ethan Hawke, quelgrandissimofigodi)</em> è un<strong> tormentato scienziatovampiro </strong>alla ricerca di un surrogato del sangue umano alla Tru Blood, che permetta alla sua razza di sopravvivere e agli umani di non essere più cacciati.</p>
<p>Il solito sottotitolo italiano rende decisamente meno allettante un film che già di per sé non è eccezionale, ma che almeno fa un timido sforzo di originalità, con <strong>una fotografia e degli scenari</strong> (almeno nelle prima parte) interessanti e una trama (almeno in parte) ribaltata. Il tutto arricchito da vampiri decisamente pirotecnici, che esplodono con una facilità increbile, con un gusto <em>splatter</em> che ci porta ben lontani dai luccichii meyeriani.</p>
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		<title>Il Giocone di BLOGmag - Numero 27</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 17:30:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ 
Pronti? Da adesso è possibile risolvere “Il giocone di BLOGmag.”  pubblicato sul numero 27  di BLOGmag a pagina 65. C’è da essere  veloci, però: solo al primo che invierà la soluzione corretta  all’indirizzo giocone@blogmag.it verrà regalato l’iPod nano blu  da 8 Gb. Prendete quindi la vostra rivista e date la  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blogmag.it/files/2010/02/schermata-2010-02-23-a-114940.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2640" style="margin: 5px" src="http://blogmag.it/files/2010/02/schermata-2010-02-23-a-114940-300x143.png" alt="" width="300" height="143" /> </a></p>
<p>Pronti? Da adesso è possibile risolvere “Il giocone di BLOGmag.”  pubblicato sul <strong>numero 27 </strong> di BLOGmag a pagina 65. C’è da essere  veloci, però: <strong>solo al primo</strong> che invierà la soluzione corretta  all’indirizzo <em>giocone@blogmag.it</em> verrà regalato l’<strong>iPod nano blu </strong> da <strong>8</strong> <strong>Gb</strong>. Prendete quindi la vostra rivista e date la  caccia alla soluzione!</p>
<p><strong>4.</strong> Il nome di battesimo del regista di 2012.<strong><br />
8. </strong> Vi avrà luogo la settimana bianca “obbligatoria”.<strong><br />
10. </strong> Il personaggio che interpreta Alberto degli Ex-Otago in tv.<br />
<strong></strong></p>
<p><em>P.S. Il gioco è riservato agli iscritti alle scuole superiori! <img class="wp-smiley" src="../wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif" alt=")" /></em></p>
<p><span id="more-2639"></span></p>
<p><span style="font-style: normal"><strong>ATTENZIONE: </strong>Abbiamo  identificato il primo classificato e, quindi, la gara si ferma qui! A  breve tutti riceveranno una mail di risposta, intanto vi ringraziamo per  aver partecipato!<em> (Aggiornato Mercoledì 25 Febbraio 2010, ore 12:00)</em></span></p>
<ol>
<li>ROM<strong>A</strong></li>
<li>CHA<strong>M</strong>BERI</li>
<li>MAO<strong>M</strong>ETTO</li>
<li>RON<strong>A</strong>LD</li>
<li>PAO<strong>L</strong>O</li>
<li>COM<strong>B</strong>O</li>
<li>TEE<strong>N</strong>AGERS</li>
<li>FRI<strong>U</strong>LI</li>
<li>CRI<strong>C</strong>ETI</li>
<li>CON<strong>I</strong>GLIO</li>
</ol>
<p><strong>Codice esatto: A M M A L B N U C I</strong></p>
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		<title>Festival di Sanremo 2010: il pagellone</title>
		<link>http://blogmag.it/blog/festival-di-sanremo-2010-il-pagellone/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 12:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Febbraio uguale Carnevale. No, Febbraio uguale Sanremo ! Che vi piaccia o no, il Festival è l&#8217;evento musicale italiano dell&#8217;anno - a cosa siamo ridotti - e quindi è giusto che venga analizzato e commentato, anche solo per evitare che certe cose si ripetino.
E visto che in redazione di BLOGmag ci vogliamo male, abbiamo svolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://blog.panorama.it/hitechescienza/files/2010/02/sanremo_2010-large.jpg" alt="" width="500" height="309" /></p>
<p>Febbraio uguale Carnevale. No, <strong>Febbraio uguale Sanremo</strong> ! Che vi piaccia o no, il Festival è l&#8217;evento musicale italiano dell&#8217;anno - a cosa siamo ridotti - e quindi è giusto che venga analizzato e commentato, anche solo per evitare che certe cose si ripetino.<br />
E visto che in redazione di BLOGmag ci vogliamo male, abbiamo svolto questo lavoro al vosto postro, per cui ecco il  pagellone consueto:</p>
<p><strong>Irene Grandi - La cometa di Halley (scritta con Bianconi dei Baustelle) &gt; 5,5</strong> ma solo perchè è una  canzone dei Baustelle cantata da Simona Ventura che fa le pose.<br />
<strong>Valerio Scanu - Per tutte le volte che&#8230; &gt; 0,5</strong> &#8220;scontata come  i saldi dopo la befana&#8221;, &#8220;perchè devo star qui ad ascoltare uno che  mugugna&#8221;.<br />
<strong>Toto Cutugno - Aereoplani &gt; 1</strong> &#8220;brutta la vita quando non&#8230;&#8230;..&#8221; <em>amore mio dimmi che mi ami</em> , l&#8217;originalissima frase clou del pezzo, ed  abbiamo detto tutto.<br />
<strong>Arisa - Malamorenò &gt; 2</strong> solo perchè ha risvegliato il pubblico dopo il pezzo deprimente di Cotugno /  canzone da massaia. Paura di tormentone.<br />
<strong>Nino D&#8217;Angelo con Maria Nazionale - Jammo Jà &gt; 0</strong> spiace per la tipa (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Nazionale" target="_blank">Maria Nazionale</a> ) che si è  sbattuta, ma la sfrontatezza con cui Nino d&#8217;Angelo ha letto tutta la  canzone sul gobbo elettronico è vergognosa. Necessità di sottotitoli per chi chiama da fuori Napoli.<br />
<strong>Marco Mengoni - Credimi ancora &gt; 5</strong> il pezzo non sarà bello ma  voce ed il look spaccano, quindi Mengoni portaci in Europa.<br />
<strong>Simone Cristicchi - Meno male (scritta con Frankie Hi-Nrg)&gt; 5</strong> scopiazzatura pesante in  salsa Sanremo dell&#8217;indie italiano - anche in quanto a costumi (cfr. <a href="http://www.myspace.com/ministri" target="_blank">Ministri</a> ). Questa può vincere, è proprio Sanremo  puro.</p>
<p><strong>Malika Ayane - Ricomincio da qui &gt; 3</strong> per la sua voce, il resto è roba  insipida.<strong><br />
Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici - Italia amore mio &gt; 0</strong> inno politico. Brutto peraltro.<br />
<strong>Enrico Ruggeri - La notte delle fate &gt; 3,5</strong> perchè raddoppia le  consonanti? Perchè? Perchè? Perchè si ostina a cantare? Perchè? Perchè  ogni donna ha un paio d&#8217;aLLi? Magari cantata da altri può guadagnare mezzo punto.</p>
<p><strong>Sonohra - Baby &gt; 0</strong> ma un&#8217;identità? Una presenza scenica? Muoversi? Pezzi  che sembravano già vecchi a inizio 2000.<strong><br />
Povia - La verità &gt; 2</strong> scenicamente perfetto &#8220;ma stiamo a un  festival di sanremo non a un cortometraggi&#8221;. Ed abbiamo detto tutto.<br />
<strong>Irene Fornaciari e Nomadi - Il mondo piange &gt; 1,5</strong> ospizio.<br />
<strong>Noemi - Per tutta la vita &gt; 5</strong> brava, voce aggressiva,  se non fosse una canzone  di merda.<br />
<strong>Fabrizio Moro - Non è una canzone &gt;</strong> 1 perchè è una bella  macchietta.</p>
<p>Vi lasciamo con questi giudizi, facendovi notare come non abbiamo giudicato la conduzione della serata, per non essere eccessivamente schifati durante la valutazione..</p>
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		<title>Intervista a Laura Scarpa</title>
		<link>http://blogmag.it/blog/intervista-a-laura-scarpa/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>quasibionda</dc:creator>
		
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Laura Scarpa è un&#8217;autrice di fumetti che ha iniziato a indagare la quotidianità nel fumetto già negli anni ottanta, disegnando per &#8220;Linus&#8220;, &#8220;Alter&#8220;, &#8220;Orient Express&#8220;, &#8220;Corriere dei Piccoli&#8220;, &#8220;Snoopy&#8220;, &#8220;Ragazza in&#8220;, &#8220;Lupo Alberto Magazine&#8220;. E&#8217; anche direttrice della rivista &#8220;Scuola di fumetto&#8221; e della neonata &#8220;Animals&#8220;. L&#8217;insegnamento e la didattica del fumetto hanno costituito una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blogmag.it/files/2010/02/cop_animals_04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2629" src="http://blogmag.it/files/2010/02/cop_animals_04.jpg" alt="" width="400" height="538" /></a></p>
<p><strong>Laura Scarpa</strong> è un&#8217;autrice di fumetti che ha iniziato a indagare la quotidianità nel fumetto già negli anni ottanta, disegnando per &#8220;<strong>Linus</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Alter</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Orient Express</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Corriere dei Piccoli</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Snoopy</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Ragazza in</strong>&#8220;, &#8220;<strong>Lupo Alberto Magazine</strong>&#8220;. E&#8217; anche direttrice della rivista &#8220;<strong>Scuola di fumetto</strong>&#8221; e della neonata &#8220;<strong>Animals</strong>&#8220;. L&#8217;insegnamento e la didattica del fumetto hanno costituito una parte importante della sua attività. È autrice dei saggi &#8220;<strong>Praticamente fumetti</strong>&#8221; e &#8220;<strong>L&#8217;arte della sceneggiatura</strong>&#8220;.<br />
Le abbiamo fatto qualche domanda riguardo al mondo dei fumetti e a come affaciarvisi.<span id="more-2628"></span></p>
<p><strong>Come direttrice di &#8220;Scuola di fumetto&#8221; ti troverai spesso a valutare lavori di molti giovani fumettisti, quale criterio ti fa preferire uno rispetto ad un altro?</strong><br />
La bellezza, che non è la virtù estetizzante del disegno, ma l&#8217;insieme di una sua coerenza ed espressività, ma dimostrazione anche di una certa conoscenza delle basi del disegno, non solo anatomia, ma composizione ecc. Però ogni disegnatore ha una sua storia, e d è diverso valutare un<br />
quindicenne o un trentenne, uno che vuole iniziare o uno che vuole pubblicare, uno che rientra nei canoni disneyani o bonelliani, o che fa una ricerca più autoriale.Aiuta a valutare il primo impatto, dove si vede se uno ha mano e se riesce a comunicare, anche la disponibilità del disegnatore alle critiche, ai commenti&#8230; Se ascolta e capisce (e fa capire) dove vuole andare.</p>
<p><strong>Come ex-insegnante, che consigli puoi dare ai ragazzi che, finite le superiori, vogliono intraprendere una carriera nel mondo dei fumetti?</strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal">Da moltissimi anni non insegno più. Posso però suggerire le scuole di fumetto e anche le accademie. Le une insegnano che cosa sia il fumetto, le altre disegno ed espressione del segno. Ma fondamentale è imparare a conoscere sé stessi, ma anche il mondo del fumetto, i disegni e le storie che si scrivono e fanno nel mondo&#8230; Cultura generale, non solo fumettistica! La scena fumettistica è difficile, sempre, e oggi viviamo la crisi economica. Innegabili difficoltà e problemi, ma oggi rispetto a una decina di anni fa, il fumetto è maggiormente pubblicato, in varie forme e ci sono spazi anche per i giovani. C&#8217;è fermento e crescita di questo linguaggio. Non bisogna aspettarsi immediato successo, ma lavorare per sviluppare le giuste capacità e provarsi nelle diverse pubblicazioni, per imparare e crescere e&#8230; Diventare autori.</span></strong></p>
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		<title>Intervista a Vanna Vinci</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>quasibionda</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Tra qualche giorno inaugura a Bologna la IV edizione di BilBOlbul, festival internazionale di fumetto a cura di Hamelin. Dal 4 al 7 marzo la città emiliana sarà piena di artisti, mostre, conferenze e workshop a tema, il tutto a ingresso gratuito. Una grande retrospettiva viene dedicata per la prima volta a un autore straniero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blogmag.it/files/2010/02/vanna_vinci_lillian_browne_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2625" src="http://blogmag.it/files/2010/02/vanna_vinci_lillian_browne_1.jpg" alt="" width="400" height="564" /></a></p>
<p>Tra qualche giorno inaugura a Bologna la IV edizione di <strong>BilBOlbul</strong>, festival internazionale di fumetto a cura di Hamelin. Dal 4 al 7 marzo la città emiliana sarà piena di artisti, mostre, conferenze e workshop a tema, il tutto a ingresso gratuito. Una grande retrospettiva viene dedicata per la prima volta a un autore straniero, David B., francese e nome di punta della scena fumettistica internazionale. Le aree tematiche del festival sono:<br />
<strong>REPORTAGE &amp; COMICS</strong>, in cui si cerca di indagare le diverse modalità con cui il fumetto può &#8220;raccontare&#8221; la realtà e trasformare il disegno in &#8220;un segno dei tempi&#8221;. Protagonisti della sezione autori internazionali come: Emmanuel Guibert e David B. (Francia), Chapatte (Svizzera) e autori italiani come Igort e Marina Girardi.<br />
<strong>RACCONTARE L&#8217;ITALIA</strong>, con in esposizione le opere di David B., Paolo Bacilieri, Giacomo Monti e incontri con Gipi, Andrea Bruno e Alessio Spataro.<br />
<strong>STORIA E BIOGRAFIE</strong>, che vede protagonisti: Marco Ficarra, Giovanni Masi,Yoshiko Watanabe, Hannes Pasqualini e Vanna Vinci.<br />
Proprio a <strong>Vanna Vinci</strong>, autrice di origine sarda ma residente a Bologna con all&#8217;attivo parecchie pubblicazioni(l&#8217;ultima, &#8220;Gatti neri, gatti bianchi&#8221; è uscita da pochi mesi per Kappa edizioni), abbiamo fatto qualche domanda riguardo il suo lavoro e il mondo dei fumetti in generale.</p>
<p><strong>Innanzitutto come ti sei avvicinata al mondo del fumetto? Perché lo hai scelto come mezzo espressivo?</strong><span id="more-2624"></span><br />
In realtà non sono una grande lettrice di fumetti né una grande appassionata. Non saprei come giustificare questa cosa, se non che da adolescente mia madre mi aveva regalato un libro con le storie brevi di Corto maltese. Credo che quella sia stata l&#8217;unica molla che ha fatto scattare in me l&#8217;idea di fare fumetti. Per quanto riguarda le storie, si trattava di personaggi e di avventure che avevo in testa da molto come nel caso di Lillian Browne, che è effettivamente il mio personaggio vecchio. Non posso dire di avere fatto delle scelte vere e proprie, è venuto tutto così&#8230; Un po&#8217; selvaggiamente. Credo che volessi raccontare delle storie e che il fumetto, in effetti, fosse il mezzo più consono. Del resto il fumetto è qualcosa che necessita di poco spazio, pochi materiali e si può fare a casa, nella propria scrivania, facendo anche dell&#8217;altro, ascoltando la radio, i dischi o la tele, e anche chiacchierando con qualcun&#8217;altro. Poi, insieme ad altri amici, nell&#8217;ottantaquattro, abbiamo esposto le nostre tavole a Lucca e lì ho conosciuto Luigi Bernerdi che poi è diventato il mio primo editore. Di fatto la prima vera storia è stata L&#8217;altra parte, ed è stato proprio Bernardi e la Granata Press a pubblicarla.<br />
<strong>Nelle tue storie spesso sono presenti elementi soprannaturali o esoterici, c&#8217;è dietro una tua passione personale? </strong><br />
Premetto che sono totalmente scettica, ma le storie e il sopranaturale mi interessano. Come forma di racconto. Nel caso delle mie storie, diciamo che il fantasma, il vampiro non sono altro che personaggi come gli altri, che hanno un loro vissuto magari po&#8217; diverso. Ecco, sono personaggi che hanno qualcosa di difficile comprensione. Quello che si direbbe di qualcuno un po&#8217; complicato. Del resto se non avessi usato dei personaggi sopranaturali, come avrei fatto a far incontrare una ragazza dei giorni nostri con una principessa morta durante la rivoluzione francese? E per quanto riguarda l&#8217;alchimia&#8230; Beh, è un tema che mi interessa molto. Anche in termini grafici, mi piacciono e mi incuriosiscono i simboli. Ma nelle storia di Sophia mi serviva per indagare il tema della morte, dell&#8217;invecchiamento e della malattia. Che è il filo di fatto conduttore di tutta la ricerca alchemica, una ricerca che dura da secoli. E che anche il tema che mi interessa più di tutti.<br />
<strong>Cosa accomuna le città che scegli come ambientazioni?</strong><br />
Non lo so. Mi piacciono le città in generale, soprattutto quelle un po&#8217; scassate. Mi piace il paesaggio urbano, fatto dall&#8217;uomo e popolato dall&#8217;uomo. Mi piacciono molto i vicoli, le finestre e le porte. Certo ci sono città che mi piacciono molto e altre che sono più semplici da disegnare. Le città italiane mi piacciono, Bologna per esempio è una città bellissima e semplice da disegnare, perché non è mai monotona e le proporzioni nelle architetture sono perfette. Ed è anche bello disegnare i personaggi che si muovono nella città dove uno vive.<br />
Mi piace anche l&#8217;idea della città grande come Milano, Parigi&#8230; città dove uno può scomparire, non essere visto e riconosciuto&#8230; Smettere di esistere. Le città molto pulite, leccate e ristrutturate mi fanno orrore. Credo che la ristrutturazione debba mantenere un po&#8217; lo sporco del tempo, altrimenti smettono di essere edifici abitati ma diventano dei non-luoghi tipo grandi outlet e cose tipo Disneyland. Dovendo scegliere preferisco i posti dove sopravvivono dei ruderi.<br />
<strong>Che rapporto hai mantenuto con la Sardegna? Come mai ti sei trasferita? </strong><br />
Mi sono trasferita perché volevo fare i fumetti e Granata Press era a Bologna. Poi mi sono innamorata e ho deciso di rimanere a vivere qui. In effetti amo Bologna, tuttora attraversando la Piazza o passando in alcuni angoli ho ancora un sussulto, un&#8217;emozione. In Sardegna ci torno più o meno ogni due mesi, quindi ho un legame molto stretto e costante. Quando sono lì, raramente sono in vacanza, lavoro e faccio tutto quello che farei se abitassi ancora lì. La Sardegna, per citare Vittorini, è come un&#8217;infanzia, è l&#8217;infanzia. I cieli, le strade, le spiagge e le rocce sono molto di me. Anche se tanto è cambiato. Certo venire da una città col porto e una spiaggia chilometrica e trasferirsi in una con le colline e la pianura non è semplice&#8230; Qualche giorno fa ho visto Deserto Rosso di Antonioni, nel film, a un certo punto, c&#8217;è Monica Vitti che racconta di una bambina e una spiaggia e una voce, come un canto, che sembra provenire proprio dalla spiaggia e dalle rocce. E un luogo deserto immerso nel silenzio. Ecco, credo che quello sia il mio legame con la Sardegna.<br />
<strong>Che consigli puoi dare a un ragazzo che volesse iniziare a disegnare fumetti?</strong><br />
Di crearsi un mondo interiore, di lavoraci sopra e di disegnare e scrivere molto. Vorrei precisare che fare fumetti è laborioso e non sempre divertente. E&#8217; un lavoro, come fare il medico o il falegname. E&#8217; un qualcosa anche di molto materiale, artigianale oltre che creativo, ed è il suo bello&#8230; Insomma bisogna avere degli universi, crederci e lavorarseli. Rimanerci a mollo dentro. E poi, vorrei consigliare ai giovani fumettari di avere poca paura, e non abbattersi se qualcuno li critica, ecco, prendere le critiche come uno stimolo, una riscossa.</p>
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		<title>Relazioni pericolose</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 11:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>quasibionda</dc:creator>
		
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Se i festeggiamenti di S. Valentino hanno provocato anche in voi indigestione da smancerie e romanticherie allora non c&#8217;è miglior antibiotico se non rifarsi sulle disavventure sentimentali altrui. Eccovi servite quindi le indiscrezioni sulle relazioni più pericolose (e sbagliare) del jet set!
TIGER WOODS - ELIN NORDEGREN
27 Novembre 2009, Miami, Florida. E&#8217; tarda notte quando una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blogmag.it/files/2010/02/tiger-woods-baby-101.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2622" src="http://blogmag.it/files/2010/02/tiger-woods-baby-101-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Se i festeggiamenti di <strong>S. Valentino</strong> hanno provocato anche in voi indigestione da smancerie e romanticherie allora non c&#8217;è miglior antibiotico se non rifarsi sulle disavventure sentimentali altrui. Eccovi servite quindi le indiscrezioni sulle<strong> relazioni più pericolose</strong> (e sbagliare) del jet set!<br />
<strong>TIGER WOODS - ELIN NORDEGREN</strong><br />
27 Novembre 2009, Miami, Florida. E&#8217; tarda notte quando una Cadillac si schianta contro un albero. Fin qui nulla di strano se non che l&#8217;uomo ritrovato al volante è nudo. Altro dettaglio: il guidatore in questione sembra riportare escoriazioni al volto dovute probabilmente a <strong>violente percosse</strong>. Altro dettaglio. Questa volta rilevante: l&#8217;uomo in questione è <strong>Tiger Woods</strong>, lo sportivo più pagato di tutti i tempi. Riassunto delle puntate precedenti: Tiger è un giovane fuoriclasse del golf. E&#8217; un meticcio, nato da padre afroamericano e da madre thailandese. Ben presto le sue vittorie diventano <strong>leggendarie</strong>: è l&#8217;uomo nero che riesce a profanare lo sport bianco per eccellenza. La comunità afroamericana lo venera e in lui vede un<strong> riscatto storico</strong>. Una sorta di Obama pre Obama. Vittorie su vittorie Tiger diventa l&#8217;<strong>uomo dei record</strong>. E non ci riferiamo solo ai traguardi sportivi. Incassa <strong>100 milioni di dollari all&#8217;anno</strong> da sponsor e partnership. Tutti lo vogliono. Tutti lo cercano. E&#8217; lo sportivo più pagato di tutti i tempi. E&#8217; il simbolo del nuovo s<strong>ogno Americano</strong>. E&#8217; l&#8217;uomo dai sani principi inviolabili. Quando poi sposa la giovane modella <strong>Elin Nordegren</strong>, bianca, di origini svedesi, e decide di mettere su prole (Sam 2 anni, Charlie, 10 mesi) il quadretto da <strong>famiglia perfetta</strong> si compie a servizio e consumo dei media. L&#8217;America ama innamorarsi delle famiglie perfette.</p>
<p><span id="more-2621"></span>Ma noi sappiamo che non c&#8217;è nulla di più imperfetto della perfezione. E così fu. All&#8217;apice della sua carriera (Tiger è il primo sportivo a raggiungere il compenso record di 1 miliardo di dollari) eccoci ripiombare alla famigerata scorribanda del 27 Novembre. La ricostruzione dell&#8217;incidente darà Tiger <strong>in fuga</strong> dalla casa con la giovane mogliettina Elin intenta a seguirlo con in mano una mazza da golf pronta a spezzargli la testa. Il motivo? Una <strong>scappatella extra-coniugale</strong>. Gli ingredienti per il primo scandalo targato 2010 ci sono tutti, ma nemmeno le comari più fameliche di pettegolezzi avrebbero potuto invocare, pregustare e immaginare quanti altri scheletri (e silicone) erano nascosti dentro l&#8217;armadio. Al momento attuale le amanti dell&#8217;asso del golf sono salite a<strong> quota 17</strong> (ma c&#8217;è chi giura che presto inizieremo a contarle in legioni anziché unità). Tutte o quasi hanno rilasciato <strong>dichiarazioni shock</strong> sui giornali, pubblicato conversazioni private, foto imbarazzanti, dettagli piccanti. Tra di loro figurano le esponenti di spicco della creme femminile americana: Rachel Uchitel, pierre di nightclub, Holly Sampson, pornostar, Jaimee Grubbs, spogliarellista, Jamie Jungers, modella, Mindy Lawton, cameriera, Kalika Moquin, manager di disconight &#8230; e ora spunta fuori perfino una relazione omosessuale con tanto di testimonianze e registrazioni. Il risultato? <strong>Il S. Valentino a casa Woods non sarà stato dei più dolci quest&#8217;anno</strong>. Elin ha già minacciato il divorzio. Tiger però non vuole lasciarla andare. Per amore? Non siate così romantici (o ingenui). In caso di separazione il fedifrago Tiger dovrà sborsare alla moglie qualcosa come <strong>300 milioni di dollari</strong>, consacrandola tra le divorziate più ricche del pianeta &#8230; e pensare che gli affezionati dicevano che Tiger non sbagliava una buca &#8230; a quanto pare non si riferivano solo a quelle del campo da gioco. Anche se ora l&#8217;unico buco rimasto sembra essere quello al suo portafoglio tra avvocati e contratti pubblicitari cancellati!<br />
<strong>RHIANNA - CHRIS BROWN</strong><br />
Chi è appassionato di rotture sentimentali sa che non c&#8217;è nulla di più sadicamente affascinante di una storia che termina con una <strong>folkloristica sceneggiata napoletana</strong>. L&#8217;amore che vi raccontiamo ha tutti i condimenti necessari se con un po&#8217; di fantasia sostituite i quartieri spagnoli con la cerimonia dei Grammy Awards e la moglie gelosa con la cantante <strong>Rhianna</strong>. La storia tra lei e il rapper Chris Brown sembrava idilliaca. Il dramma scoppia proprio in occasione della prestigiosa manifestazione a cui i due dovevano presenziare. Poco prima del red carpet, infatti, <strong>Rhianna è costretta a disdire la sua presenza</strong>. Un&#8217;influenza? un contrattempo? Un extencion troppo corta? Niente da fare. Siamo ad Hollywood e qui tutti sanno che nessuna star al mondo rinuncerebbe ai riflettori di una vetrina così importante se il motivo non fosse estremamente delicato. Il <strong>top secret</strong> sulla vicenda cade appena i tabloid pubblicano le foto shockanti della cantante col <strong>volto tumefatto da lividi e percosse</strong>. Si parla di un litigio furibondo scoppiato all&#8217;interno dell&#8217;auto che portava la coppia alla cerimonia e di una situazione che a un certo punto <strong>sfugge letteralmente di mano</strong>. Chris Brown è accusato di violenza contro la sua partner. Rhianna è costretta a posticipare l&#8217;uscita del suo quarto album e a <strong>sospendere il tour promozionale</strong>. L&#8217;indignazione pubblica, però, cresce quando trapela la notizia di un <strong>possibile perdono </strong>da parte della cantante innamorata. Porgere l&#8217;altra guancia è sicuramente un lodevole consiglio divino ma è altrettanto vero che quando lividi e percosse cominciano ad abbondare è tempo di passare dal codice biblico al <strong>codice penale</strong>.<br />
<strong>SEAN PENN - ROBIN WRIGHT </strong><br />
Il matrimonio Wright-Penn rientra nella comune dicitura delle r<strong>elazioni a intermittenza</strong>. Ovvero quelle relazioni in cui i tira e molla sono pane quotidiano e dove tra violenti nubifragi e fiaccanti bonacce si cerca ugualmente di portare avanti la nave dell&#8217;amore . Peccato che all&#8217;interno della coppia la sola a remare fosse Robin. Eh già, perché nella sua lunga e formidabile carriera di <strong>attore e playboy</strong> Sean non si è risparmiato nulla. La sua reputazione da cattivo ragazzo non è infatti solo dovuta alle sue magistrali interpretazioni di ruoli borderline e ribelli (<strong>Carlito&#8217;s Way, Lupo Solitario</strong>) ma anche alla sua vita privata. Non a caso il suo primo, violento matrimonio era assieme a una certa <strong>Madonna </strong>a cui Penn ha dato parecchio filo da torcere (e ce ne vuole!). Pare che a tutt&#8217;oggi l&#8217;ex Material Girl si rifiuti ancora di cantare in pubblico la canzone che gli dedicò ai tempi del loro amore, True Blue. Rispetto a Madonna Robin risponde a tutt&#8217;altra tipologia di donna: <strong>dea del focolare</strong>, devota mogliettina, fedele consorte, disposta a rinunciare persino alla sua promettente carriera per agevolare, incoraggiare e sostenere le ambizioni professionali del marito. Che a casa Penn la bilancia non pendesse equamente era chiaro fin dal principio: dopo i primi anni di matrimonio la carriera di Penn decolla verso la consacrazione; quella di Robin subisce uno stop. La donna è troppo innamorata di Penn per chiedergli di restare a casa a badare ai figli, così, <strong>come ogni brava ragazza</strong>, decide di sacrificarsi in nome dell&#8217;amore. Il risultato? Sean la tradisce ripetutamente. Nonostante ciò, in anni di infedeltà, con stupore di tutti, Robin rimane sempre là, al suo fianco. Minaccia il divorzio, avvia le pratiche per la separazione, ma poi, da donna innamorata, ritorna sempre sui suoi passi, perdona il marito e torna dietro ai fornelli. Succede poi che Sean ottiene il <strong>secondo Oscar</strong> della sua carriera con l&#8217;interpretazione dell&#8217;attivista gay in Milk. Anche in quell&#8217;occasione <strong>Robin è in prima fila</strong>, commossa, mentre assiste il marito salire sul palco. È lì quando il marito riceve la statuetta e si appresta a ringraziare tutti coloro che gli sono stati accanto. Cita attori, comparse, collaboratori, figli, genitori, amici&#8230; tutti. <strong>Tutti tranne lei</strong>, Robin. Sean si giustificherà dicendo di essersi dimenticato a causa dell&#8217;emozione. Ma all&#8217;ennesimo smacco pubblico la Wright si stufa di passare da <strong>fessa del villaggio globale</strong>. Si sveglia dal letargo e pianta definitivamente il marito. L&#8217;attrice comincia così a rileggere copioni ricordando quando anche lei, prima del matrimonio, era una brillante interprete. Secondo molti potrebbe tornare a calcare le scene molto presto. Il condizionale è d&#8217;obbligo. Sappiamo bene, cara Robin, che una donna innamorata è capace di soprassedere a queste e ben altre umiliazioni, perdonare ancora, pagare il conto e dire pure grazie per essere ritornato all&#8217;uomo che l&#8217;ha fatta soffrire. Ma come tu insegni a tutti noi, cuori disillusi dal post S. Valentino, è sempre meglio essere <strong>protagonisti della propria tragedia piuttosto che spettatori della propria vita</strong>.<br />
<em>Salvatore Zeola</em></p>
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